L’azienda aerospaziale SpaceX sta scaldando i motori per il prossimo imponente test di volo del suo gigantesco razzo. L’attesissima missione, denominata ufficialmente “Flight 13”, punta alla data del 16 luglio per un nuovo spettacolare lancio dalla base di Starbase, nel Sud del Texas. L’obiettivo primario di questo volo suborbitale della durata di 65 minuti è testare le correzioni apportate ai problemi tecnici emersi durante il precedente test del 22 maggio. La finestra di lancio prevista sarà di 90 minuti e si aprirà alle 18:45 ora della costa orientale americana, a seguito del completamento con successo del test di accensione statica del colossale booster Super Heavy. Il successo di questa operazione potrebbe spianare la strada al primo vero e proprio volo orbitale, avvicinando concretamente il veicolo al suo futuro ruolo di lander per il programma lunare Artemis della NASA.
Le correzioni al booster Super Heavy e ai motori Raptor
Il 12° volo ha segnato il debutto della 3ª versione aggiornata del veicolo, registrando un buon successo generale nonostante alcune importanti anomalie tecniche. Il problema più rilevante ha riguardato il mancato ammaraggio controllato del booster nel Golfo del Messico. Gli ingegneri hanno ricondotto l’inconveniente alle dinamiche di accensione dei motori dello stadio superiore mentre questo era ancora agganciato al primo stadio. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, leggere differenze temporali nell’avvio dei propulsori hanno causato una deviazione di ben 90 gradi nel ribaltamento direzionale del booster.
Questa anomalia ha portato al mancato innesco di 5 motori Raptor per la decisiva manovra di rientro, costringendo il sistema a interrompere prematuramente la sequenza. Per risolvere queste criticità e garantire maggiore stabilità, la procedura di avvio è stata completamente riprogrammata per assicurare una migliore tolleranza alle variazioni di tempistica e un ribaltamento sempre perfetto nella direzione desiderata. Il nuovo Super Heavy vanta inoltre mirate modifiche hardware per aumentare l’affidabilità di riaccensione e importanti aggiornamenti ai sistemi di allarme dei motori.
Il dispiegamento dei satelliti e l’indagine in corso
La nuova missione introdurrà un cambiamento radicale rispetto ai lanci passati per quanto riguarda il carico utile trasportato a bordo della navicella. Mentre nei test precedenti venivano utilizzati dei semplici simulatori di massa per replicare i pesi operativi, questa volta lo stadio superiore del razzo rilascerà direttamente nello Spazio ben 20 satelliti Starlink V3 funzionanti. Una volta operativi nel vuoto cosmico, questi dispositivi dispiegheranno i loro pannelli solari e le antenne per tentare una rapida connessione sia con una stazione di terra in Sudafrica sia con la costellazione già esistente in orbita. Questa affascinante dimostrazione tecnologica sarà tuttavia molto breve, poiché i satelliti seguiranno la medesima traiettoria suborbitale del vettore principale e rientreranno in modo distruttivo nell’atmosfera terrestre dopo pochi minuti di volo.
Un ultimo fondamentale tassello per confermare definitivamente il lancio del 16 luglio resta l’approvazione formale della Federal Aviation Administration. L’ente governativo americano deve ancora dichiarare conclusa l’indagine formale sull’inconveniente del volo precedente, un passaggio burocratico assolutamente obbligatorio per garantire i massimi standard di sicurezza prima di procedere con la nuova promettente impresa spaziale di SpaceX.


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