La Calabria brucia e, mentre prosegue senza sosta il lavoro dei Vigili del Fuoco per contenere i numerosi incendi divampati sul territorio regionale, emerge un particolare agghiacciante sulle presunte modalità utilizzate per provocare alcuni roghi. La Protezione Civile avrebbe infatti annunciato il ritrovamento, tra gli inneschi, anche di gatti utilizzati per appiccare il fuoco nelle aree caratterizzate dalla presenza di erba alta e secca. Nelle ultime ore sarebbero stati oltre 200 gli interventi dei Vigili del Fuoco necessari per spegnere le fiamme e impedire che gli incendi si propagassero ulteriormente. Una situazione particolarmente difficile, aggravata dalle elevate temperature e dalla vegetazione ormai inaridita dal caldo, condizioni che favoriscono una rapida diffusione del fuoco.
Gatti con stracci infiammabili legati alla coda per propagare gli incendi
L’aspetto più inquietante riguarda il presunto impiego di animali come veri e propri strumenti per provocare o alimentare gli incendi boschivi. Secondo quanto annunciato dalla Protezione Civile, alcuni gatti sarebbero stati utilizzati come inneschi mobili: alla loro coda sarebbero stati legati degli stracci imbevuti di liquido infiammabile, successivamente incendiati. Gli animali, terrorizzati dalle fiamme e dal dolore, sarebbero stati quindi fatti correre nelle zone dove l’erba è più alta. Il loro movimento avrebbe permesso al fuoco di raggiungere più punti, innescando diversi focolai destinati poi a propagarsi velocemente a causa della vegetazione secca e delle temperature elevate registrate in questi giorni. Una pratica di estrema crudeltà che, oltre a provocare la morte degli animali coinvolti, avrebbe lo scopo di rendere più rapida e difficilmente controllabile la diffusione delle fiamme. Il ricorso a gatti o ad altri animali consentirebbe inoltre agli autori di allontanarsi dal luogo dell’innesco prima che l’incendio raggiunga dimensioni tali da essere notato.
Oltre 200 interventi dei Vigili del Fuoco in Calabria
L’emergenza incendi sta impegnando duramente le squadre dei Vigili del Fuoco, chiamate a intervenire in numerose aree della Calabria per fronteggiare roghi che, alimentati dal caldo e dall’erba secca, possono trasformarsi rapidamente in incendi di vaste proporzioni. Il dato degli oltre 200 interventi effettuati in poche ore restituisce la dimensione di una situazione particolarmente delicata. Le operazioni di spegnimento richiedono un impiego continuo di uomini e mezzi, mentre le condizioni climatiche e ambientali rendono più complesso circoscrivere le fiamme e mettere in sicurezza i territori interessati. La presenza di numerosi focolai, soprattutto quando distribuiti in aree diverse e difficilmente raggiungibili, può rendere ancora più impegnativa l’attività delle squadre di soccorso. A questo si aggiunge il rischio che le fiamme, propagandosi attraverso la vegetazione secca, possano avvicinarsi rapidamente ad abitazioni, infrastrutture e zone frequentate.
La denuncia degli animalisti dell’AIDAA
Sulla vicenda è intervenuta l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, che ha annunciato iniziative giudiziarie contro gli autori di questi atti. L’AIDAA ha reso nota l’intenzione di presentare, nei prossimi giorni, delle denunce presso tutte le Procure calabresi. L’obiettivo dell’associazione è sollecitare l’apertura di indagini che possano permettere di individuare i responsabili dell’utilizzo di gatti o di altri animali per appiccare o alimentare incendi. Le denunce riguarderanno quindi una pratica che unisce la devastazione ambientale alla violenza sugli animali, destinati a morire tra le fiamme dopo essere stati trasformati in strumenti per la propagazione dei roghi. L’iniziativa annunciata dall’associazione animalista punta inoltre a mantenere alta l’attenzione su una modalità criminale particolarmente crudele, affinché ogni episodio venga segnalato e approfondito dalle autorità competenti.
Una taglia da 1.000 euro per individuare i piromani
Oltre alla presentazione delle denunce, l’AIDAA ha annunciato una taglia di 1.000 euro destinata a chi contribuirà concretamente all’identificazione e alla condanna dei responsabili. La somma sarà pagata alla persona che, attraverso una denuncia presentata alle forze dell’ordine nel rispetto dei termini previsti dalla legge, permetterà di individuare e far condannare in via definitiva il piromane o i piromani che utilizzano gatti o altri animali per innescare o alimentare roghi e incendi boschivi. La ricompensa non sarà dunque collegata a semplici segnalazioni o informazioni non formalizzate, ma a una denuncia regolarmente presentata che risulti determinante per l’individuazione dei responsabili e che conduca a una sentenza definitiva di condanna.
Incendi e caldo, l’erba secca favorisce la diffusione delle fiamme
Le temperature elevate registrate in questi giorni hanno reso particolarmente secca la vegetazione, creando condizioni favorevoli alla propagazione degli incendi. In presenza di erba alta e arida, anche un piccolo focolaio può estendersi in tempi molto rapidi, soprattutto quando le fiamme vengono diffuse in più punti. È proprio in queste aree che, secondo quanto emerso, sarebbero stati fatti correre gli animali con gli stracci infiammati legati alla coda. Il fuoco, entrando in contatto con la vegetazione secca, avrebbe quindi la possibilità di svilupparsi e allargarsi rapidamente, rendendo necessario l’intervento immediato delle squadre di soccorso. La situazione resta particolarmente complessa per i Vigili del Fuoco, impegnati in centinaia di operazioni per spegnere i roghi e contenere una nuova emergenza che colpisce contemporaneamente l’ambiente, la sicurezza del territorio e la tutela degli animali.


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