Ebola in Congo: quasi mille morti nell’epidemia più rapida mai registrata

Il nuovo focolaio ha già causato 999 vittime su 2.473 casi accertati: il virus Bundibugyo, privo di vaccini e cure approvate, sta avanzando a una velocità senza precedenti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha raggiunto un bilancio drammatico: almeno 999 persone sono morte dall’inizio del nuovo focolaio, secondo i dati ufficiali diffusi dal Ministero della Salute congolese. L’aggiornamento conferma la gravità di quella che è stata definita l’epidemia di Ebola più veloce mai registrata. Secondo le autorità sanitarie, alla data di domenica sono stati segnalati 2.473 casi complessivi, con un numero di decessi vicino alla soglia dei mille. L’epidemia, dichiarata ufficialmente il 15 maggio, presenta caratteristiche particolarmente preoccupanti rispetto ai precedenti focolai.

A rendere la situazione più complessa è il fatto che il responsabile dell’infezione è il virus Ebola Bundibugyo, una variante per la quale attualmente non esistono vaccini o trattamenti approvati. La diffusione del contagio e l’elevato numero di vittime in tempi così brevi hanno superato ogni precedente registrato.

Il confronto con la grande epidemia del periodo 2013-2016, considerata finora la peggiore nella storia dell’Ebola, evidenzia la rapidità del nuovo focolaio: quella crisi provocò oltre 11mila morti su almeno 28mila casi, ma impiegò circa 8 mesi per raggiungere quota mille decessi. L’attuale epidemia in Congo ha raggiunto quasi lo stesso numero di vittime in un arco di tempo molto più ridotto.

L’Ebola è una malattia rara ma estremamente contagiosa. La trasmissione può avvenire attraverso il contatto con fluidi corporei infetti, come sangue, vomito o liquidi sessuali. L’infezione provoca una grave patologia sistemica che può rivelarsi spesso letale.