Il Pacifico accelera bruscamente: arriva Bavi, un Categoria 5 precoce che riaccende l’attenzione sul possibile Super El Niño e alimenta i timori per una stagione estrema

Il Pacifico mostra già un'attività eccezionale: il primo Categoria 5 della stagione potrebbe essere solo l'inizio di mesi particolarmente dinamici sul fronte tropicale

Il Pacifico ci consegna il primo ‘mostro’ tropicale dell’anno: il super tifone Bavi, un ‘Categoria 5’ anomalo per il periodo, con venti stimati fino a 285 km/h e una pressione crollata intorno ai 901 hPa. In un pianeta dove la temperatura media globale del mare ha toccato i +21°C, stabilendo un nuovo record giornaliero per oltre un mese consecutivo, questo ciclone rischia di essere solo l’inizio di una stagione esplosiva. E mentre l’Atlantico potrebbe contare meno uragani, sull’altro lato del globo il Pacifico sembra pronto a mostrare tutta la sua potenza.

Un ‘mostro’ fuori stagione nel Pacifico

Il super tifone Bavi emerge come il primo sistema di categoria 5 nel Pacifico in questa stagione e lo fa in un periodo in cui statisticamente l’attività non è ancora al massimo. La stima dei venti prossimi a 285 km/h, con raffiche che potrebbero aver superato i 300 km/h e una pressione scesa fin verso i 901 hPa, colloca Bavi tra i cicloni tropicali più intensi degli ultimi anni. Questo genere di intensità, combinata con la tempistica anticipata, è un segnale importante: il Pacifico occidentale sta entrando in una fase fortemente favorevole allo sviluppo di sistemi estremi, complice un oceano già insolitamente caldo.

Super tifone Bavi Pacifico

ENSO: verso un possibile Super El Niño

Sullo sfondo di questo quadro climatico opera l’ENSO, il principale sistema di regolazione termica del Pacifico equatoriale. I modelli previsionali attuali segnalano il rafforzamento di un El Niño che potrebbe evolvere in un evento di portata storica per intensità. Questo surriscaldamento anomalo della fascia equatoriale è in grado di modificare profondamente le configurazioni meteo globali. Negli anni dominati da El Niño, l’Atlantico vede di soluto un aumento del wind shear e condizioni meno favorevoli allo sviluppo di uragani intensi, mentre il Pacifico, specie quello occidentale, si trasforma nella culla ideale per la genesi di super tifoni.

Meno uragani in Atlantico, più ‘bombe’ nel Pacifico?

Qualora il Super El Niño dovesse concretizzarsi, il dislivello tra i bacini tropicali potrebbe risultare piuttosto evidente. Sull’Atlantico si prevede, mediamente, un calo dei cicloni più violenti, con fasi meteo spesso meno dinamiche rispetto ai cicli dominati della Niña. Sul versante opposto del globo, tuttavia, lo scenario si capovolge bruscamente: il Pacifico occidentale potrebbe assistere a una maggiore incidenza di tifoni di estrema potenza e a una rapida ciclogenesi esplosiva. Di conseguenza, Bavi rischia di rappresentare il primo di una serie di eventi epocali del 2026, con gravi ripercussioni sulle coste asiatiche qualora le rotte dei fenomeni dovessero avvicinarsi maggiormente alla terraferma.

Oceani bollenti: la temperatura superficiale globale tocca i +21°C

Il contesto termico risulta altrettanto allarmante: le temperature medie superficiali degli oceani si aggirano sui +21°C e hanno fatto registrare un primato storico giornaliero per ben 33 giorni consecutivi. Tale dato supera di oltre +0,08°C il picco precedente stabilito nel 2024, a riprova di un surriscaldamento oceanico globale inarrestabile. Tali anomalie non rappresentano una semplice deviazione statistica: un oceano così surriscaldato accresce l’energia termica a disposizione dei cicloni tropicali, agevolando un’intensificazione dei fenomeni meteorologici ben più violenti rispetto agli standard climatici del passato.

Un 2026 da tenere sotto stretta osservazione

Combinando un possibile Super El Niño, oceani globalmente più caldi e un primo super tifone già a inizio stagione, il 2026 si candida a essere un anno di forte instabilità tropicale. Per l’Atlantico questo potrebbe tradursi in una stagione numericamente meno affollata ma non per forza priva di eventi significativi vicino alle coste. Per il Pacifico, invece, lo scenario è quello di una lunga sequenza di tifoni intensi, con possibili impatti maggiori su Asia e Pacifico centrale. Il super tifone Bavi, quindi, è una sorta di campanello d’allarme: il motore tropicale del pianeta si è acceso piuttosto presto e potrebbe rimanere al massimo regime per molti mesi.