Il 13 luglio 1969, mentre il mondo seguiva con crescente attenzione la corsa allo Spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica, dal cosmodromo di Baikonur decollava Luna 15, una sonda automatica sovietica diretta verso il nostro satellite naturale. L’evento si collocava in uno dei momenti più intensi della competizione tecnologica tra le due superpotenze. Appena 3 giorni dopo, il 16 luglio, gli Stati Uniti avrebbero lanciato la missione Apollo 11 con gli astronauti Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, destinata a realizzare il primo sbarco umano sulla Luna. Anche l’Unione Sovietica puntava a conquistare un primato, ma con una strategia diversa.
Luna 15 faceva parte del programma sovietico Luna, una lunga serie di missioni robotiche dedicate all’esplorazione del nostro satellite. L’obiettivo della sonda era particolarmente ambizioso: atterrare automaticamente sulla superficie lunare, raccogliere campioni di suolo e riportarli sulla Terra senza l’intervento di un equipaggio umano. Se fosse riuscita nell’impresa prima del rientro dell’Apollo 11, Mosca avrebbe potuto rivendicare un importante successo scientifico e propagandistico.
Dopo il lancio del 13 luglio, la sonda raggiunse l’orbita lunare il 17 luglio, proprio mentre l’equipaggio dell’Apollo 11 era in viaggio verso la Luna. Per alcuni giorni i due programmi spaziali si svolsero quasi in parallelo. Fu una situazione inedita, tanto che le autorità sovietiche condivisero alcune informazioni sull’orbita della sonda per evitare qualsiasi rischio di interferenza con la missione americana.
Il momento decisivo arrivò il 21 luglio 1969, poche ore dopo che Neil Armstrong e Buzz Aldrin avevano completato la loro storica passeggiata sulla superficie lunare. Durante la discesa automatica verso il suolo, Luna 15 perse il controllo e si schiantò contro una zona montuosa del Mare Crisium, ponendo fine alla missione. Il fallimento impedì all’Unione Sovietica di raggiungere il proprio obiettivo, mentre l’Apollo 11 concluse con successo il primo viaggio umano sulla Luna, destinato a diventare uno degli eventi simbolo del XX secolo. Nonostante ciò, il programma Luna continuò negli anni successivi, ottenendo importanti risultati. Nel 1970, con la missione Luna 16, i sovietici riuscirono effettivamente a riportare sulla Terra campioni di suolo lunare raccolti in modo completamente automatico.


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