Una tempesta improvvisa e violentissima ha colpito il Teramano, trasformando in pochi minuti intere aree della provincia in uno scenario di devastazione. Tra Pineto, Roseto, Bellante, Sant’Atto e San Nicolò a Tordino, la grandine è caduta con un’intensità eccezionale, accompagnata da chicchi di dimensioni fuori scala che hanno provocato danni ingentissimi. Al risveglio, il bilancio è pesante: vetri frantumati, carrozzerie distrutte, tetti danneggiati e impianti fotovoltaici completamente compromessi. Interi parcheggi si sono trasformati in distese di auto inutilizzabili, con parabrezza sfondati e lamiere martellate. Colpite anche abitazioni, aziende e attività commerciali, con vetrine in frantumi e coperture perforate dalla violenza dei chicchi di ghiaccio.
Particolarmente critica la situazione nella zona industriale tra San Nicolò e Bellante, dove molti lavoratori, al termine del turno, hanno trovato le proprie auto devastate. A Villa Zaccheo si registrano alcune delle scene più emblematiche: veicoli distrutti nel giro di pochi minuti, mentre la grandine cadeva con una forza paragonata da molti a quella di ‘palloni da calcio’. Non solo danni materiali, ma anche paura. Un testimone ha raccontato momenti drammatici vissuti alla guida: “Ho visto la morte in faccia. A duecento metri da casa ho visto rami volare e poi enormi chicchi di grandine colpire la mia auto. Più acceleravo, più la macchina veniva distrutta e rischiavo di non farcela”.

Tra le storie che emergono, anche quella di una famiglia che aveva appena acquistato un’auto nuova. In pochi minuti, il veicolo è stato completamente distrutto. “Era un sogno realizzato dopo tanti sacrifici”, racconta il proprietario, descrivendo la disperazione della moglie davanti alla vettura ridotta a un ammasso di danni.
Gravissime anche le conseguenze per il comparto agricolo e per il tessuto produttivo locale. Coltivazioni compromesse e impianti fotovoltaici danneggiati rappresentano un colpo durissimo per l’economia del territorio. Emblematico il caso dell’azienda Petdumbo, a Bellante, dove un impianto fotovoltaico installato appena un mese fa è stato letteralmente traforato dalla grandine, cancellando in pochi minuti un investimento importante. I sindaci dei comuni colpiti hanno avviato le prime ricognizioni e invitano cittadini e imprese a documentare ogni danno con foto, video e preventivi. Il conto complessivo è ancora in fase di definizione, ma si temono perdite per diversi milioni di euro. Nel frattempo, tra San Nicolò, Casemolino e le altre località colpite, si alternano rabbia, incredulità e solidarietà. Perché oltre ai danni, resta il segno profondo di un evento estremo che ha colpito all’improvviso, lasciando dietro di sé non solo distruzione, ma anche storie di paura e fragilità di fronte alla forza della natura.
A favorire questa grandinata così distruttiva è stato il contrasto tra l’aria molto calda e umida accumulata nei bassi strati e un impulso fresco ed instabile in quota, capace di innescare temporali molto intensi e celle convettive ben organizzate, con chicchi cresciuti rapidamente all’interno dei cumulonembi fino a raggiungere dimensioni eccezionali.
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