Un drone sconosciuto è stato intercettato e abbattuto dopo essere entrato nello spazio aereo della Romania. Nell’operazione sono stati coinvolti anche due Eurofighter italiani appartenenti alle forze della Nato di stanza nel Paese dell’Europa orientale. Il velivolo senza pilota era stato inizialmente individuato mentre volava in prossimità dei confini dello spazio aereo romeno. Dopo il successivo sconfinamento, le risorse militari dell’Alleanza Atlantica sono state autorizzate a intervenire e a neutralizzare la potenziale minaccia. L’operazione ha visto una risposta coordinata tra le forze italiane e quelle romene. Insieme ai due Eurofighter dell’Italia sono infatti decollati anche due caccia F-16 romeni, impegnati nell’identificazione e nell’intercettazione del drone.
I caccia decollati dalle basi di Mihail Kogalniceanu e Fetesti
Secondo quanto reso noto dal Comando aereo della Nato, gli Eurofighter italiani sono decollati dalla base aerea di Mihail Kogalniceanu, mentre gli F-16 romeni sono partiti dalla base militare di Fetesti. I quattro caccia sono stati impiegati nell’ambito del dispositivo di sorveglianza e difesa dello spazio aereo alleato. Il drone è stato seguito mentre si avvicinava al territorio romeno e successivamente identificato dalle forze impegnate nella missione. “Il drone è stato prontamente identificato e, dopo essere entrato nello spazio aereo rumeno, le risorse Nato sono state autorizzate all’ingaggio. Poco dopo, la minaccia è stata abbattuta nello spazio aereo romeno”, spiega la nota del Comando aereo dell’Alleanza. L’abbattimento è quindi avvenuto dopo l’ingresso del velivolo senza pilota nello spazio aereo nazionale della Romania e in seguito all’autorizzazione concessa alle risorse militari della Nato presenti nella zona.
Indagine sull’origine del drone sconosciuto
Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’origine del drone abbattuto, sulla sua provenienza o sulle caratteristiche tecniche del velivolo. Non è stato inoltre chiarito se il mezzo fosse dotato di armamenti, sistemi di osservazione o altri dispositivi. Le autorità hanno avviato un’indagine per ricostruire l’intera dinamica dell’episodio e accertare la natura della potenziale minaccia. La Nato ha specificato di essere “in stretto contatto” con le autorità romene durante le attività di verifica. Gli approfondimenti dovranno stabilire la rotta seguita dal drone prima dello sconfinamento, il punto esatto in cui è entrato nello spazio aereo della Romania e le circostanze che hanno portato alla decisione di autorizzarne l’abbattimento. L’esame degli eventuali resti del velivolo potrà inoltre contribuire a identificarne il modello e a raccogliere elementi utili per risalire alla provenienza, anche se su questi aspetti non sono state diffuse informazioni.
La Nato: “pronti a reagire 24 ore su 24”
Il Comando aereo dell’Alleanza Atlantica ha evidenziato la rapidità e il carattere multinazionale della risposta, sottolineando la capacità delle forze alleate di intervenire in modo coordinato contro eventuali intrusioni aeree. “Questo sforzo combinato multinazionale sottolinea come la Nato sia pronta e in grado di reagire a qualsiasi potenziale minaccia aerea, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per salvaguardare il nostro territorio e proteggere la nostra gente”, prosegue la dichiarazione del Comando aereo dell’Alleanza. L’intervento congiunto di Eurofighter italiani e F-16 romeni rientra nel sistema di difesa e sorveglianza attraverso il quale la Nato controlla lo spazio aereo dei Paesi membri e mantiene operative le risorse necessarie per rispondere a eventuali minacce. La presenza dei caccia italiani in Romania fa parte delle attività alleate finalizzate al rafforzamento della sicurezza aerea sul fianco orientale della Nato. L’episodio ha mostrato il funzionamento della catena di identificazione, autorizzazione e ingaggio attivata in seguito alla rilevazione del drone.
Romania e Paesi Nato rafforzano la difesa contro i droni
L’abbattimento avviene mentre la Romania e altri Stati membri dell’Alleanza stanno potenziando le proprie capacità di difesa aerea, con particolare attenzione al contrasto dei droni di piccole dimensioni. La diffusione di sistemi aerei senza pilota rende infatti necessario integrare le tradizionali capacità di intercettazione con strumenti progettati specificamente per individuare e neutralizzare velivoli più piccoli, capaci di volare a quote ridotte e potenzialmente più difficili da intercettare. Il Comando aereo della Nato ha ricordato che la Romania e altri Paesi membri “stanno attivamente acquisendo intercettori terrestri per migliorare le capacità di difesa aerea alleate e nazionali”. Il rafforzamento non riguarda dunque soltanto l’impiego di caccia come gli Eurofighter e gli F-16, ma comprende anche l’acquisizione di dispositivi terrestri destinati alla protezione dello spazio aereo e delle infrastrutture strategiche.
Bucarest ha acquisito il sistema anti-drone Merops
Nell’ambito di questo processo, Bucarest ha recentemente acquisito il sistema anti-drone Merops, progettato per intercettare piccoli sistemi aerei senza pilota. Il dispositivo rappresenta uno degli strumenti scelti dalla Romania per migliorare le proprie capacità nazionali di contrasto alle minacce provenienti dal cielo. L’obiettivo è affiancare ai sistemi di sorveglianza e agli aerei da combattimento una difesa terrestre capace di intervenire contro droni di dimensioni contenute. L’acquisizione del Merops si inserisce nella strategia più ampia di potenziamento della difesa aerea romena e alleata. Il sistema è destinato a contribuire all’intercettazione di piccoli velivoli senza pilota, ampliando le possibilità di risposta delle forze armate senza dover necessariamente ricorrere in ogni circostanza all’impiego dei caccia. L’episodio avvenuto nelle prime ore del mattino resta intanto al centro delle verifiche. L’indagine sul drone sconosciuto dovrà chiarire gli elementi ancora non conosciuti, mentre la Nato continua a mantenere un coordinamento diretto con le autorità della Romania.


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