Gli ultimi aggiornamenti del modello europeo ECMWF per il trimestre agosto-ottobre 2026 indicano con un’elevata probabilità condizioni di persistente anomalia termica positiva su Europa e bacino del Mediterraneo. L’estensione della stagione estiva sarà accompagnata però da precipitazioni irregolari, con una spiccata tendenza a fenomeni di forte intensità. Invece di quantificare l’esatta variazione di temperatura, le proiezioni del modello ECMWF evidenziano la categoria climatica più probabile per il trimestre, facendo riferimento al periodo di riferimento 1993-2016. La scala si articola in tre gruppi: il terzile inferiore, la media e il terzile superiore.
Le tonalità dal giallo al rosso evidenziano un’elevata probabilità che il trimestre ASO 2026 risulti più caldo della media storica. In sostanza, più la colorazione vira verso il rosso intenso, maggiore è il numero di scenari modellistici (membri dell’ensemble) che inseriscono il trimestre nella fascia termica superiore. Su gran parte dell’Europa e sul Mediterraneo centrale, le mappe sono dominate da giallo, arancio e rosso, indicando una spiccata tendenza verso temperature superiori alla norma. Ciò si traduce in un prolungamento del clima estivo tra agosto e settembre, notti insolitamente calde, temperature superficiali del mare molto elevate e il rischio di un inizio ritardato della stagione autunnale, in particolare sul bacino del Mediterraneo.

Il secondo grafico si focalizza sulle precipitazioni, applicando il medesimo criterio predittivo basato sui terzili probabilistici (ossia la prevalenza di uno scenario secco, sottomedia o sopramedia). Le cromie marroni evidenziano una maggiore probabilità di deficit idrico, quelle verdi indicano un surplus pluviometrico, mentre le tinte neutre segnalano l’assenza di una tendenza definita dal modello. Nel comparto euro-mediterraneo il segnale pluviometrico risulta meno marcato rispetto a quello termico, pur conservando una sua rilevanza. Si osserva una diminuzione dei passaggi perturbati regolari sulle fasce subtropicali e atlantiche. Sul bacino del Mediterraneo, invece, le precipitazioni si manifesteranno prevalentemente attraverso eventi concentrati e di forte intensità, a discapito delle piogge deboli e ben distribuite. Tale dinamica descrive un tipico assetto autunnale sostanzialmente caldo, in cui l’elevata energia termica accumulata dai mari alimenta violenti fenomeni temporaleschi alla prima irruzione di aria più fresca. Di conseguenza, aree come l’Italia, la Spagna, la Grecia e i Balcani dovranno fronteggiare una maggiore vulnerabilità a ondate di calore anche tardive, stress idrico, fenomeni alluvionali lampo e intense mareggiate.
Inoltre, si osserva nel corso del 2026 una transizione del Pacifico equatoriale verso la fase meteo di El Niño, caratterizzata da un incremento termico superficiale delle acque tropicali con conseguente alterazione della circolazione atmosferica su scala globale. L’attivazione di El Niño modifica la localizzazione dei sistemi temporaleschi e le traiettorie dei venti in quota, condizionando il flusso della corrente a getto (jet stream) diretto verso il comparto europeo. Il modello europeo ECMWF per il periodo agosto-ottobre 2026 evidenzia gli effetti di tale scenario: l’espansione del fenomeno e l’elevata temperatura oceanica aumentano la probabilità di anomalie termiche positive sull’Europa e sul bacino del Mediterraneo, dove si alterneranno regimi anticiclonici e forti eventi temporaleschi piuttosto concentrati.


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