Un furto su commissione legato anche al possibile impiego nelle corse clandestine di cavalli è tra le ipotesi al vaglio dopo la sottrazione di 80 fiale di Fentanyl dalla farmacia dell’ospedale Israelitico di Roma. Il caso ha attivato verifiche istituzionali e investigative su più livelli, con l’intervento degli ispettori del ministero della Salute, della Regione Lazio, dei Nas dei Carabinieri e della Procura di Roma. Il Fentanyl è “un farmaco di uso quotidiano in ambito ospedaliero, utilizzato da anestesisti e rianimatori per indurre l’anestesia generale. È circa 100 volte più potente della morfina e deve essere maneggiato con estrema cautela, perché può provocare rapidamente arresto respiratorio e depressione del sistema nervoso centrale”. Proprio per queste caratteristiche, secondo Elena Bignami, presidente della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), quanto accaduto appare “chiaramente un furto su commissione”.
Furto di Fentanyl all’ospedale Israelitico, le ipotesi investigative
La destinazione delle fiale sottratte resta al centro degli accertamenti. Bignami, parlando all’Adnkronos Salute, precisa: “non posso affermare con certezza che il farmaco sia destinato all’uso voluttuario umano, cioè allo spaccio”. Tra le ipotesi considerate, oltre a quella degli ambulatori abusivi di medicina estetica, figura anche un possibile impiego del farmaco come potente analgesico nel contesto delle corse clandestine di cavalli. In questo scenario, il Fentanyl potrebbe essere utilizzato per il controllo del dolore acuto o di traumatismi, con l’obiettivo di evitare lo stop dell’animale e farlo correre di più e lo stesso. “Non ho elementi per confermarlo, ma è certamente una possibilità”, osserva Bignami. Una delle piste più ‘calde’ resta comunque quella degli studi abusivi di medicina estetica, anche alla luce dei casi di cronaca dello scorso anno, quando si sono registrati diversi decessi collegati proprio a interventi estetici eseguiti da professionisti in studi abusivi o senza le dovute garanzie di sicurezza per i pazienti.
Fentanyl e spaccio, il dato sulle 20 mila dosi
Dagli incontri a Palazzo Chigi è emerso che le 80 fiale rubate avrebbero potuto consentire la preparazione di circa 20 mila dosi. Un dato che, secondo la presidente della Siaarti, rende meno convincente, almeno in prima battuta, l’ipotesi dello spaccio al dettaglio. “Una simile quantità presupporrebbe la disponibilità di circa 20 mila siringhe per la somministrazione del farmaco. Anche per questo motivo tenderei a escludere, almeno in prima battuta, la pista dello spaccio” conclude Bignami. Il numero potenziale di dosi, unito alla natura del farmaco e alle modalità di conservazione previste per gli oppioidi in ambito ospedaliero, rappresenta uno degli elementi centrali nella valutazione delle piste investigative. Il Fentanyl, infatti, è un medicinale ad alto rischio, soggetto a procedure rigorose di gestione, somministrazione e rendicontazione.
Palazzo Chigi, tavolo tecnico su tracciabilità e controlli
Il presidente della Siaarti dovrebbe partecipare al tavolo tecnico promosso da Palazzo Chigi insieme alla Società italiana di farmacologia (Sif). L’organismo è stato annunciato ieri, nel corso di una riunione convocata dopo il furto delle fiale dalla farmacia dell’ospedale romano. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, i ministri Matteo Piantedosi e Orazio Schillaci, il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il comandante dei Nas dei Carabinieri, il direttore della Direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa) e i rappresentanti del Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze (Dpa). L’obiettivo del tavolo tecnico è “valutare la necessità di norme ulteriori per la tracciabilità dei farmaci che determinano effetti droganti, di riordinare la normativa primaria e secondaria sugli obblighi di conservazione dei farmaci medesimi” oltre a “un incremento dei controlli delle forze di polizia, in primis dei Nas, sull’intera filiera di tale tipologia di farmaci”.
Tracciabilità dei farmaci oppioidi, la posizione della Siaarti
Sul tema delle norme e dei controlli, Bignami invita a distinguere tra l’efficacia delle regole esistenti e la loro concreta applicazione. “Il furto è di per se un reato – spiega – Nel caso di farmaci sensibili esistono procedure dettagliate sulla somministrazione, tracciabilità e sulla loro rendicontazione, in particolare degli oppioidi, dalla farmacia ospedaliera fino al blocco operatorio e alla terapia del dolore e altre unità operative che ne fanno uso. Tutto è in appositi registri a disposizione delle autorità competenti”. Secondo il presidente della Siaarti, quindi, il punto non sarebbe introdurre necessariamente nuove regole sulla tracciabilità, quanto verificare il rispetto delle procedure già previste e individuare eventuali criticità nel sistema. “Non servono nuove norme sulla tracciabilità. Tuttavia, siamo disponibili a collaborare con Palazzo Chigi per capire dove il sistema possa aver mostrato criticità, verificare il rispetto delle procedure e, se necessario, rafforzare la formazione degli operatori. Se sarà richiesto un contributo formativo, faremo la nostra parte”.
Ispettori del ministero della Salute all’ospedale Israelitico
Intanto oggi gli ispettori del ministero della Salute si sono recati all’ospedale Israelitico di Roma per accertare cosa sia accaduto nella farmacia della struttura e come sia stato possibile il furto delle fiale. Le verifiche riguardano anche il rispetto delle procedure e delle norme che regolano le attività svolte all’interno dei servizi farmaceutici ospedalieri. Sul caso indaga la Procura di Roma. Ieri c’è stata l’ispezione della Regione Lazio e anche il Nas dei Carabinieri è al lavoro. La vicenda ha portato inoltre a un incontro a Palazzo Chigi sul caso Fentanyl, durante il quale, nell’ottica di rafforzare il coordinamento tra le istituzioni coinvolte e prima menzionate, è stato deciso di avviare nell’immediatezza un tavolo tecnico.
Ospedale Israelitico e Fentanyl, accertamenti sulla filiera
Il furto delle 80 fiale di Fentanyl dall’ospedale romano apre così un fronte che riguarda non solo la sicurezza interna della struttura, ma anche la gestione dell’intera filiera dei farmaci capaci di determinare effetti droganti. Le istituzioni puntano a verificare eventuali falle nei sistemi di conservazione, tracciabilità e controllo, mentre gli inquirenti lavorano sulle possibili destinazioni del farmaco sottratto. Le piste al vaglio comprendono lo spaccio, ritenuto però meno convincente in prima battuta da Bignami alla luce della quantità potenziale di dosi e della necessità di strumenti per la somministrazione, gli ambulatori abusivi di medicina estetica e l’impiego nelle corse clandestine di cavalli come potente analgesico. Al centro resta un farmaco estremamente delicato, di uso quotidiano in ambito ospedaliero, ma da maneggiare con particolare cautela per i rischi gravi e rapidi che può comportare.


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