La sonda giapponese Hayabusa2 si prepara a compiere una manovra spettacolare e di vitale importanza per il futuro del nostro pianeta, avvicinandosi all’asteroide Torifune in un passaggio ravvicinato previsto intorno alle 18:30 di questa domenica, secondo il fuso orario del Giappone. Questa complessa e delicata operazione si inserisce all’interno della missione estesa iniziata ufficialmente nel 2020, subito dopo aver consegnato con successo sulla Terra una preziosa capsula contenente sabbia e campioni di roccia prelevati dall’asteroide Ryugu. Il veicolo spaziale si trova attualmente in viaggio attraverso lo Spazio profondo verso la sua destinazione finale, che dovrebbe raggiungere nel 2031. Durante questo lungo tragitto, gli scienziati hanno deciso di sfruttare l’incontro con Torifune per spingere al limite le capacità tecniche della sonda, testando sistemi di navigazione che si riveleranno indispensabili per esplorare in sicurezza i confini del nostro Sistema Solare e prevenire futuri disastri cosmici.
Un incontro ravvicinato a velocità da brivido
Durante il passaggio, la sonda si spingerà fino a una distanza di appena 800 metri dal centro dell’asteroide Torifune, un corpo celeste che vanta un diametro stimato di alcune centinaia di metri. Le fotocamere di bordo avranno l’arduo compito di catturare immagini dettagliate della superficie mentre il veicolo sfreccerà a una velocità impressionante di 5 km al secondo, che equivalgono a ben 18mila km/h. Oltre a scattare queste fondamentali fotografie, l’agenzia spaziale giapponese JAXA ha pianificato la raccolta di una vasta gamma di dati scientifici che aiuteranno i ricercatori a decifrare la composizione di questi affascinanti frammenti rocciosi cosmici.
La difesa planetaria e le sfide del futuro
L’obiettivo principale degli ingegneri nipponici va oltre l’esplorazione puramente scientifica. L’agenzia punta ad acquisire e perfezionare la tecnologia necessaria per controllare la sonda con estrema precisione, manovrandola a distanze ravvicinate e a velocità estreme. Questo traguardo tecnologico contribuirà in maniera decisiva agli sforzi globali della cosiddetta “difesa planetaria“, un settore strategico che vede una continua condivisione di intenti con le attività di grandi agenzie internazionali come NASA ed ESA. Il fine ultimo di questi test è sviluppare la capacità di utilizzare veicoli robotici per deviare attivamente la traiettoria di eventuali asteroidi che, in un futuro più o meno lontano, potrebbero trovarsi in rotta di collisione con la Terra.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?