La Giornata Mondiale del Tumore al Polmone, in programma il prossimo 1° agosto, diventa l’occasione per rilanciare un appello nazionale sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce e sulla necessità di garantire cure multidisciplinari e uniformi in tutto il Paese. A intervenire è la presidenza di ALCASE Italia, associazione impegnata da anni nel dare voce alle persone che affrontano il cancro al polmone e alle loro famiglie. Al centro del messaggio c’è soprattutto la richiesta alle istituzioni politiche e sanitarie di avviare un programma nazionale di screening, potenziare le campagne contro il tabagismo e istituire le Lung Unit, centri specializzati dedicati alla presa in carico dei pazienti. “In qualità di Presidente di ALCASE Italia, l’associazione che da anni si batte per dare voce a chi affronta il cancro al polmone, mi rivolgo a voi con un appello che nasce dal profondo del cuore. Il 1° agosto celebreremo la Giornata Mondiale del Tumore al Polmone. Non si tratta di una semplice ricorrenza sul calendario, ma di un richiamo collettivo alla vita, alla speranza e, soprattutto, alla solidarietà umana”.
Tumore al polmone, in Italia circa il 20% delle morti per cancro
Il tumore al polmone continua a rappresentare una delle principali emergenze oncologiche in Italia. Secondo quanto evidenziato da ALCASE Italia, questa neoplasia è ancora responsabile di circa il 20% di tutte le morti per cancro registrate nel Paese. Un dato che restituisce soltanto in parte l’impatto umano e sociale della malattia. Dietro le statistiche, infatti, si trovano persone e famiglie costrette ad affrontare percorsi complessi, segnati non soltanto dalle terapie e dalle conseguenze fisiche della patologia, ma anche dalla paura, dal disorientamento e dal rischio di isolamento. “In Italia, questa neoplasia rappresenta ancora circa il 20% di tutte le morti per cancro. Dietro questo numero drammatico si nascondono madri, padri, figli e amici che affrontano percorsi dolorosi, spesso resi ancora più difficili dal senso di smarrimento e dall’isolamento”. La Giornata Mondiale assume quindi il significato di una mobilitazione collettiva, capace di riportare al centro dell’attenzione la necessità di accompagnare le persone malate durante tutte le fasi del percorso diagnostico e terapeutico.
Prevenzione e diagnosi precoce possono salvare la vita
Uno dei punti fondamentali dell’appello riguarda la prevenzione del tumore al polmone. ALCASE Italia sottolinea come la prevenzione e la diagnosi precoce non debbano essere considerate soltanto concetti clinici, ma veri e propri gesti di responsabilità e di attenzione verso se stessi e verso le persone più vicine. “A tutti voi chiedo di non voltarvi dall’altra parte. La prevenzione e la diagnosi precoce non sono solo concetti clinici: sono gesti d’amore verso se stessi e verso chi ci ama”. Individuare la malattia nelle sue fasi iniziali può modificare in maniera decisiva le prospettive terapeutiche. Nel messaggio viene evidenziato che “la diagnosi precoce aumenta la sopravvivenza fino al 56% quando il tumore viene individuato in tempo”. La possibilità di intervenire tempestivamente permette infatti di ampliare le opzioni di cura e di affrontare la neoplasia quando è ancora localizzata, prima che raggiunga stadi più avanzati.
TC a basso dosaggio, lo strumento decisivo per lo screening
Un ruolo centrale viene attribuito alla TC a basso dosaggio, indicata come lo strumento principale per intercettare precocemente il tumore nei soggetti maggiormente esposti al rischio. “La TC a basso dosaggio è lo strumento chiave che oggi permette di cambiare il corso di questa malattia”. La richiesta è quella di rendere questo esame parte di un percorso strutturato e accessibile, superando le disuguaglianze territoriali che possono limitare l’accesso alla diagnosi precoce. La prevenzione passa anche attraverso comportamenti individuali consapevoli, a partire dal contrasto al fumo e dall’attenzione ai segnali inviati dall’organismo. “Abbiate cura della vostra salute: contrastate il fumo di tabacco, prestate attenzione ai segnali del vostro corpo e non abbiate paura di informarvi”. L’informazione corretta rappresenta dunque uno dei principali strumenti per ridurre la paura, favorire controlli tempestivi e contrastare la convinzione che il cancro al polmone sia una malattia priva di possibilità terapeutiche.
“Together through lung cancer”, nessuno deve affrontare la malattia da solo
La campagna globale scelta per quest’anno porta il titolo “Together through lung cancer”, tradotto in italiano con “Insieme attraverso il tumore al polmone”. Un messaggio che richiama la necessità di costruire una rete di sostegno intorno alle persone malate e alle loro famiglie. “La campagna globale di quest’anno, “Together through lung cancer” (Insieme attraverso il tumore al polmone), racchiude un messaggio chiave. Nessuno deve camminare da solo in questo cammino. In ALCASE Italia crediamo fermamente che la solidarietà, l’ascolto e l’umanità siano parti integranti della terapia. Curare il corpo significa anche abbracciare la mente, le relazioni e la dignità di ogni singola persona”. L’assistenza oncologica, secondo la visione promossa dall’associazione, non può limitarsi alla somministrazione delle terapie. Deve comprendere il sostegno psicologico, la tutela della dignità, l’ascolto dei bisogni personali e il coinvolgimento delle relazioni familiari e sociali. La presa in carico del paziente oncologico deve quindi essere globale, continua e coordinata, capace di accompagnare la persona dal momento della diagnosi alle diverse fasi della cura.
L’appello alle istituzioni per un programma nazionale di screening
La responsabilità individuale, tuttavia, non può sostituire l’intervento delle istituzioni. Per ALCASE Italia è necessario costruire un sistema solido e organizzato, in grado di offrire le stesse possibilità di prevenzione e cura indipendentemente dalla regione o dal territorio di residenza. “La buona volontà dei singoli non può bastare se non è supportata da una struttura solida. Per questo, rivolgo un appello accorato e urgente alle nostre Istituzioni politiche e sanitarie”. La prima richiesta riguarda l’attivazione di un programma nazionale di screening per il tumore al polmone, attraverso la promozione e il finanziamento sistematico della TC a basso dosaggio per i soggetti considerati a rischio. “Attuate un programma nazionale di screening: è fondamentale promuovere e finanziare in modo sistematico l’accesso alla TC a basso dosaggio per i soggetti a rischio, garantendo una reale equità di accesso su tutto il territorio nazionale”. L’obiettivo è evitare che la possibilità di ricevere una diagnosi tempestiva dipenda dalla disponibilità di singoli progetti locali o dalla capacità economica del paziente, garantendo un percorso uniforme all’interno del Servizio sanitario nazionale.
Tabagismo, inquinamento e prevenzione primaria
Il secondo fronte indicato dall’associazione riguarda il rafforzamento delle campagne di sensibilizzazione. La prevenzione primaria deve agire sui principali fattori di rischio, a partire dal fumo di tabacco, senza trascurare l’esposizione all’inquinamento atmosferico e professionale. “Potenziate le campagne di sensibilizzazione: la prevenzione primaria, il contrasto al tabagismo e la tutela contro l’inquinamento atmosferico e professionale devono diventare priorità assolute”. Il contrasto al tabagismo viene quindi affiancato alla necessità di tutelare la popolazione e i lavoratori dall’esposizione a sostanze nocive presenti nell’ambiente o in determinati contesti professionali. Sensibilizzare significa anche superare lo stigma che spesso accompagna il tumore al polmone e che può indurre le persone a sentirsi responsabili della propria malattia. Un atteggiamento che rischia di aumentare l’isolamento e di rendere più difficile la richiesta di sostegno.
Lung Unit, centri multidisciplinari dedicati al tumore al polmone
La terza richiesta avanzata da ALCASE Italia è l’istituzione delle Lung Unit, strutture multidisciplinari specializzate nella diagnosi e nel trattamento del tumore al polmone. Il modello proposto è quello già applicato per il tumore al seno attraverso le Breast Unit, centri nei quali diverse figure professionali collaborano per definire il percorso terapeutico più adeguato per ogni paziente. “Istituite le Lung Unit: così come è stato fatto con successo per il tumore al seno con le Breast Unit, abbiamo un disperato bisogno di centri multidisciplinari dedicati e coordinati. Solo offrendo team specializzati (chirurghi, oncologi, psicologi e infermieri) possiamo garantire cure umane, rapide ed efficaci”. All’interno delle Lung Unit dovrebbero operare in maniera coordinata chirurghi, oncologi, psicologi e infermieri, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa, migliorare la comunicazione tra i professionisti e assicurare una presa in carico realmente personalizzata. La multidisciplinarità consentirebbe inoltre di integrare le esigenze cliniche con quelle psicologiche e assistenziali, evitando che il paziente debba orientarsi da solo tra esami, visite e strutture differenti.
Una rete nazionale di solidarietà, ascolto e cura
La Giornata Mondiale del Tumore al Polmone diventa così un’occasione per chiedere un cambiamento concreto, fondato sulla prevenzione, sull’accesso equo agli screening e su un’organizzazione sanitaria capace di accompagnare ogni persona lungo l’intero percorso di cura. Il messaggio conclusivo di ALCASE Italia richiama il valore dell’informazione, dell’accoglienza e della condivisione: “perché informare, accogliere e lottare insieme significa già iniziare a prendersi cura”. L’appello è quello di costruire una grande rete di connessione e supporto tra cittadini, associazioni, professionisti sanitari e istituzioni. Una rete necessaria per contrastare la paura, ridurre la solitudine e offrire maggiori opportunità a chi affronta il tumore al polmone. “Uniamoci, cittadini e istituzioni, in questa grande rete di connessione e supporto. Sconfiggere la paura e la malattia è possibile, ma solo se lo facciamo insieme”. Un messaggio affidato alla vigilia del 1° agosto, con l’obiettivo di trasformare la Giornata Mondiale in un punto di partenza per politiche sanitarie più efficaci, cure più umane e una maggiore consapevolezza sul valore della diagnosi precoce.


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