Il petrolio ha ritracciato dopo l’impennata registrata mercoledì, mentre il gas europeo ha proseguito la sua corsa al rialzo. Il Brent è sceso di oltre il 2%, attestandosi intorno ai 76 dollari al barile, ma sui mercati europei il gas ha continuato ad apprezzarsi, avvicinandosi alla soglia dei 50 euro per Megawattora. A determinare la diversa traiettoria delle due principali fonti energetiche sono soprattutto le nuove incertezze legate all’offerta di combustibili nel Golfo Persico. In uno scenario che resta complessivamente instabile, gli sviluppi più rilevanti hanno riguardato il gas naturale liquefatto, con il ritorno di un elevato livello di rischio nello Stretto di Hormuz e la conseguente decisione del Qatar di sospendere le operazioni necessarie a riavviare la produzione.
Qatar, sospese le operazioni per il riavvio della produzione di Gnl
Il Qatar ha deciso di interrompere, almeno temporaneamente, le attività finalizzate alla ripresa della produzione di gas naturale liquefatto. La battuta d’arresto è stata riferita da fonti Bloomberg e appare direttamente collegata al peggioramento delle condizioni di sicurezza lungo una delle rotte marittime più delicate per il commercio energetico internazionale. La scelta di Doha arriva dopo che una delle tre navi colpite martedì durante il transito nello Stretto di Hormuz si è rivelata una metaniera carica di Gnl qatarino. L’episodio ha riportato in primo piano i rischi per la navigazione nell’area e ha spinto le autorità e gli operatori a riconsiderare i programmi di ripartenza. Il ritorno delle tensioni a Hormuz ha quindi avuto conseguenze immediate sulle prospettive dell’offerta di gas. La sospensione delle operazioni non riguarda soltanto la produzione, ma incide anche sulla possibilità di riportare rapidamente a regime le consegne già pianificate.
La metaniera Al Rekayyat resta arenata al largo dell’Oman
La nave coinvolta nell’incidente è la Al Rekayyat, una metaniera che trasportava gas naturale liquefatto proveniente dal Qatar. Dopo un incendio sviluppatosi a bordo, l’imbarcazione rimane tuttora arenata al largo dell’Oman. L’incidente rappresenta uno degli elementi più significativi nella valutazione del rischio effettuata da Doha. La presenza di una metaniera qatarina tra le navi colpite dimostra infatti quanto le tensioni nello Stretto possano tradursi in conseguenze concrete per i flussi di Gnl. Il blocco della Al Rekayyat assume un peso particolare anche perché si inserisce in una fase in cui il Qatar stava cercando di normalizzare le proprie attività. Il Paese aveva già avviato una complessa operazione per liberare alcune navi rimaste ferme nel Golfo Persico e per consentire l’ingresso di nuove metaniere destinate a riprendere le consegne.
La tregua tra Stati Uniti e Iran aveva favorito la ripresa delle consegne
Grazie alla tregua tra Stati Uniti e Iran, Doha era riuscita a evacuare dal Golfo Persico cinque carichi di Gnl che erano rimasti “intrappolati”. Nello stesso periodo erano entrate nell’area undici metaniere vuote, pronte a sostenere il ritorno a una maggiore regolarità delle esportazioni. Il movimento delle navi aveva alimentato l’aspettativa di una graduale normalizzazione delle operazioni. L’obiettivo era quello di riprendere consegne regolari dopo una fase caratterizzata da forti difficoltà logistiche e da crescenti rischi per il traffico marittimo. Il nuovo deterioramento delle condizioni di sicurezza ha però modificato nuovamente il quadro. Come riportato nel testo citato da Il Sole 24 Ore, “Piani che adesso per prudenza sono stati messi in pausa”. La sospensione indica che il Qatar, nonostante i progressi resi possibili dalla tregua, ha scelto di non procedere con il riavvio previsto fino a quando non saranno disponibili condizioni operative considerate sufficientemente sicure.
Lo Stretto di Hormuz torna al centro delle tensioni energetiche
Il ritorno di un elevato livello di rischio nello Stretto di Hormuz rappresenta il principale elemento di instabilità. L’area costituisce un passaggio determinante per le navi che trasportano petrolio e gas naturale liquefatto dal Golfo Persico verso i mercati internazionali. Nel quadro descritto, il problema non riguarda soltanto la disponibilità di combustibili, ma anche la possibilità di trasportarli in condizioni di sicurezza. L’incendio sulla Al Rekayyat, l’arresto della nave al largo dell’Oman e la sospensione dei programmi del Qatar mostrano come le difficoltà logistiche possano rapidamente tradursi in pressioni sui prezzi. La situazione rimane quindi caratterizzata da un’elevata incertezza. La tregua tra Stati Uniti e Iran aveva consentito di avviare l’evacuazione dei carichi rimasti bloccati e di far entrare nuove metaniere vuote, ma gli ultimi episodi hanno interrotto il percorso verso la normalizzazione.


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