L’avvicinarsi dell’entrata in vigore del blocco pressoché totale delle importazioni di gas dalla Russia e la contemporanea interruzione delle forniture dal Qatar stanno producendo un effetto inatteso sul mercato energetico europeo. Nonostante il percorso politico dell’Unione europea verso la riduzione della dipendenza energetica da Mosca, gli acquisti di gas naturale liquefatto russo (Gnl) sono tornati a crescere in modo significativo, spinti dalla necessità di garantire approvvigionamenti e ricostituire le riserve in vista dell’inverno. Secondo le stime del centro studi Crea di Helsinki, riportate dal Corriere della Sera, nel mese scorso gli acquisti europei di Gnl siberiano sono risultati superiori del 14% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Un incremento che evidenzia le difficoltà dell’Europa nel sostituire rapidamente tutte le forniture russe, soprattutto in una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche e da una riduzione della disponibilità di gas proveniente da altri grandi esportatori.
Francia, Belgio e Spagna guidano gli acquisti di Gnl russo
Tra i Paesi europei che hanno aumentato maggiormente gli acquisti di gas liquefatto russo figurano Francia, Belgio e Spagna, nazioni dotate di importanti infrastrutture per la rigassificazione del Gnl grazie ai terminali presenti sul Mare del Nord e nel Mediterraneo. In particolare, la Francia ha registrato una vera e propria impennata delle importazioni, con acquisti di Gnl russo superiori del 34% rispetto a maggio. Il dato conferma il ruolo centrale dei terminali francesi nella gestione dei flussi energetici europei e mostra come la disponibilità di infrastrutture di rigassificazione sia diventata un elemento strategico nel nuovo equilibrio del mercato del gas. Una parte significativa del gas che arriva nei porti di Francia e Belgio, inoltre, non rimane necessariamente nei Paesi di primo approdo, ma viene successivamente trasferita e consumata anche in Germania, contribuendo alla rete di approvvigionamento energetico continentale.
Il paradosso delle importazioni: l’Europa aumenta il Gnl russo mentre punta alla riduzione della dipendenza da Mosca
La crescita degli acquisti di Gnl russo rappresenta un paradosso nella strategia energetica europea. Da un lato Bruxelles ha avviato un percorso per eliminare progressivamente la dipendenza dalle forniture russe, dall’altro le esigenze del mercato spingono diversi Paesi a mantenere aperti i canali commerciali con Mosca per garantire la sicurezza energetica. Nei primi sei mesi del 2026, gli acquisti europei di gas naturale liquefatto russo sono aumentati del 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato arriva in un momento particolarmente delicato, con le forniture del Qatar quasi ferme e con la necessità urgente di aumentare le scorte di gas in vista della stagione fredda. La riduzione delle alternative disponibili ha quindi rafforzato il ruolo del gas russo sul mercato europeo, nonostante il contesto politico internazionale e le sanzioni introdotte dopo l’invasione dell’Ucraina.
La Russia aumenta le esportazioni ma guadagna meno a causa delle sanzioni
L’aumento dei volumi esportati non si è però tradotto in un corrispondente aumento degli introiti per la Russia. Sempre secondo il centro studi Crea di Helsinki, il mese scorso le esportazioni russe di gas, petrolio e carbone sono cresciute del 14% rispetto al mese precedente, ma le entrate complessive sono diminuite dell’8%. Il motivo è legato agli effetti delle sanzioni internazionali, che costringono i prodotti energetici russi a essere venduti sui mercati a prezzi inferiori rispetto ai valori internazionali. “La ragione è semplice: i prodotti russi vanno sul mercato, a causa delle sanzioni, molto al di sotto dei prezzi internazionali”, evidenziano le analisi citate dal quotidiano. La situazione mostra quindi una dinamica complessa: la Russia continua a trovare acquirenti per le proprie risorse energetiche, ma la capacità di trasformare l’aumento della domanda globale in maggiori ricavi risulta limitata dalle condizioni imposte dal quadro geopolitico.
Novatek e il ruolo della partecipazione francese nel mercato del gas russo
Un elemento rilevante nella filiera del Gnl russo diretto verso l’Europa riguarda anche la struttura societaria delle aziende coinvolte. La società russa Novatek, tra i principali operatori del settore del gas liquefatto, è partecipata per il 19,4% dalla francese TotalEnergies. La presenza di un’importante partecipazione francese all’interno della società evidenzia la complessità dei rapporti energetici tra Europa e Russia, dove gli interessi industriali e la necessità di sicurezza degli approvvigionamenti continuano a intrecciarsi con le decisioni politiche sulle sanzioni e sulla transizione energetica.
Qatar fermo e stoccaggi da ricostruire: la corsa europea al gas prima dell’inverno
Il rallentamento delle forniture provenienti dal Qatar ha accentuato la pressione sul mercato europeo del gas. Le metaniere qatariote risultano quasi ferme mentre i Paesi dell’Unione europea devono affrontare la necessità di ricostruire gli stoccaggi di gas in vista dell’inverno. Questa combinazione di fattori ha riportato al centro il tema della sicurezza energetica e della disponibilità di fonti alternative. Nonostante gli obiettivi di lungo periodo per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e dalle forniture russe, nel breve periodo il mercato europeo continua a fare affidamento su una rete complessa di fornitori, infrastrutture e accordi commerciali. L’aumento del Gnl russo in Europa diventa così uno dei segnali più significativi delle tensioni che attraversano il sistema energetico continentale: mentre le strategie politiche puntano alla diversificazione, le necessità immediate di approvvigionamento spingono ancora una parte del mercato verso Mosca.


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