Il 26 luglio 1971, esattamente 55 anni fa, il gigantesco razzo Saturn V si alzava dalla rampa di lancio del Kennedy Space Center, in Florida, dando inizio alla missione Apollo 15. A bordo si trovavano gli astronauti David Scott, Alfred Worden e James Irwin, protagonisti di quella che sarebbe diventata una delle più importanti spedizioni del programma Apollo. Dopo i primi sbarchi sulla Luna, culminati con la storica impresa di Apollo 11 nel 1969, la NASA puntava ora a un obiettivo diverso: non solo dimostrare di poter raggiungere il nostro satellite, ma trasformare le missioni lunari in vere e proprie spedizioni scientifiche.
Apollo 15 rappresentò infatti un punto di svolta. Per la prima volta gli astronauti utilizzarono il celebre Lunar Roving Vehicle, una piccola automobile elettrica progettata per muoversi sul terreno lunare. Grazie a questo mezzo poterono percorrere quasi 28 km sulla superficie della Luna, esplorando aree molto più estese rispetto alle missioni precedenti e raccogliendo una quantità senza precedenti di campioni geologici.
Il luogo scelto per l’allunaggio, la regione di Hadley-Apennine, era particolarmente interessante dal punto di vista scientifico. Qui David Scott e James Irwin trascorsero circa tre giorni sulla superficie lunare, effettuando tre attività extraveicolari e riportando sulla Terra oltre 77 chilogrammi di rocce e suolo lunare. Tra i reperti più famosi figura la cosiddetta “Genesis Rock“, una roccia antichissima che contribuì a migliorare la conoscenza della formazione della crosta lunare.
Mentre i due compagni lavoravano sulla Luna, Alfred Worden rimase in orbita a bordo del modulo di comando, conducendo importanti osservazioni fotografiche e scientifiche. Durante il viaggio di ritorno verso la Terra eseguì anche una spettacolare passeggiata spaziale, una delle più lontane dalla Terra mai effettuate fino a quel momento.
L’eredità di Apollo 15 va ben oltre i risultati ottenuti nel 1971. Le tecnologie sperimentate, l’impiego del rover e il nuovo approccio orientato alla ricerca scientifica aprirono la strada alle successive missioni Apollo, dimostrando che l’esplorazione umana della Luna poteva diventare uno straordinario laboratorio per comprendere non solo il nostro satellite, ma anche l’origine e l’evoluzione del Sistema Solare.


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