Giordania, allerta Easa per i voli: “evitare lo spazio aereo a qualsiasi quota fino al 31 agosto”

L’Agenzia europea per la sicurezza aerea segnala un rapido deterioramento della situazione regionale dopo le ripetute violazioni del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran

L’Easa, l’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea, raccomanda agli operatori del trasporto aereo di astenersi dall’operare nello spazio aereo della Giordania, a qualsiasi quota e livello di volo, fino al 31 agosto 2026, salvo un’eventuale revisione anticipata della misura. L’indicazione è contenuta nel nuovo bollettino informativo sulle zone di conflitto, pubblicato oggi, 22 luglio 2026, in seguito al rapido peggioramento delle condizioni di sicurezza registrato nell’area mediorientale durante le ultime settimane. Al centro della valutazione dell’Agenzia europea vi sono soprattutto gli attacchi missilistici iraniani e le operazioni condotte attraverso droni contro obiettivi situati in Giordania, circostanze che potrebbero esporre gli aeromobili civili a un rischio crescente durante il sorvolo del Paese.

Easa: “evitare l’intero spazio aereo della Giordania”

La raccomandazione dell’Easa riguarda l’intero spazio aereo giordano e non prevede distinzioni tra quote più basse o livelli di crociera utilizzati dai voli commerciali internazionali. L’indicazione è infatti quella di astenersi dalle operazioni «a qualsiasi quota e livello di volo» fino alla fine del mese di agosto. La scadenza fissata al 31 agosto 2026 potrà essere modificata nel caso in cui l’evoluzione della situazione geopolitica e militare renda necessaria una rivalutazione anticipata. L’Agenzia continuerà quindi a seguire gli sviluppi regionali e i possibili effetti sulla sicurezza dell’aviazione civile. La decisione evidenzia la particolare gravità attribuita al contesto giordano, interessato dalle conseguenze delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e dal crescente impiego di missili e velivoli senza pilota nelle operazioni militari.

Il cessate il fuoco tra Usa e Iran e le ripetute violazioni

Nel bollettino l’Easa ricostruisce anche l’evoluzione della crisi, ricordando che l’8 aprile 2026 era stato annunciato un cessate il fuoco temporaneo tra Usa e Iran. L’intesa era stata successivamente prorogata per altri 60 giorni il 17 giugno. La tregua, tuttavia, non avrebbe determinato una reale stabilizzazione della regione. Secondo quanto riportato dall’Agenzia, “la sua attuazione è stata soggetta a violazioni ricorrenti e significative, creando nuovamente un elevato livello di rischio in tutta la regione”. Le ripetute violazioni avrebbero quindi compromesso l’efficacia del cessate il fuoco, riportando il livello di tensione a una soglia considerata incompatibile con la piena sicurezza delle operazioni aeree civili. La raccomandazione non si basa dunque su un singolo episodio, ma su una successione di eventi che avrebbe progressivamente accresciuto l’instabilità e l’imprevedibilità dello scenario operativo.

Sicurezza peggiorata rapidamente dalla metà di luglio

Il punto di svolta individuato dall’Easa coincide con la metà di luglio, quando la situazione regionale avrebbe subito un’accelerazione negativa. Nel documento l’Agenzia sottolinea infatti che “dalla metà di luglio la situazione della sicurezza è peggiorata rapidamente”. Il deterioramento è legato in particolare alla ripresa e all’intensificazione delle attività militari, con il coinvolgimento diretto del territorio giordano quale possibile area interessata da attacchi o operazioni di intercettazione. La presenza contemporanea nello spazio aereo di aerei civili, missili, sistemi di difesa e droni può determinare condizioni operative estremamente complesse. In uno scenario caratterizzato da tempi di reazione molto ridotti e da una minaccia in rapida evoluzione, aumenta infatti il rischio che un aeromobile commerciale venga percepito in modo errato dai sistemi militari attivi nell’area.

Missili e droni contro obiettivi in Giordania

A motivare in maniera diretta la nuova indicazione dell’Agenzia europea sono gli attacchi missilistici iraniani e gli attacchi con droni contro obiettivi in Giordania. Secondo l’Easa, queste operazioni “creano un maggiore rischio di errata identificazione di velivoli civili”. È proprio la possibilità che un aereo passeggeri o commerciale possa essere confuso con un obiettivo militare a rappresentare uno degli elementi più preoccupanti nella valutazione della sicurezza. Il pericolo non riguarda esclusivamente l’impatto diretto di missili o droni, ma anche le conseguenze delle attività di difesa e intercettazione. Durante un attacco, infatti, nello spazio aereo possono essere impiegati sistemi antiaerei e altri strumenti militari destinati a neutralizzare le minacce in arrivo. In simili condizioni, anche il semplice transito di un aeromobile civile può avvenire in un ambiente caratterizzato da una forte pressione operativa e da margini di errore estremamente ridotti.

Il rischio di identificazione errata per gli aerei civili

Il tema dell’identificazione errata dei velivoli civili costituisce il fulcro della raccomandazione pubblicata dall’Easa. La presenza di droni e missili nello stesso spazio operativo utilizzato dalle rotte commerciali può rendere più difficile distinguere con immediatezza la natura e la provenienza di un oggetto in volo. Il rischio può aumentare ulteriormente quando le operazioni militari si svolgono in un contesto di elevata tensione, nel quale le autorità e i sistemi di difesa devono prendere decisioni in tempi molto brevi. Per questa ragione, l’Agenzia europea ha scelto di indicare la sospensione delle operazioni sull’intero territorio giordano, senza limitare la raccomandazione a singole aree o fasce di altitudine. L’obiettivo è ridurre preventivamente l’esposizione degli aeromobili civili ai pericoli derivanti dalla presenza di attività militari e dall’eventuale attivazione di sistemi di intercettazione.

Raccomandazione valida fino al 31 agosto 2026

La misura indicata dall’Easa resterà valida fino al 31 agosto 2026, salvo revisione anticipata. La durata della raccomandazione riflette la necessità di osservare l’evoluzione della crisi e verificare se le condizioni di sicurezza possano tornare a un livello compatibile con la ripresa delle operazioni. Fino a quel momento, agli operatori viene chiesto di non utilizzare lo spazio aereo della Giordania a nessuna quota o livello di volo. La valutazione potrà essere aggiornata qualora intervengano nuovi sviluppi sul piano militare o diplomatico, compresa un’effettiva riduzione degli attacchi e delle violazioni del cessate il fuoco. Al momento, però, il quadro delineato dall’Agenzia europea resta caratterizzato da un elevato livello di rischio regionale, aggravato dal rapido peggioramento registrato dalla metà di luglio e dalla minaccia rappresentata dagli attacchi missilistici e con droni contro obiettivi situati in territorio giordano.