Il 18 luglio 1898, Marie e Pierre Curie comunicarono alla comunità scientifica di aver identificato un nuovo elemento chimico, destinato a entrare nella storia con il nome di polonio. Fu un annuncio destinato a cambiare il corso della fisica e della chimica, inaugurando una stagione di straordinarie scoperte nel campo della radioattività. La coppia di ricercatori lavorava a Parigi studiando un minerale chiamato pechblenda, dal quale rilevò un’attività radioattiva molto più intensa di quella spiegabile con gli elementi allora conosciuti. Da questa osservazione nacque l’ipotesi dell’esistenza di una sostanza completamente nuova.
Il nome “polonio” non fu scelto a caso. Marie Curie, nata a Varsavia con il nome di Maria Skłodowska, volle rendere omaggio alla sua terra d’origine, la Polonia, che all’epoca non esisteva come Stato indipendente perché divisa tra le grandi potenze europee. Dare quel nome al nuovo elemento rappresentò anche un gesto simbolico e culturale, capace di richiamare l’attenzione internazionale sulla condizione del suo Paese.
La scoperta del polonio fu soltanto il primo passo. Pochi mesi più tardi, i Curie identificarono un secondo elemento ancora più radioattivo: il radio, destinato a diventare celebre sia per le sue applicazioni scientifiche sia per gli studi che avrebbe ispirato. Le ricerche della coppia contribuirono in modo decisivo alla nascita della fisica nucleare e della moderna comprensione della radioattività, fenomeno che fino ad allora era quasi del tutto sconosciuto. I loro lavori aprirono nuove prospettive nella ricerca medica, nella diagnostica e, successivamente, nella terapia oncologica, anche se all’epoca non erano ancora noti i gravi rischi legati all’esposizione prolungata alle radiazioni.
L’importanza di quella stagione scientifica venne riconosciuta nel 1903, quando Marie e Pierre Curie ricevettero il Premio Nobel per la Fisica, insieme a Henri Becquerel, per gli studi sulla radioattività. Nel 1911, Marie Curie conquistò anche un secondo Nobel, questa volta per la Chimica, diventando la prima persona a ottenere due Premi Nobel in discipline scientifiche diverse.


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