Il temporale che ha interessato le coste ioniche della Calabria, in particolare il tratto compreso tra Squillace e Catanzaro, ripropone una scena ormai tristemente nota: bagnanti che restano in spiaggia anche quando il fronte temporalesco è ormai a ridosso del litorale, sottovalutando il rischio rappresentato dai fulmini. Le spettacolari immagini postate dalla pagina ‘Stazione meteorologica Sant’Elia di Catanzaro‘ e che arrivano da questo tratto di costa mostrano scariche nube-suolo che si abbattono in mare a brevissima distanza dalla riva, mentre diverse persone restano sedute sulla battigia o sotto l’ombrellone, come se si trattasse di uno spettacolo innocuo.
In realtà, le fulminazioni nube-suolo possono colpire anche a diversi chilometri di distanza dal cuore del temporale: non è necessario avere il cumulonembo ‘sopra la testa’ per trovarsi in pericolo. Le linee guida della Protezione Civile ricordano che all’aperto nessun luogo è completamente sicuro in presenza di fulmini e che la priorità è sempre raggiungere il più rapidamente possibile un luogo chiuso, attendendo almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di uscire di nuovo.

Le spiagge, in particolare, sono ambienti ad altissimo rischio: l’arenile è una superficie ampia e relativamente piatta, e spesso le persone, gli ombrelloni e le attrezzature metalliche diventano gli elementi più alti e quindi i candidati ideali per essere colpiti da una scarica elettrica. Per questo la Protezione Civile e l’Istituto Superiore di Sanità raccomandano di abbandonare immediatamente il mare e la spiaggia non appena si odono tuoni o si osservano lampi nelle vicinanze, evitando di restare isolati in mezzo all’arenile o vicino a strutture metalliche.
Il principio da seguire è quello della regola ’30-30′: dopo aver visto un lampo, si conta fino a 30; se il tuono arriva prima, significa che il temporale è troppo vicino e bisogna cercare subito riparo in un edificio in muratura o, in seconda battuta, all’interno di un’automobile con i finestrini chiusi. Una volta passato il nucleo temporalesco, è opportuno aspettare almeno 30 minuti dall’ultimo tuono prima di tornare in acqua o riprendere le normali attività all’aperto, perché le scariche possono ancora verificarsi anche quando la parte più intensa del sistema convettivo si è già allontanata.
È bene ricordare che l’acqua è un ottimo conduttore elettrico: trovarsi in mare o molto vicino alla battigia durante un temporale significa esporsi a un rischio concreto e potenzialmente letale. In Italia, negli ultimi anni non sono mancati episodi di persone colpite da fulmini in spiaggia o in mare aperto, spesso proprio durante i classici temporali pomeridiani estivi che colpiscono il litorale quando l’atmosfera è particolarmente calda e instabile.
L’episodio odierno lungo la costa ionica calabrese è quindi un nuovo campanello d’allarme: i temporali estivi non dovrebbero essere trasformati in una sorta di attrazione da osservare dal lettino, ma gestiti come un rischio reale, soprattutto in un contesto come quello mediterraneo in cui l’aumento delle ondate di calore e dell’energia disponibile in atmosfera favorisce fenomeni convettivi intensi, improvvisi e localmente violenti. Diffondere una cultura della prevenzione, anche attraverso semplici regole di comportamento, può fare la differenza tra una giornata di vacanza da ricordare e una tragedia evitabile.
Cosa fare se un temporale ti sorprende al mare
- Appena senti un tuono o vedi un lampo, esci subito dall’acqua e allontanati dalla battigia.
- Lascia la spiaggia: allontanati dall’arenile e cerca riparo in un edificio in muratura o in un’auto con i finestrini chiusi.
- Evita oggetti metallici: non sostare vicino a ombrelloni, docce, pali, recinzioni o attrezzature da pesca; non usare ombrelli o canne da pesca.
- Non ripararti sotto alberi isolati, gazebo leggeri o chioschi aperti: non offrono una protezione adeguata dai fulmini.
- Segui la regola 30-30: se tra lampo e tuono passano meno di 30 secondi, metti subito in atto le misure di autoprotezione e resta al chiuso almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono.


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