Forte scossa di terremoto al largo della Nuova Zelanda | DATI e MAPPE

Un terremoto ha colpito l'area delle isole Kermadec lungo una delle faglie tettoniche sottomarine più attive del pianeta

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Un terremoto magnitudo 6.2 ha scosso la regione oceanica al largo delle coste della Nuova Zelanda. Il sisma è stato registrato alle 07:08 ora italiana, corrispondenti alle ore 18:08 del fuso orario locale. L’epicentro è stato localizzato in mare aperto, nella zona delle remote isole Kermadec. Secondo i dati elaborati dall’INGV, l’ipocentro dell’evento tellurico è stato individuato a una profondità di 21 km sotto il fondale oceanico.

La dinamica tettonica della zona di subduzione

L’area delle isole Kermadec e la fossa oceanica omonima rappresentano uno dei settori più dinamici e complessi del nostro pianeta dal punto di vista geologico. L’attività sismica in questa regione del Pacifico del Sud è guidata principalmente dallo scontro continuo tra la placca pacifica e la placca australiana. In questo margine di convergenza, la placca pacifica scorre in direzione Ovest e subduce sotto le placche di Kermadec e Tonga a una velocità estremamente elevata, che in alcuni punti raggiunge i 24 cm all’anno. Questo inesorabile processo di scivolamento in profondità genera un fortissimo attrito che si accumula nel tempo, rilasciando improvvisamente enormi quantità di energia sotto forma di violenti terremoti. La fossa di Kermadec, che funge da confine orientale per la placca, rappresenta una cicatrice abissale che sprofonda fino a oltre 10mila metri sotto il livello del mare. L’affondamento della crosta fredda all’interno del mantello terrestre alimenta inoltre un esteso arco vulcanico sottomarino, mantenendo l’intera struttura geologica in una condizione di incessante stress.

La storia sismica delle isole Kermadec

La sismicità storica di questa remota porzione oceanica è segnata da eventi di magnitudo estrema, che rendono la faglia una tra le più monitorate a livello globale. A partire dal XX secolo, sono stati documentati ben 40 terremoti con magnitudo pari o superiore a 7.5, concentrati in gran parte a Nord del 30° parallelo di latitudine. Uno degli eventi recenti più drammatici e significativi risale al 4 marzo 2021, quando una rapida sequenza sismica culminò in una violentissima scossa principale magnitudo 8.1, innescata proprio lungo la zona di profondo contatto tra il mantello e la placca in subduzione. Questo gigantesco megasisma fu anticipato da un violento preavviso di magnitudo 7.4 e portò all’immediata emissione di allerte tsunami in ampie regioni del Pacifico. Oltre a questi rari episodi catastrofici, l’area è costantemente soggetta a sciami di intensità moderata e forte, come confermato dai recenti terremoti di magnitudo 6.2 del 21 luglio 2026 e di magnitudo 6.1 del 4 febbraio 2026.