Un nuovo, spettacolare avvistamento di Foca monaca è stato registrato ieri mattina a Massa Lubrense, in penisola sorrentina, all’interno dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. L’esemplare è apparso improvvisamente mentre cacciava e mangiava una preda nella zona A, l’area sottoposta al massimo grado di tutela, dove sono vietate la pesca e qualsiasi attività umana, ad eccezione delle immersioni autorizzate e della ricerca scientifica. A immortalare l’incredibile incontro sono stati i sub del Centro Subacqueo Torre del Greco, proprio al termine della loro escursione nei fondali della zona A dell’Amp Punta Campanella. Il video mostra la Foca monaca mentre si muove in un sito particolarmente ricco di vita sottomarina, un ambiente che offre numerose prede a una specie tornata nell’area dopo una lunghissima assenza. La scena assume un valore particolarmente rilevante perché si svolge in una porzione di mare a protezione integrale, pensata per garantire la conservazione degli habitat e ridurre al minimo il disturbo delle attività umane. Proprio in questo contesto, la presenza della Foca monaca a Massa Lubrense conferma l’importanza delle aree interdette alla pesca e fortemente regolamentate.
La zona rossa come rifugio di biodiversità
L’avvistamento nella zona rossa dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella evidenzia il ruolo delle politiche di tutela nella crescita della biodiversità marina. La presenza di un predatore come la Foca monaca indica infatti l’esistenza di un ecosistema capace di offrire risorse alimentari e condizioni favorevoli alla specie. La zona A dell’Amp Punta Campanella è un sito nel quale la pesca e le attività umane non autorizzate sono vietate. Sono consentite soltanto immersioni autorizzate e attività di ricerca scientifica. Questa protezione integrale rende l’area un ambiente ricco di vita sottomarina e di prede, ideale per una foca monaca in cerca di cibo.
Le parole del direttore dell’Amp Punta Campanella
A sottolineare il significato dell’avvistamento è Pierluigi Capone, Direttore dell’Amp Punta Campanella, che collega la scena ripresa dai sub ai risultati delle politiche di conservazione portate avanti negli ultimi decenni. “Un video bellissimo e significativo, perché dimostra l’importanza di proteggere in modo integrale alcune zone – commenta Pierluigi Capone, Direttore Amp Punta Campanella – Dopo quasi 30 anni di politiche di conservazione nell’Area Marina Protetta Punta Campanella la biodiversità cresce, offrendo a specie come la foca monaca, ritornate dopo quasi un secolo di assenza, un sito ricco di prede dove poter cacciare senza il disturbo delle attività umane”.
Ventiquattro avvistamenti in quattordici mesi nella ZSC
La presenza della Foca monaca nell’area non è un episodio isolato. Negli ultimi 14 mesi sono stati registrati 24 avvistamenti di foca monaca nella ZSC, la Zona Speciale di Conservazione situata tra la penisola sorrentina, la costiera amalfitana e Capri. Il dato conferma l’interesse scientifico e naturalistico per il ritorno della specie in un tratto di mare di grande valore ambientale. La ricorrenza degli avvistamenti rafforza il quadro di una presenza da monitorare con attenzione, soprattutto in un’area dove gli habitat protetti e la disponibilità di prede possono rappresentare elementi determinanti.
Il monitoraggio con Ispra, fototrappole e DNA ambientale
L’Area Marina Protetta di Punta Campanella, insieme a Ispra, sta monitorando la Foca monaca attraverso diverse attività di controllo e ricerca. Tra gli strumenti utilizzati ci sono fototrappole installate in alcuni punti sensibili e analisi di DNA ambientale, utili a raccogliere informazioni sulla presenza e sui movimenti della specie. Il ritorno della Foca monaca a Punta Campanella dopo quasi un secolo di assenza rappresenta un segnale di grande rilievo per la conservazione marina. L’avvistamento di ieri mattina, con l’animale impegnato a cacciare nella zona a protezione integrale, mostra in modo concreto il legame tra tutela degli ecosistemi, incremento della biodiversità e possibilità di ritorno per specie rare e protette.


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