Droni contro tre magazzini Wildberries in Russia: attacco fino a 1.400 chilometri dal confine

L’ultimo raid ha preso di mira un hub del colosso dell’e-commerce nella regione di Perm, nel villaggio di Zamulyanka

Sono tre i magazzini di Wildberries colpiti nelle ultime ore dai droni ucraini sul territorio russo. Gli attacchi hanno interessato strutture situate in diverse regioni della Federazione, ampliando ulteriormente il raggio delle operazioni condotte dalle forze di Kiev contro i centri logistici del colosso dell’e-commerce. Oltre ai magazzini situati nelle regioni di Pensa e dell’Udmurtia, nella giornata di oggi è stato preso di mira anche un hub di Wildberries nella regione di Perm, nel piccolo centro di Zamulyanka. Quest’ultima località si trova a circa 1.400 chilometri dal confine con l’Ucraina, un elemento che rende particolarmente significativa la distanza raggiunta dall’attacco. La successione dei raid evidenzia come le operazioni dei droni ucraini in Russia stiano interessando non soltanto le aree più vicine al confine, ma anche territori molto più interni, dove si trovano importanti infrastrutture dedicate allo stoccaggio, alla movimentazione e alla distribuzione delle merci.

Colpito l’hub Wildberries di Zamulyanka nella regione di Perm

L’attacco più rilevante tra quelli registrati nelle ultime ore riguarda il magazzino Wildberries di Zamulyanka, nella regione di Perm. La struttura appartiene alla rete logistica del principale gruppo russo del commercio elettronico, spesso definito l’“Amazon russa” per le dimensioni raggiunte e per la diffusione dei suoi servizi. Il dato geografico assume un peso centrale: Zamulyanka dista circa 1.400 chilometri dal confine ucraino. Il coinvolgimento di un’area così lontana dal teatro principale del conflitto dimostra la capacità delle forze di Kiev di prendere di mira obiettivi situati in profondità nel territorio della Federazione Russa. L’hub della regione di Perm si aggiunge ai centri colpiti nelle regioni di Pensa e Udmurtia, componendo un quadro di attacchi distribuiti su un’area molto vasta. In poche ore, tre diverse strutture della medesima rete commerciale sono state interessate dalle operazioni condotte con velivoli senza pilota.

Attacchi anche nelle regioni di Pensa e Udmurtia

Prima del raid contro il centro di Zamulyanka, i droni ucraini avevano già raggiunto altri due magazzini Wildberries, situati rispettivamente nella regione di Pensa e in Udmurtia. Si tratta di tre attacchi che hanno come denominatore comune le infrastrutture logistiche dell’azienda russa. La scelta di obiettivi appartenenti alla stessa rete evidenzia la crescente esposizione dei grandi centri di distribuzione, strutture fondamentali per la gestione degli ordini e per il trasferimento delle merci tra le diverse regioni del Paese. Gli ultimi tre episodi si inseriscono in una serie di operazioni iniziata lo scorso 18 luglio, data dalla quale le forze di Kiev hanno cominciato a bombardare i centri logistici di Wildberries. Da allora, la rete della società di e-commerce è diventata uno degli obiettivi interessati dalle incursioni ucraine sul territorio russo. L’azienda dispone di numerosi magazzini e hub utilizzati per organizzare la raccolta, lo stoccaggio e la successiva distribuzione dei prodotti acquistati attraverso la piattaforma. La sequenza iniziata il 18 luglio e proseguita con gli attacchi nelle regioni di Pensa, Udmurtia e Perm segnala quindi una continuità nelle operazioni contro i poli logistici dell’azienda.

L’attacco più profondo nella regione di Perm

Tra i tre episodi, quello avvenuto nella regione di Perm si distingue per la notevole distanza dal confine ucraino. L’hub di Zamulyanka si trova infatti molto all’interno del territorio russo, ben oltre le regioni tradizionalmente esposte alle incursioni provenienti dall’Ucraina. L’attacco contro il magazzino Wildberries conferma che le operazioni con i droni possono raggiungere anche infrastrutture situate a migliaia di chilometri dalle principali zone di combattimento. È proprio questa profondità geografica a rappresentare l’aspetto più significativo dell’ultimo raid. L’episodio si inserisce in un quadro nel quale i droni ucraini in Russia stanno colpendo obiettivi distribuiti su territori sempre più ampi. In questo caso, al centro delle operazioni sono finite strutture legate alla logistica commerciale e alla rete di distribuzione del più importante operatore russo del settore.