Nel corso della giornata di ieri sul medio Adriatico le previsioni parlavano di un cambio di circolazione, con l’ingresso di aria più fresca dall’Europa centro-orientale e dai Balcani. Dopo giorni di caldo, i bollettini indicavano correnti settentrionali in quota e un moderato calo termico sulle coste marchigiane e abruzzesi, con massime intorno ai +29/+30°C e clima più gradevole rispetto ai picchi recenti. Il messaggio era chiaro: respiro fresco in arrivo, soprattutto sul versante adriatico che avrebbe dovuto beneficiare prima degli altri dei venti più freschi provenienti da nord/nord-est.
Cosa è successo davvero: Garbino caldo e secco al suolo
La realtà sul territorio, però, ha raccontato un’altra storia. In città come Pescara e Ancona e lungo i versanti orientali dell’Appennino abruzzese-marchigiano, tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio di ieri si è attivato un moderato Garbino da sud-ovest. Questo vento ha fatto impennare le temperature fino a +34/+35°C. Nonostante in alta quota transitassero correnti fresche da nord, al suolo il Foehn appenninico ha dominato la scena, bloccando il calo termico atteso e portando sul litorale un caldo torrido di stampo africano.

La doppia circolazione quota-suolo: la chiave della “sorpresa”
Alle quote superiori, tra 850 e 700 hPa, la circolazione dei venti era effettivamente orientata dai settori settentrionali, con masse d’aria più fredde in discesa dai Balcani verso il medio Adriatico e un quadro barico propizio a una graduale diminuzione della calura. È su questa macro-scala che si sono concentrate le previsioni: correnti da nord, rovesci sparsi sull’Appennino e temperature destinate a tornare su livelli più accettabili.
Al suolo, invece, la situazione ha subìto un’inversione totale. Sulla costa adriatica di Marche e Abruzzo ha prevalso il Garbino, la corrente di caduta calda e secca proveniente dai rilievi, che ha sprigionato in pochi chilometri tutto il surriscaldamento per compressione adiabatica durante la discesa verso i litorali. L’effetto è stato quello di un vento caldo e secco piuttosto circoscritto. Questa corrente è bastata a cancellare l’influenza dell’aria fredda in quota proprio nei pressi del suolo.
Perché le previsioni hanno sottostimato il riscaldamento
La sorpresa di oggi nasce da questa discrepanza di scala tra quota e suolo. Le previsioni avevano correttamente inquadrato l’arrivo di correnti più fresche dai Balcani e la fine graduale dell’ondata di calore, ma hanno sottolineato soprattutto il segnale più ampio, ossia quello dei venti settentrionali e dell’allerta per temporali sulle regioni adriatiche. Meno evidente, nelle mappe sinottiche, è stato il potenziale favonico legato all’orografia appenninica, che può trasformare un flusso fresco in quota in un Garbino caldo e secco al suolo, con impennate improvvise delle temperature. È così che, mentre le medie regionali mostravano massime intorno ai 30-32°C, Pescara e alcune località del medio Adriatico hanno toccato 34-35°C, discostandosi sensibilmente dal quadro atteso.
Durata limitata e localizzazione del fenomeno
L’episodio di Garbino (o Favonio) registrato ieri ha avuto un carattere transitorio e circoscritto. La fase di vento di caduta è durata solo poche ore, attivata da un gradiente barico e da una ventilazione che hanno spinto l’aria secca dall’Appennino verso la costa adriatica. Il fenomeno si è esaurito non appena la circolazione atmosferica si è riassestata, favorendo l’ingresso di aria più fresca al suolo. Nel pomeriggio, infatti, l’aumento della nuvolosità e i rovesci nell’entroterra, uniti a una rotazione dei venti, hanno attenuato il surriscaldamento adiabatico: le raffiche sono calate e le temperature sono scese verso i 30-31°C, in linea con le stime precedenti.
Una lezione di microclima per il medio Adriatico
L’episodio odierno è un’utile testimonianza sul microclima del medio Adriatico e sull’intensità dei venti di caduta appenninici. Anche quando dominano le correnti fresche in quota, bastano poche ore di Libeccio per mutare la percezione della giornata: da una fase di sollievo, con aria più mite e temporali pomeridiani sui monti, a un repentino rialzo termico, con afa lungo la costa.


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