Il coraggio dei contadini veneti e la nascita della Nuova Italia in Australia dopo una disavventura drammatica e incredibile

L'incredibile odissea dei pionieri veneti, vittime del Marchese de Rays, e la fondazione della Nuova Italia nel Nuovo Galles del Sud, sopravvissuta alle insidie della storia e alle recenti alluvioni

Come documentato in un recente e affascinante reportage pubblicato dalla celebre rivista Australian Geographic nel suo numero di luglio-agosto 2026, intitolato proprio “The courage of the contadini”, la storia della migrazione italiana in Australia nasconde capitoli di inaudita sofferenza ma anche di straordinaria resilienza. La vicenda inizia alla fine dell’Ottocento, coinvolgendo centinaia di famiglie di contadini italiani, principalmente originari della regione Veneto, che cercavano disperatamente un futuro migliore lontano dalla povertà dell’Europa rurale. Questi umili lavoratori della terra divennero i protagonisti involontari di una delle più grandi truffe coloniali del diciannovesimo secolo, un viaggio che li avrebbe portati dalle illusioni di un paradiso tropicale fino alle aspre terre del continente australiano.

L’illusione della Nuova Francia e l’inganno del Marchese de Rays

Tutto ebbe inizio nel 1880, quando un avventuriero e truffatore francese noto come il Marchese de Rays orchestrò una frode monumentale ai danni di popolazioni vulnerabili. Promettendo la fondazione di una colonia utopica chiamata “La Nouvelle France“, ovvero la Nuova Francia, il carismatico imbroglione convinse queste famiglie a investire i loro scarsi risparmi per acquistare terreni in un presunto paradiso terrestre situato nell’Oceano Pacifico. Attratti dalla promessa di case gratuite, terre fertili e prosperità immediata, ben 317 speranzosi immigrati italiani si imbarcarono dal porto di Barcellona a bordo della nave India. I pionieri veneti lasciarono le loro case con il cuore pieno di speranza, ignari del fatto che il regno descritto dai volantini promozionali fosse in realtà una nazione fantasma, un’invenzione partorita unicamente per arricchire il suo cinico creatore.

L’incubo nella Nuova Irlanda e l’arrivo in Australia

Dopo un lunghissimo e logorante viaggio per mare, la spedizione giunse finalmente a destinazione presso l’isola della Nuova Irlanda, oggi parte della Papua Nuova Guinea. La realtà che si presentò davanti ai loro occhi fu a dir poco apocalittica. Non vi era alcuna colonia fiorente ad attenderli, nessuna infrastruttura e nessun campo coltivabile. Si ritrovarono abbandonati in un ambiente ostile e inospitale, coperto da una fitta giungla tropicale e flagellato da malattie. Per nove estenuanti mesi, i contadini italiani dovettero combattere contro la fame, la malaria e la disperazione, in un tragico calvario che costò la vita a moltissimi di loro. L’incubo terminò solo quando i 217 sopravvissuti, stremati e in fin di vita, furono soccorsi e trasferiti a Sydney nell’aprile del 1881. Mosso a compassione, il governo locale permise loro di stabilirsi nel Nuovo Galles del Sud, offrendo una seconda possibilità a coloro che avevano perso tutto.

La nascita della Nuova Italia e il trionfo del lavoro veneto

Dopo aver recuperato le forze e aver trascorso un periodo di assimilazione lavorando in varie fattorie per imparare la lingua, queste famiglie dimostrarono un incredibile coraggio e un’incrollabile determinazione. Invece di arrendersi, decisero di riunirsi e di ricominciare da zero acquistando alcune delle ultime terre disponibili nel nord dello stato, vicino alla località di Woodburn, nella regione del fiume Richmond. A partire dal 1882, fondarono un insediamento che chiamarono inizialmente La Cella Venezia, per poi ribattezzarlo ufficialmente Nuova Italia. Sebbene il terreno fosse considerato povero e inadatto all’agricoltura tradizionale, l’incredibile etica del lavoro dei coloni italiani trasformò radicalmente il paesaggio. Scavarono pozzi, costruirono abitazioni solide e piantarono con successo vigneti, alberi da frutto e ortaggi, arrivando persino a sviluppare una promettente industria della seta che fu premiata a livello internazionale.

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Un’eredità resiliente tra memoria e le alluvioni del 2022

Oggi, l’insediamento originale non esiste più come centro abitato attivo, ma il suo spirito sopravvive grazie al complesso storico e al museo eretti per onorare questi straordinari pionieri. Tuttavia, la tenacia associata a questo luogo è stata nuovamente messa alla prova in tempi recenti. Nel febbraio e marzo del 2022, devastanti catastrofi naturali hanno colpito duramente la regione, e le storiche alluvioni del 2022 hanno inflitto gravi danni alle strutture del museo e alle zone circostanti. Esattamente come i loro antenati un secolo e mezzo prima, la comunità locale e i custodi della memoria della Nuova Italia hanno risposto alla distruzione con instancabile operosità, avviando importanti lavori di ricostruzione e restauro, supportati da raccolte fondi e aiuti governativi. Questo inarrestabile ciclo di caduta e rinascita dimostra come l’eredità e il coraggio dei contadini non siano solo un affascinante capitolo storico, ma un valore vivo e pulsante, capace di ispirare ancora oggi le nuove generazioni di fronte alle sfide più avverse.

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