La missione privata organizzata per soccorrere uno dei più storici e importanti telescopi spaziali della NASA ha incontrato un ostacolo imprevisto che rischia di far precipitare l’intera operazione nel caos. La navicella robotica a 3 bracci, ribattezzata Link e lanciata dalla startup Katalyst Space Technologies 3 settimane fa, ha registrato gravi problemi ai propulsori durante l’ultimo fine settimana. A causa di questa avaria, il veicolo è entrato in una rotazione incontrollata che sta disturbando pesantemente le comunicazioni con i centri di controllo sulla Terra. L’obiettivo principale di questo ardito intervento nello Spazio è il celebre telescopio Swift, giunto al suo 22° anno di esplorazione orbitale. Il prezioso cacciatore di esplosioni cosmiche sta inesorabilmente perdendo quota a causa della recente e intensa attività del Sole. Senza un tempestivo supporto, il veicolo finirà per schiantarsi sul nostro pianeta durante l’autunno.
Corsa contro il tempo per salvare il telescopio Swift
L’agenzia spaziale statunitense ha investito ben 30 milioni di dollari per questo tentativo di recupero estremo organizzato in meno di 1 anno. Il telescopio Swift, lanciato nel 2004, necessita urgentemente di una spinta per raggiungere un’orbita più alta e sicura. Al momento tutte le sue osservazioni scientifiche, fondamentali per tracciare le stelle esplose e i lampi di raggi gamma, sono state messe in pausa. L’urgenza dell’intervento è dettata dal rapido decadimento dell’orbita, un fenomeno severamente accelerato dalle continue tempeste e particelle provenienti dal Sole. La startup Katalyst Space Technologies ha fatto sapere di essere al lavoro senza alcuna sosta per tentare di riprendere i contatti stabili e rimettere in carreggiata il satellite Link, affinché possa agganciare la preziosa strumentazione e scongiurare un rientro distruttivo attraverso la nostra atmosfera.
Le speranze per il successo della missione
Nonostante la delicata situazione a centinaia di km di altitudine, la fiducia non manca tra gli addetti ai lavori. Sia la giovane startup privata che la NASA si rifiutano categoricamente di abbandonare le speranze. I dati finora ricevuti a singhiozzo indicano che tutti gli altri principali sottosistemi del veicolo spaziale Link sembrano funzionare in modo corretto. In una recente dichiarazione ufficiale, i portavoce dell’azienda hanno ribadito che la missione rimane pienamente attiva e che esiste ancora una strada praticabile per completare con successo il delicato appuntamento nello Spazio. La sfida ora si gioca tutta sulla tempestività delle manovre di correzione inviate dai tecnici, con l’unico obiettivo di stabilizzare l’assetto del soccorritore prima che il margine di intervento si esaurisca definitivamente.
