Diversi incendi nel nord della Cisgiordania occupata da Israele sono divampati nel corso della giornata, provocando gravi danni e rendendo necessaria l’evacuazione di alcune aree residenziali. La situazione più critica è stata registrata nell’insediamento di Havat Gilad, raggiunto dalle fiamme dopo che il rogo era stato inizialmente segnalato nei pressi di Kedumim, a ovest della città palestinese di Nablus. Secondo quanto riferito dalla polizia e dai servizi di soccorso, il fronte dell’incendio si è progressivamente esteso e intensificato, costringendo le autorità ad adottare misure di emergenza. Il bilancio dei danni comprende 13 abitazioni distrutte e un deposito di legname interessato dalle fiamme. Due vigili del fuoco sono inoltre rimasti feriti durante le operazioni di spegnimento.
Incendi in Cisgiordania, il primo allarme vicino a Kedumim
Il rogo è stato segnalato per la prima volta nel primo pomeriggio nella zona situata a ovest di Nablus, nelle vicinanze dell’insediamento di Kedumim. L’avanzata delle fiamme ha reso necessaria l’evacuazione di due quartieri, mentre le squadre di emergenza intervenivano per contenere i diversi focolai. La presenza di più incendi e la loro capacità di propagarsi hanno richiesto un rapido coordinamento tra le unità impegnate sul territorio. Squadre antincendio e di soccorso provenienti da diverse aree sono state mobilitate per affrontare l’emergenza e tentare di impedire che le fiamme raggiungessero ulteriori zone abitate. L’evacuazione dei due quartieri di Kedumim ha rappresentato la prima misura adottata a tutela delle persone presenti nell’area. Nonostante l’intervento dei soccorritori, il fuoco ha continuato ad avanzare in direzione di un altro insediamento.
Le fiamme si propagano verso Havat Gilad
Successivamente, l’incendio si è propagato verso il vicino insediamento di Havat Gilad. Nel corso delle ore, il rogo si è intensificato, imponendo l’evacuazione dell’intero insediamento. L’aggravarsi della situazione ha aumentato la pressione sulle squadre operative, già impegnate nella gestione dei focolai sviluppatisi nell’area di Kedumim. La priorità è diventata quella di allontanare le persone dalle zone maggiormente esposte e, contemporaneamente, garantire ai mezzi di emergenza la possibilità di raggiungere rapidamente i punti interessati dalle fiamme. L’evacuazione di Havat Gilad è stata disposta mentre il fronte del fuoco continuava a rappresentare un pericolo per le abitazioni e le strutture presenti. L’estensione dell’incendio ha richiesto non soltanto l’intervento delle squadre a terra, ma anche un consistente supporto aereo.
Otto velivoli antincendio e un elicottero nelle operazioni di soccorso
Le attività di spegnimento sono state sostenute da un elicottero da ricognizione e da otto velivoli antincendio. Il mezzo di ricognizione è stato impiegato a supporto delle operazioni, mentre gli aerei hanno partecipato al contrasto delle fiamme dall’alto. L’impiego di una componente aerea così ampia si è affiancato al lavoro delle squadre antincendio e di soccorso arrivate da diverse aree. Gli operatori hanno lavorato per spegnere i focolai e limitare l’espansione del rogo, in un contesto reso particolarmente complesso dalla propagazione dell’incendio da Kedumim verso Havat Gilad. Durante le operazioni, due vigili del fuoco sono rimasti feriti, come hanno reso noto i servizi di emergenza israeliani. Non sono state fornite ulteriori informazioni sulle loro condizioni.
Distrutte 13 abitazioni e un deposito di legname
Le conseguenze materiali dell’incendio sono state rilevanti. Secondo quanto comunicato dai servizi di emergenza, le fiamme hanno distrutto 13 abitazioni e un deposito di legname. Il dato sulle case distrutte evidenzia la gravità dell’emergenza e la rapidità con cui il fuoco ha raggiunto le aree residenziali. Le evacuazioni disposte prima a Kedumim e poi a Havat Gilad sono avvenute mentre le squadre tentavano di proteggere gli edifici e di arrestare l’avanzata delle fiamme. Il deposito di legname coinvolto rappresenta un ulteriore elemento del bilancio dei danni indicato dai soccorritori. Le informazioni disponibili non precisano in quale punto dell’area interessata si trovasse la struttura né l’entità complessiva delle perdite al suo interno.
Strade chiuse per consentire il passaggio dei mezzi di emergenza
Parallelamente alle evacuazioni e alle operazioni antincendio, la polizia ha disposto la chiusura di diverse strade. Il provvedimento è stato adottato per agevolare il movimento delle squadre di soccorso e impedire che il traffico ostacolasse l’accesso alle zone colpite. La polizia ha spiegato che le chiusure erano necessarie per “mantenere libere le vie di accesso per i mezzi di soccorso”. La gestione della viabilità è diventata così una parte essenziale dell’intervento, insieme all’evacuazione delle aree residenziali, al lavoro delle squadre a terra e all’impiego dei mezzi aerei. Garantire percorsi liberi ha permesso ai veicoli antincendio e alle unità di emergenza di operare nell’area interessata senza ulteriori impedimenti.
Emergenza tra Kedumim e Havat Gilad
L’emergenza ha interessato un’ampia zona del nord della Cisgiordania, sviluppandosi inizialmente nei pressi di Kedumim e raggiungendo in seguito Havat Gilad. La sequenza degli eventi ha portato prima all’evacuazione di due quartieri e successivamente all’allontanamento delle persone dall’insediamento verso cui il fuoco si era propagato. Le squadre antincendio e di soccorso hanno proseguito il lavoro sui diversi focolai con il sostegno dell’elicottero da ricognizione e degli otto velivoli antincendio. Il bilancio reso noto comprende due vigili del fuoco feriti, 13 abitazioni distrutte e un deposito di legname colpito dalle fiamme. Le chiusure stradali disposte dalla polizia hanno completato il dispositivo di emergenza attivato per affrontare gli incendi in Cisgiordania, consentendo ai mezzi di soccorso di raggiungere le aree coinvolte e di proseguire le operazioni di spegnimento.


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