Il governo punta a superare la logica degli interventi temporanei sulle bollette e a costruire una strategia capace di determinare una riduzione strutturale dei prezzi dell’energia. L’obiettivo dichiarato è contenere i costi sostenuti dalle famiglie e dalle imprese, rafforzando contemporaneamente la sicurezza degli approvvigionamenti e l’autonomia energetica nazionale. A delineare il percorso seguito dall’esecutivo è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto nell’aula della Camera in risposta a un’interrogazione dedicata al tema dell’energia. “Per contenere l’impatto dei prezzi dell’energia su famiglie e imprese, il governo ha adottato sin dal suo insediamento una strategia volta ad adottare misure strutturali orientate all’abbattimento dei prezzi energetici”. La linea illustrata dal ministro riguarda sia il settore del gas sia quello elettrico, con interventi sulle infrastrutture, sui meccanismi di formazione dei prezzi, sugli oneri presenti nelle bollette e sullo sviluppo di contratti di approvvigionamento di lungo periodo.
Gas, diversificazione delle fonti e nuove rotte di approvvigionamento
Uno degli elementi centrali della strategia energetica riguarda la diversificazione delle fonti di gas e delle rotte attraverso le quali la materia prima arriva in Italia. Secondo il ministro, ampliare il numero dei fornitori e dei canali di approvvigionamento rappresenta una condizione essenziale per limitare i rischi legati alla dipendenza da singoli Paesi e per garantire una maggiore stabilità dei prezzi. Con riferimento al settore gas, “abbiamo diversificato le fonti e le rotte di approvvigionamento, quale strumento essenziale per garantire sicurezza, stabilità dei prezzi e indipendenza energetica, nel pieno rispetto del quadro vincolante finalizzato all’abbandono graduale delle importazioni di gas naturale russo, sulla base delle decisioni assunte in sede europea. Il governo si è perciò attivato per potenziare le infrastrutture di importazione, rigassificazione e trasporto, e per ridurre il differenziale di prezzo tra i principali hub europei e quello nazionale, anche al fine di sostenere la competitività delle imprese a elevato consumo energetico”. La strategia comprende quindi il rafforzamento delle infrastrutture necessarie per l’importazione, la rigassificazione e il trasporto del gas. Il potenziamento di questa rete viene indicato come uno degli strumenti attraverso cui aumentare la capacità del sistema energetico italiano di reagire alle variazioni del mercato e alle eventuali difficoltà nelle forniture. La diversificazione è inoltre inserita nel percorso europeo di progressivo abbandono delle importazioni di gas naturale russo, secondo le decisioni adottate a livello comunitario. La finalità è ridurre la dipendenza energetica, garantendo al tempo stesso continuità nelle forniture e maggiore prevedibilità dei costi.
Prezzo del gas, il governo interviene sul differenziale tra Psv e Ttf
Un altro nodo affrontato dal governo riguarda il differenziale tra il Psv, il Punto di scambio virtuale italiano, e il Ttf, il principale riferimento europeo per il prezzo del gas. La riduzione di questa distanza viene considerata importante per contenere il costo dell’energia sul mercato nazionale e per tutelare soprattutto le aziende caratterizzate da elevati consumi energetici. Pichetto ricorda che “anche nell’ultimo decreto bollette, per il settore del gas, siamo intervenuti per ridurre il differenziale di prezzo Psv-Ttf, rafforzare la gas release e l’approvvigionamento di biometano per il settore hard to abate”. Il decreto bollette ha quindi previsto interventi mirati sia alla riduzione del differenziale di prezzo tra i due hub sia al rafforzamento della gas release, il meccanismo attraverso il quale vengono rese disponibili determinate quantità di gas a condizioni definite. Accanto al gas naturale, il governo punta anche sull’incremento dell’approvvigionamento di biometano, destinato in particolare ai comparti industriali cosiddetti hard to abate, nei quali la riduzione delle emissioni e la sostituzione delle fonti energetiche tradizionali risultano più complesse. L’intervento su questi settori assume un peso rilevante anche per la competitività industriale. Le imprese a elevato consumo di energia sono infatti maggiormente esposte alle oscillazioni dei prezzi e possono risentire in maniera più significativa delle differenze tra il costo dell’energia in Italia e quello registrato negli altri Paesi europei.
Bollette elettriche, riduzione della componente Asos
La strategia illustrata alla Camera non riguarda soltanto il gas. Per il settore elettrico, il governo ha previsto interventi finalizzati alla riduzione strutturale di alcune componenti che incidono sull’importo finale delle bollette. Particolare attenzione è stata riservata alla componente Asos, relativa agli oneri generali collegati al sostegno delle energie da fonti rinnovabili e alla cogenerazione. L’obiettivo dichiarato è ridurne l’incidenza attraverso strumenti capaci di stabilizzare il sistema e diminuire progressivamente il peso degli oneri. Parallelamente, sono state previste misure per neutralizzare alcuni costi associati alla produzione termoelettrica, un settore che continua ad avere un ruolo significativo nella formazione del prezzo dell’elettricità. “Parallelamente, per il settore elettrico, sono stati previsti interventi per la riduzione strutturale della componente Asos delle bollette e la sterilizzazione di alcuni costi legati alla produzione termoelettrica. Lo sviluppo e il rafforzamento dei contratti di lungo termine contribuiranno, inoltre, a ridurre la volatilità dei prezzi e a garantire maggiore certezza nei costi di approvvigionamento”. L’intervento punta quindi a incidere non soltanto sui costi immediati, ma anche sui meccanismi che determinano la volatilità dei prezzi energetici. Una maggiore stabilità permetterebbe alle famiglie di avere bollette più prevedibili e alle imprese di programmare con maggiore precisione le spese legate all’energia.
Contratti di lungo termine per ridurre la volatilità dei prezzi
Tra gli strumenti indicati dal ministro figurano i contratti di lungo termine, destinati a garantire una maggiore certezza sui costi di approvvigionamento. La loro diffusione dovrebbe consentire di ridurre l’esposizione alle oscillazioni improvvise dei mercati energetici e di stabilizzare il prezzo dell’energia nel tempo. Il rafforzamento di questi contratti rientra nella strategia volta a rendere il sistema meno vulnerabile alle variazioni congiunturali. La possibilità di definire condizioni economiche su periodi più lunghi può infatti contribuire a limitare gli effetti delle fasi di forte instabilità e a favorire una programmazione più affidabile. Per le imprese, una maggiore prevedibilità del costo dell’energia rappresenta un elemento essenziale per la pianificazione degli investimenti e delle attività produttive. Per le famiglie, la riduzione della volatilità può invece tradursi in una minore esposizione a improvvisi aumenti delle bollette.
FerX e FerZ, gli incentivi alle rinnovabili come stabilizzatori dei costi
Un altro pilastro della strategia governativa riguarda lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Pichetto Fratin ha richiamato in particolare i meccanismi di incentivazione FerX e FerZ, concepiti per stabilizzare i ricavi degli impianti e produrre benefici sull’intero sistema energetico. Secondo il ministro, questi strumenti possono contribuire anche alla riduzione della componente Asos, evitando che gli incentivi alle rinnovabili si traducano in nuovi aggravi sulle bollette. “Sottolineo che gli attuali e futuri meccanismi di incentivazione delle Fer, come il FerX o il prossimo FerZ, si pongono come meccanismi di stabilizzazione dei ricavi che apportano benefici al sistema, riducendo le Asos, come dimostrato dalle ultime aste del Fer X transitorio, ponendo così fine agli aggravi posti dai precedenti esecutivi – conclude – Da ultimo il governo sta lavorando per sfruttare pienamente la flessibilità di bilancio concessa dalla Commissione per investimenti in ambito energetico, al fine di proseguire nell’attuazione di una strategia energetica integrata che persegua simultaneamente la riduzione strutturale dei prezzi dell’energia, il sostegno alla competitività delle imprese, la tutela delle famiglie, la sicurezza degli approvvigionamenti e il rafforzamento dell’autonomia energetica nazionale”. Il principio alla base dei nuovi incentivi è quello della stabilizzazione dei ricavi. Attraverso meccanismi capaci di assicurare maggiore prevedibilità economica agli operatori, il governo punta a favorire lo sviluppo delle rinnovabili senza trasferire costi eccessivi sul sistema. Le ultime aste del FerX transitorio, secondo quanto affermato dal ministro, avrebbero già dimostrato la possibilità di ottenere benefici sulla componente Asos. Il prossimo passaggio sarà rappresentato dal FerZ, destinato a inserirsi nel quadro dei futuri strumenti di incentivazione delle fonti rinnovabili.
Investimenti energetici e flessibilità di bilancio europea
La strategia dell’esecutivo comprende infine il ricorso alla flessibilità di bilancio concessa dalla Commissione europea per sostenere nuovi investimenti nel settore energetico. Il governo intende utilizzare questi margini per finanziare interventi capaci di rafforzare infrastrutture, produzione energetica e sicurezza degli approvvigionamenti. L’obiettivo è trasformare le risorse disponibili in investimenti strutturali, evitando che la risposta all’aumento dei prezzi si limiti a misure emergenziali o di breve durata. La flessibilità di bilancio viene quindi inserita in una strategia energetica complessiva, all’interno della quale la riduzione dei prezzi deve procedere insieme alla tutela delle famiglie, al sostegno della competitività industriale e al rafforzamento dell’indipendenza energetica.


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