È stato recuperato il corpo di un uomo nell’area interessata dalla frana che ha colpito una miniera d’oro a cielo aperto sull’isola di Guadalcanal, nelle Isole Salomone. Il ritrovamento è avvenuto ieri, un giorno dopo il cedimento del terreno che ha interessato una strada di accesso al sito minerario. Secondo quanto riferito dalla polizia, non è ancora chiaro se vi siano altre persone rimaste sepolte sotto la frana. Le operazioni di ricerca proseguiranno nei prossimi giorni per verificare l’eventuale presenza di altri dispersi.
La frana ha interessato un tratto di circa 100 metri della strada che conduce alla miniera. Le cause del cedimento non sono ancora state accertate. Il primo ministro Matthew Wale ha dichiarato che il governo intende fare piena luce sull’accaduto, valutando anche se l’episodio possa essere stato favorito da pratiche minerarie inadeguate e se sia necessario rafforzare la normativa che disciplina il settore. La vittima è stata identificata dalla polizia come Ashley Olo: le autorità non hanno precisato se l’uomo fosse un dipendente della miniera. Il corpo è stato restituito ai familiari, come confermato dal commissario ad interim della polizia James Aitorea.
La società proprietaria del sito, Wanguo Gold Group Ltd, ha comunicato che nessuno dei propri dipendenti è rimasto ferito o risulta disperso e che le attrezzature minerarie non hanno subito danni. L’azienda ha inoltre reso noto che le attività estrattive sono riprese dopo l’incidente. Secondo i media locali, alcune famiglie hanno denunciato la scomparsa di persone che non risultavano impiegate dalla compagnia mineraria, ma che operavano nell’area come minatori informali. In passato il sito era già stato al centro di tensioni tra proprietari terrieri, minatori illegali e forze dell’ordine.
Situata nei pressi della capitale Honiara, la miniera rappresenta l’unico grande impianto aurifero delle Isole Salomone. È gestita da Gold Ridge Mining Limited e, dal 2019, è controllata in maggioranza dalla società Wanguo Gold Group, con sede centrale in Cina e quotata alla Borsa di Hong Kong, mentre una quota di minoranza appartiene ai proprietari terrieri locali. In precedenza la miniera era di proprietà di una società australiana, che nel 2015 decise di cederla a causa delle preoccupazioni legate alla vulnerabilità del sito rispetto a inondazioni e altri eventi naturali estremi.


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