Influenza aviaria H5: l’Australia conferma la diffusione locale del virus tra gli uccelli

Sospese le visite guidate a Kangaroo Island per proteggere i leoni marini. Le autorità rassicurano: rischio basso per la popolazione e nessun impatto sull'industria avicola

L’Australia affronta una nuova fase dell’emergenza legata all’influenza aviaria. Il Ministro dell’Agricoltura, Julie Collins, ha confermato che il ceppo H5 del virus, individuato per la prima volta nel Paese il mese scorso in un uccello migratore, si è ormai diffuso localmente tra gli uccelli selvatici. Secondo quanto riferito dal Ministro, la trasmissione è stata accertata tra diverse sterne crestate residenti nell’Australia Meridionale. Collins ha tuttavia precisato che, allo stato attuale, non vi sono evidenze di episodi di mortalità di massa e che il rischio per la salute umana rimane basso. Anche il comparto avicolo australiano, ha sottolineato, non risulta al momento compromesso.

L’attenzione delle autorità si concentra ora su Kangaroo Island, nota meta turistica nel Sud del Paese e habitat di una delle più grandi popolazioni di leoni marini australiani, specie considerata a rischio di estinzione. Proprio sull’isola sono stati segnalati 4 casi sospetti di influenza aviaria. Per tutelare questi mammiferi marini particolarmente vulnerabili, il Ministro per il Settore primario dell’Australia Meridionale, Clare Scriven, ha annunciato la sospensione delle visite guidate sulle spiagge dell’isola. La misura rientra nelle azioni di prevenzione adottate per limitare il rischio di diffusione del virus in un ecosistema già fragile.

Nell’intera regione sono inoltre in fase di accertamento altri 11 casi sospetti tra gli uccelli. “È estremamente probabile che si sia verificata una diffusione localizzata tra questi uccelli“, ha dichiarato Scriven. Finora in Australia sono stati confermati 27 casi di infezione da H5. Sebbene i casi nell’uomo restino rari, la comunità scientifica continua a monitorare con attenzione l’evoluzione del virus. Gli esperti temono infatti che un’intensa circolazione dell’influenza aviaria possa favorire mutazioni in grado di consentire il passaggio del virus da persona a persona, aumentando il rischio sanitario. Oltre alle possibili implicazioni per la salute pubblica, la diffusione del ceppo H5 rappresenta una minaccia per la biodiversità australiana. Il virus potrebbe infatti aggravare il rischio di estinzione di numerose specie selvatiche, molte delle quali sono endemiche e costituiscono un patrimonio naturale unico al mondo.