Le città italiane stanno attraversando una profonda trasformazione nel modo in cui producono, distribuiscono e consumano energia. Nel 2024, nei 14 capoluoghi metropolitani, l’elettricità ha superato per la prima volta il gas naturale, raggiungendo il 50,1% dei consumi finali complessivi riferiti alle due fonti. Un sorpasso dal forte valore simbolico, che conferma l’avanzamento del processo di elettrificazione dei consumi urbani e accompagna la rapida crescita del fotovoltaico, dell’autoconsumo solare e delle colonnine di ricarica per i veicoli elettrici. Il quadro emerge dal report dell’Istat dedicato alle trasformazioni e alle innovazioni che stanno interessando i consumi energetici delle città. I dati mostrano una lieve ripresa della domanda complessiva di elettricità e gas naturale, ma soprattutto evidenziano un progressivo spostamento verso l’energia elettrica, ormai vicina al sorpasso del gas anche considerando l’insieme dei 109 comuni capoluogo.
Consumi energetici urbani in ripresa nel 2024
Nel corso del 2024, i consumi complessivi di energia elettrica e gas naturale nei comuni capoluogo sono cresciuti dello 0,7% rispetto al 2023. Si tratta di una ripresa contenuta, che arriva dopo una fase caratterizzata dalla riduzione della domanda energetica e da una particolare attenzione al contenimento dei consumi. All’interno di questo scenario, il consumo totale di energia elettrica nei comuni capoluogo è aumentato dell’1,9%. Il dato segnala una ripresa dell’utilizzo dell’elettricità nei diversi comparti urbani e conferma il ruolo sempre più centrale assunto da questa fonte nel sistema energetico delle città. La quota elettrica ha raggiunto il 48,4% dei consumi finali complessivi di elettricità e gas naturale nei 109 capoluoghi analizzati. Rispetto al 2021, l’incremento è stato di 5,3 punti percentuali, una crescita che avvicina ulteriormente l’elettricità al definitivo sorpasso del gas sull’intero territorio urbano nazionale.
Nei capoluoghi metropolitani l’elettricità supera il gas
La trasformazione appare ancora più evidente nei capoluoghi di Città metropolitana, dove nel 2024 l’elettricità ha assorbito in media il 50,1% dell’insieme dei consumi delle due principali fonti considerate. Negli altri capoluoghi, invece, la quota elettrica si è fermata al 47%. Per i capoluoghi metropolitani si tratta di un vero e proprio punto di svolta. Per la prima volta, infatti, la componente elettrica ha superato la metà dei consumi complessivi di elettricità e gas naturale, confermando una maggiore velocità del processo di decarbonizzazione e innovazione energetica nelle aree urbane più grandi. Il cambiamento riguarda in particolare Roma e tutti i capoluoghi metropolitani del Mezzogiorno, territori nei quali la quota elettrica è già diventata prevalente rispetto al gas naturale. Il dato può essere collegato alle differenti condizioni climatiche, alla struttura dei consumi residenziali e produttivi e alla maggiore diffusione di alcune tecnologie elettriche, senza però eliminare le ampie differenze ancora presenti tra le varie aree del Paese.
Consumi domestici di elettricità in crescita dopo il minimo storico
Un segnale significativo arriva anche dal settore residenziale. I consumi urbani di elettricità per uso domestico sono cresciuti del 3,1% rispetto al 2023, anno nel quale era stato raggiunto il minimo storico. L’aumento segna un’inversione di tendenza e potrebbe riflettere una maggiore diffusione di apparecchiature, impianti e tecnologie alimentate a energia elettrica. Il processo di elettrificazione delle abitazioni interessa infatti numerosi aspetti della vita quotidiana, dalla climatizzazione all’utilizzo di pompe di calore, fino alla ricarica dei veicoli e alla progressiva sostituzione di dispositivi alimentati da combustibili fossili. La crescita dei consumi domestici non rappresenta quindi soltanto un aumento della domanda, ma si inserisce in una trasformazione più ampia delle modalità di utilizzo dell’energia nelle città.
Fotovoltaico urbano, la potenza installata cresce del 19,8%
Tra gli elementi più rilevanti del report spicca la forte crescita del fotovoltaico. Nel 2024, la potenza complessivamente installata nei comuni capoluogo ha raggiunto i 27,2 kW ogni 100 abitanti, con un incremento del 19,8% rispetto all’anno precedente. La progressione conferma la crescente diffusione degli impianti solari sui tetti degli edifici pubblici, delle abitazioni, delle strutture commerciali e degli insediamenti produttivi. Il fotovoltaico assume così un ruolo sempre più importante nella produzione energetica urbana e nel percorso verso una maggiore autonomia dalle fonti tradizionali. Il Nord-est guida la classifica per potenza dell’infrastruttura installata, con 40,3 kW ogni 100 abitanti. Il dato dimostra una particolare capacità del territorio di sviluppare e integrare nuovi impianti fotovoltaici all’interno del tessuto urbano.
Il Sud produce più energia solare grazie al maggiore irraggiamento
Nonostante il primato del Nord-est per potenza installata, è il Sud a registrare la maggiore produzione netta di energia fotovoltaica, grazie alle più favorevoli condizioni di irraggiamento solare. Nei capoluoghi meridionali la produzione ha raggiunto in media i 408,9 kWh per abitante. La maggiore disponibilità di radiazione solare consente agli impianti presenti nelle regioni del Mezzogiorno di generare quantitativi di energia più elevati, anche in presenza di una potenza installata mediamente inferiore rispetto ad altre aree del Paese. Il valore più alto è stato rilevato a Brindisi, dove nel 2024 la produzione netta ha raggiunto i 3.498 kWh per abitante. Si tratta di un risultato nettamente superiore alla media, che evidenzia il grande potenziale energetico dei territori maggiormente esposti al sole.
Autoconsumo fotovoltaico in aumento del 43,4%
Accanto alla crescita della produzione, aumenta in modo ancora più marcato l’autoconsumo da solare elettrico. Nel 2024, l’energia fotovoltaica utilizzata direttamente nei luoghi in cui viene prodotta è cresciuta del 43,4% rispetto al 2023. Con una media di 86,4 kWh per abitante, l’energia autoconsumata rappresenta ormai circa un terzo della produzione fotoelettrica totale. Il dato evidenzia come una quota sempre maggiore dell’elettricità prodotta dai pannelli venga impiegata direttamente da famiglie, imprese ed enti, riducendo il prelievo dalla rete e migliorando l’efficienza complessiva del sistema. La crescita dell’autoconsumo costituisce uno degli aspetti più importanti della transizione energetica, perché consente di valorizzare la produzione locale, contenere le dispersioni legate al trasporto dell’energia e aumentare la capacità degli utenti di coprire autonomamente una parte del proprio fabbisogno.
Colonnine elettriche, oltre 15mila punti di ricarica nei capoluoghi
La trasformazione delle città interessa anche la mobilità elettrica. Nel 2024, nei comuni capoluogo sono stati censiti 15.842 punti di ricarica, con un aumento del 36,1% in un solo anno. Più della metà delle infrastrutture, precisamente il 53,4%, è localizzata nei capoluoghi metropolitani. Le grandi città concentrano quindi una parte rilevante della rete nazionale di ricarica urbana, anche in relazione alla maggiore densità di popolazione, all’intensità degli spostamenti e alla diffusione dei veicoli elettrici. È aumentata anche la capacità complessiva delle infrastrutture. La potenza totale di uscita delle stazioni di ricarica ha raggiunto circa 348 MW, facendo segnare una crescita del 41,4% rispetto al 2023. L’incremento della potenza è persino superiore a quello del numero dei punti di ricarica e indica non soltanto una maggiore diffusione delle colonnine, ma anche lo sviluppo di stazioni più rapide e capaci di fornire quantità maggiori di energia in tempi ridotti.
Forti differenze tra Nord, Sud e Isole
Il processo di elettrificazione non procede però alla stessa velocità in tutte le aree del Paese. I differenziali territoriali restano consistenti e mostrano una marcata distanza tra i capoluoghi delle diverse ripartizioni geografiche. Nei capoluoghi delle Isole, la quota dei consumi elettrici sul totale delle due fonti raggiunge il 78%, il valore più elevato rilevato. Nei capoluoghi del Sud, la percentuale si attesta invece al 60,4%. Nelle altre ripartizioni territoriali, i valori rimangono inferiori al 50%. Il dato più basso è quello del Nord-est, dove la quota elettrica si ferma al 42%, nonostante proprio quest’area presenti il primato per potenza fotovoltaica installata ogni 100 abitanti. Questa apparente differenza evidenzia come la potenza degli impianti rinnovabili e la composizione complessiva dei consumi energetici siano due elementi distinti. Una città può infatti disporre di una forte infrastruttura fotovoltaica, ma continuare a utilizzare quantitativi rilevanti di gas naturale per il riscaldamento, le attività produttive e altri impieghi.
Le città al centro della transizione energetica
I dati del 2024 delineano un sistema urbano nel quale l’energia elettrica assume un peso sempre maggiore, mentre il fotovoltaico, l’autoconsumo e la mobilità elettrica continuano a crescere a ritmi sostenuti. Il sorpasso dell’elettricità sul gas nei capoluoghi metropolitani rappresenta il segnale più evidente di questa trasformazione. Parallelamente, l’aumento del 19,8% della potenza fotovoltaica installata, la crescita del 43,4% dell’autoconsumo solare e l’incremento del 36,1% dei punti di ricarica mostrano come il cambiamento riguardi contemporaneamente la produzione, l’utilizzo e la distribuzione dell’energia. Restano tuttavia forti differenze territoriali, sia nella composizione dei consumi sia nella capacità produttiva degli impianti. Il quadro complessivo conferma comunque che le città stanno diventando uno dei principali laboratori della transizione energetica italiana, attraverso una progressiva riduzione della dipendenza dal gas e una maggiore integrazione tra elettricità, fonti rinnovabili e mobilità sostenibile.


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