Buenos Aires e l’Area Metropolitana (AMBA) stanno attraversando il momento più freddo dell’anno: mattinate sotto zero, gelate diffuse e giornate che non riescono a superare i +10°C trasformano la capitale argentina in uno scenario quasi ‘patagonico’. Dietro questo episodio c’è una nuova ondata di freddo secondo il criterio del Servizio Meteorologico Nazionale (SMN), che porta la città a concatenare tre inverni consecutivi con almeno un’ondata di freddo tra il 2024 e il 2026, una frequenza che non si registrava dai tempi del periodo 2009-2011.
Il Servizio Meteorologico Nazionale definisce un’ondata di freddo a Buenos Aires come un evento climatico di almeno tre giorni consecutivi in cui sia le temperature massime che quelle minime scendono contemporaneamente sotto soglie specifiche. Questi limiti numerici si calcolano tramite il 10° percentile del semestre freddo da aprile ad agosto. Sulla base dei dati storici del periodo dal 1961 al 2010, i parametri di riferimento per la città richiedono una temperatura minima pari o inferiore a +3,8°C e una temperatura massima pari o inferiore a +12,7°C.
I dati storici dell’Osservatorio Buenos Aires di inizio luglio 2026 confermano il raggiungimento dei criteri per la dichiarazione di ondata di freddo. Nel periodo compreso tra giovedì e sabato, si sono succedute tre giornate con temperature minime di +1,8°C, -0,5°C e +0,8°C (sotto la soglia limite di +3,8°C) e massime di +10,3°C, +11°C e +9,4°C (inferiori al tetto di +12,7°C). La persistenza della anomalia termica per tre giorni consecutivi convalida ufficialmente l’evento meteorologico.
Le analisi sull’andamento climatico delle ondate di freddo in Argentina rivelano che questi fenomeni non si distribuiscono in modo omogeneo nel corso del tempo, ma tendono a concentrarsi in specifici decenni, alternando serie di annate molto rigide a periodi più miti caratterizzati da scarsi eventi. In base ai dati storici, l’ultima volta che Buenos Aires ha registrato tre inverni di fila con almeno un’ondata di gelo risale al triennio 2009-2011; il recente ciclo 2024-2026 costituisce quindi una ripresa di un’alta frequenza di eventi freddi che non si registrava da oltre un decennio.
La stampa argentina definisce il picco gelido di inizio luglio 2026 come la fase più rigida dell’anno a Buenos Aires e nell’AMBA, con temperature mattutine inferiori allo zero termico causate da un’ondata di aria antartica che ha investito gran parte della nazione. Nonostante le medie del trimestre invernale 2026 si attestino su valori ‘nella norma o leggermente superiori’, questo fenomeno dimostra come pure un inverno non eccezionale sotto il profilo climatologico possa generare incisive irruzioni di correnti polari, caratterizzate da ondate di freddo marcate ma passeggere.



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