Sono ancora senza esito le ricerche del 29enne lavoratore disperso nel lago di Garda dopo un gesto di straordinario coraggio. L’uomo è scomparso nel pomeriggio di ieri dopo essersi tuffato nelle acque del lago per soccorrere un bambino inglese di 7 anni che si trovava in difficoltà durante un’escursione in barca. Le operazioni di ricerca sono iniziate immediatamente dopo l’accaduto e stanno proseguendo senza interruzioni, con un imponente dispiegamento di uomini e mezzi impegnati nel tentativo di individuare il 29enne.
Il salvataggio del bambino e il malore dopo il soccorso
Secondo quanto ricostruito, il ragazzo stava accompagnando una comitiva di turisti inglesi in un tour sul lago di Garda quando un bambino di 7 anni è finito in difficoltà nelle acque del lago. Senza esitazione, il giovane lavoratore si è tuffato per raggiungere il piccolo e metterlo in salvo. Dopo essere riuscito a riportare il bambino a bordo dell’imbarcazione, il 29enne avrebbe accusato un malore. Pochi istanti dopo è scomparso nelle acque del lago, senza più riemergere. Il bambino è stato tratto in salvo.
Ricerche concentrate in un’area profonda circa 50 metri
Le ricerche nel lago di Garda sono rese particolarmente complesse dalla profondità del punto in cui il giovane è scomparso. L’area interessata dalle operazioni raggiunge infatti una profondità di circa 50 metri, circostanza che richiede l’impiego di attrezzature altamente specializzate. Fin dalle prime ore successive alla tragedia, le squadre di soccorso hanno lavorato senza sosta alternandosi nelle attività di ricerca, con l’obiettivo di individuare il disperso nel minor tempo possibile.
Sommozzatori, elicotteri, sonar e Rov impegnati nelle operazioni
Alle operazioni partecipano, a turno, i sommozzatori e l’elicottero dei vigili del fuoco, affiancati dalla guardia costiera, dalla guardia di finanza e dai carabinieri, che stanno operando con battelli equipaggiati con sonar e Rov, strumenti fondamentali per le ricerche in profondità. L’intervento coordinato delle diverse forze impegnate testimonia la complessità delle operazioni e l’intensità dello sforzo messo in campo per cercare il 29enne, il cui gesto di soccorso ha permesso di salvare la vita al bambino inglese di 7 anni.


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