Il 25 luglio 1984 l’esplorazione dello Spazio raggiunse un nuovo traguardo. La cosmonauta sovietica Svetlana Evgen’evna Savickaja, membro dell’equipaggio della stazione spaziale Salyut 7, divenne la prima donna nella storia a effettuare una passeggiata spaziale, nota in gergo tecnico come attività extraveicolare (EVA, extravehicular activity). L’impresa rappresentò un momento storico non solo per il programma spaziale dell’Unione Sovietica, ma anche per il percorso verso una maggiore partecipazione femminile nelle missioni scientifiche e tecnologiche. Fino ad allora, infatti, tutte le passeggiate spaziali erano state compiute esclusivamente da astronauti uomini.
Figlia del celebre maresciallo dell’aviazione sovietica Evgenij Savickij, Svetlana aveva costruito la propria carriera grazie al talento e alla preparazione. Pilota collaudatrice, detentrice di numerosi record aeronautici e cosmonauta selezionata nel 1980, aveva già scritto una prima pagina di storia nel 1982, diventando la seconda donna a volare nello Spazio dopo Valentina Tereškova. Durante la missione Soyuz T-12, Savickaja raggiunse la stazione orbitale Salyut 7 insieme ai colleghi Vladimir Džanibekov e Igor Volk. Il 25 luglio uscì dalla stazione insieme a Džanibekov per un’attività extraveicolare della durata di circa 3 ore e 35 minuti. Nel corso della passeggiata spaziale i 2 cosmonauti sperimentarono nuove tecniche di lavorazione dei metalli nello Spazio, utilizzando strumenti progettati per saldare, tagliare e brasare materiali in assenza di gravità.
L’esperimento aveva importanti ricadute scientifiche e tecnologiche. Gli ingegneri volevano verificare la possibilità di effettuare in futuro riparazioni e costruzioni direttamente in orbita, una capacità fondamentale per lo sviluppo di grandi stazioni spaziali e, in prospettiva, di missioni di lunga durata verso altri pianeti. L’impresa di Savickaja assunse anche un forte valore simbolico nel pieno della Guerra Fredda, quando Stati Uniti e Unione Sovietica si confrontavano anche nella cosiddetta “corsa allo Spazio“. Pochi mesi dopo, nell’ottobre del 1984, l’astronauta statunitense Kathryn D. Sullivan sarebbe diventata la prima americana a compiere una passeggiata spaziale, confermando come le donne stessero conquistando un ruolo sempre più importante nell’esplorazione del cosmo.


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