Grecia, via libera allo “Scudo di Achille”: 2,8 miliardi per la difesa anti-missile e anti-drone

Atene approva il sistema sviluppato in Israele e accelera sulla modernizzazione militare con un pacchetto da 4,2 miliardi. Il piano complessivo annunciato da Mitsotakis prevede investimenti per 25 miliardi di euro in dodici anni

La Grecia accelera sul riarmo e compie un nuovo passo nel programma di modernizzazione delle proprie forze armate. Il governo di Atene ha approvato l’acquisto dello “Scudo di Achille”, un sistema integrato di difesa anti-missile e anti-drone sviluppato in Israele, destinato a rafforzare la capacità del Paese di rispondere a minacce aeree sempre più diversificate. L’investimento previsto per il nuovo scudo difensivo ammonta a 2,8 miliardi di euro. La decisione è stata adottata dal Consiglio per gli Affari esteri e la difesa, il Kysea, presieduto dal primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, secondo quanto riferito da una fonte del ministero della Difesa ellenico. L’acquisizione non rappresenta un intervento isolato, ma si inserisce in un più vasto pacchetto di spese militari da 4,2 miliardi di euro, attraverso il quale Atene punta a rafforzare contemporaneamente le capacità aeree, navali, missilistiche e di sorveglianza delle proprie forze armate.

Cos’è lo “Scudo di Achille” approvato dalla Grecia

Lo “Scudo di Achille” è stato concepito come un sistema di difesa integrato in grado di contrastare sia i missili sia i droni. Il progetto risponde alla necessità di proteggere il territorio greco da minacce differenti per caratteristiche, velocità, traiettoria e capacità operative. La crescente diffusione di velivoli senza pilota e di sistemi missilistici ha infatti modificato profondamente gli scenari della difesa contemporanea, rendendo necessario lo sviluppo di infrastrutture capaci di individuare e neutralizzare contemporaneamente più tipologie di attacco. Con l’acquisto del sistema sviluppato in Israele, la Grecia intende quindi potenziare la propria rete di protezione aerea e creare una capacità di risposta più strutturata contro minacce convenzionali e tecnologicamente avanzate. Il valore dell’operazione, pari a 2,8 miliardi di euro, rende lo scudo anti-missile e anti-drone uno degli elementi centrali del nuovo programma di investimenti militari approvato dal governo Mitsotakis.

Un pacchetto militare da 4,2 miliardi di euro

L’acquisizione dello Scudo di Achille rientra in un pacchetto complessivo di investimenti per la difesa del valore di 4,2 miliardi di euro. Il piano comprende diversi programmi destinati al rinnovamento delle dotazioni utilizzate dalle forze armate greche. Tra gli acquisti approvati figurano nuovi aerei da trasporto C-390 Millennium, velivoli destinati a rafforzare le capacità logistiche e operative di Atene. Il pacchetto comprende inoltre i droni Heron, che saranno impiegati per attività di sorveglianza, ricognizione e controllo. Il governo greco ha previsto anche l’acquisto di nuovi missili per gli elicotteri Apache, con l’obiettivo di incrementare le capacità operative della componente aeromobile dell’esercito. Sul fronte navale, il programma comprende mezzi navali stealth e nuovi sistemi sonar per le fregate, strumenti destinati a rafforzare la sorveglianza marittima e la capacità di individuare minacce negli spazi operativi controllati dalla marina greca. Il pacchetto approvato dal Kysea punta quindi a intervenire su più livelli, dalla difesa aerea alla mobilità militare, dalla sorveglianza elettronica al controllo delle acque.

Le tensioni con la Turchia sullo sfondo del riarmo greco

Il rafforzamento della difesa greca avviene in un contesto regionale caratterizzato dalle persistenti tensioni con la Turchia. I rapporti tra Atene e Ankara rappresentano da tempo uno dei principali elementi di instabilità nel Mediterraneo orientale. Il nuovo scudo sarà destinato a rafforzare la capacità della Grecia di fronteggiare minacce sempre più diversificate, dai missili ai droni, in uno scenario nel quale la sicurezza dello spazio aereo e delle aree marittime assume una rilevanza strategica crescente. La posizione geografica del Paese, la presenza di numerose isole e la complessità degli equilibri nel Mediterraneo orientale hanno spinto il governo Mitsotakis ad accelerare sul potenziamento delle infrastrutture militari e dei sistemi di difesa. L’acquisto dello Scudo di Achille rappresenta dunque una componente essenziale della strategia attraverso cui Atene intende rafforzare la propria capacità di deterrenza e protezione.

La Grecia spende oltre il 3% del Pil per la difesa

La Grecia destina oggi oltre il 3% del Pil alla difesa, una delle percentuali più alte tra i Paesi appartenenti alla Nato. Il dato conferma il peso assunto dalle spese militari nella programmazione economica e strategica del governo greco. Negli ultimi anni, Atene ha avviato un vasto processo di modernizzazione delle proprie forze armate, attraverso accordi e acquisti riguardanti velivoli da combattimento, unità navali, sistemi missilistici, mezzi di sorveglianza e strumenti di difesa tecnologicamente avanzati. L’approvazione del nuovo pacchetto da 4,2 miliardi di euro prosegue questa linea e amplia ulteriormente la portata del programma militare ellenico. Lo scopo è rendere le forze armate greche più moderne e preparate a operare in scenari caratterizzati dalla presenza simultanea di missili, droni, velivoli militari, unità navali e sistemi elettronici avanzati.

Rafale, fregate Belharra e caccia F-35 nel piano di Atene

Il programma di rinnovamento delle forze armate greche comprende anche acquisizioni già concluse o programmate. Tra queste figurano 24 caccia Rafale francesi, destinati a rafforzare la componente aerea del Paese. La Grecia ha inoltre investito nelle fregate Belharra, considerate una parte fondamentale del processo di modernizzazione della marina militare. Le nuove unità navali sono inserite in una strategia che punta a migliorare la capacità di controllo e intervento negli spazi marittimi. A questi programmi si aggiunge l’acquisto previsto di 20 caccia F-35 statunitensi, velivoli di quinta generazione che rappresenteranno uno degli elementi più avanzati della futura aviazione militare greca. L’integrazione tra i Rafale francesi, gli F-35 statunitensi, le fregate Belharra e il nuovo sistema anti-missile e anti-drone sviluppato in Israele evidenzia la volontà di Atene di costruire una struttura difensiva articolata e tecnologicamente avanzata.

Il piano da 25 miliardi annunciato da Mitsotakis

Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha annunciato un piano complessivo da 25 miliardi di euro in dodici anni per il rinnovamento della difesa nazionale. Il progetto comprende il potenziamento delle forze terrestri, dell’aviazione, della marina e dei sistemi di sorveglianza e protezione dello spazio aereo. L’obiettivo è intervenire progressivamente sulle principali componenti delle forze armate, sostituendo i sistemi più datati e introducendo nuove tecnologie. Mitsotakis ha definito il programma “il più ambizioso rinnovamento della difesa nazionale nella storia moderna del Paese”. L’approvazione dello Scudo di Achille e del pacchetto da 4,2 miliardi di euro rappresenta uno dei passaggi più significativi di questa strategia. Con il nuovo sistema anti-missile e anti-drone, gli aerei da trasporto, i droni, i missili per gli Apache e gli investimenti navali, la Grecia consolida il proprio percorso di rafforzamento militare e prepara una trasformazione destinata a svilupparsi nell’arco dei prossimi dodici anni.