L’interscambio commerciale tra Italia e Paesi dei Balcani accelera nel primo trimestre del 2026, raggiungendo un valore di 2,9 miliardi di euro, in crescita dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il risultato conferma la crescente rilevanza della regione per il sistema economico e produttivo italiano, dopo un 2025 chiuso con scambi complessivi pari a 10,9 miliardi di euro, in aumento del 4,5% sul 2024. All’espansione dei rapporti commerciali si affianca una presenza imprenditoriale italiana ormai consolidata, con 779 imprese a partecipazione italiana attive nei sei Paesi dei Balcani occidentali. Energia, infrastrutture, logistica, automotive, telecomunicazioni e manifattura rappresentano i principali ambiti di cooperazione, sostenuti anche dagli strumenti finanziari destinati all’internazionalizzazione.
Export italiano nei Balcani occidentali: 6,6 miliardi di euro nel 2025
Nel 2025 il valore dell’export italiano verso i Balcani occidentali è stato pari a 6,6 miliardi di euro, con un incremento dell’1,7% rispetto al 2024. Nel primo trimestre del 2026 le esportazioni italiane nell’area hanno raggiunto 1,6 miliardi di euro, registrando una crescita dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il principale mercato di destinazione delle esportazioni italiane nella regione resta la Serbia, che nel 2025 ha assorbito il 41,5% del totale. Al secondo posto si colloca l’Albania, con una quota del 27,4%, seguita dalla Bosnia-Erzegovina, che rappresenta il 15,5% delle esportazioni italiane nei Balcani occidentali. I dati evidenziano una forte concentrazione dei flussi commerciali nei tre mercati principali, ma anche il progressivo consolidamento dei rapporti economici con Montenegro, Macedonia del Nord e Kosovo.
Sono 779 le imprese a partecipazione italiana presenti nella regione
La presenza produttiva dell’Italia nei Balcani occidentali comprende complessivamente 779 imprese a partecipazione italiana. La maggiore concentrazione si registra in Serbia, dove operano 322 imprese, e in Albania, con 306 aziende. Seguono la Bosnia-Erzegovina, con 73 imprese, la Macedonia del Nord, con 34, il Montenegro, con 28, e il Kosovo, dove sono presenti 16 imprese a partecipazione italiana. Questa distribuzione conferma il ruolo centrale di Serbia e Albania come principali piattaforme economiche per gli investimenti italiani nell’area, senza escludere una crescente attenzione verso gli altri mercati regionali, soprattutto nei settori collegati alla transizione energetica, alle infrastrutture e alla modernizzazione industriale.
Energia e rinnovabili al centro della cooperazione tra Italia e Balcani
Il settore energetico rappresenta uno degli ambiti strategici della presenza italiana nei Balcani occidentali. Le imprese italiane partecipano a progetti finalizzati alla diversificazione delle fonti, allo sviluppo delle energie rinnovabili e all’integrazione dei mercati elettrici regionali. Un ruolo di primo piano è ricoperto da aziende come Terna, Enel, Eni, Fintel Energia e Gruppo SOL, coinvolte in iniziative destinate a rafforzare la sicurezza energetica e a sostenere la transizione verso sistemi produttivi più sostenibili. Tra i progetti di maggiore rilievo figurano l’interconnessione elettrica tra Italia e Montenegro, lo sviluppo delle rinnovabili in Albania e Serbia e le iniziative di transizione energetica in Bosnia-Erzegovina, Kosovo e Macedonia del Nord. Particolare importanza assume anche il progetto per il raddoppio dell’interconnessione elettrica in Montenegro, inserito nel quadro delle iniziative strategiche che coinvolgono imprese e istituzioni italiane nella regione.
Infrastrutture e logistica, imprese italiane coinvolte nei grandi corridoi europei
La presenza italiana è significativa anche nei comparti infrastrutturale e logistico, considerati decisivi per la crescita economica dei Balcani occidentali e per una maggiore integrazione della regione con i mercati dell’Unione europea e del Mediterraneo. Imprese come Webuild, Ferrovie dello Stato, FS Engineering, Generali Costruzioni Ferroviarie e IRD Engineering sono coinvolte nello sviluppo e nell’ammodernamento delle reti stradali e ferroviarie, dei corridoi paneuropei VIII, Vc e X e dei collegamenti regionali strategici. Gli interventi si inseriscono nella prospettiva di una maggiore integrazione con le direttrici euro-mediterranee e con l’iniziativa IMEC, il corridoio economico pensato per rafforzare i collegamenti tra India, Medio Oriente ed Europa. Aziende italiane sono inoltre già impegnate nei grandi progetti infrastrutturali che interessano l’area, tra cui il Corridoio VII, il progetto GreenMed, il raddoppio dell’interconnessione elettrica in Montenegro e l’accordo tripartito Italia-Emirati Arabi Uniti-Albania.
GreenMed rafforza la connettività digitale nel Mediterraneo
Nel settore della connettività digitale, Sparkle contribuisce allo sviluppo di infrastrutture avanzate destinate a migliorare i collegamenti tra l’Italia, i Balcani e il Mediterraneo. Tra le iniziative più rilevanti figura GreenMed, progetto volto a rafforzare i collegamenti digitali nel Mediterraneo attraverso una rete infrastrutturale in grado di sostenere l’aumento del traffico dati, la trasformazione digitale delle economie regionali e l’integrazione dei mercati. Il progetto assume una rilevanza strategica anche alla luce della posizione geografica dei Balcani occidentali, punto di collegamento tra l’Europa centrale, il Mediterraneo orientale e le principali direttrici commerciali internazionali.
Automotive e manifattura avanzata trainano le filiere industriali
I Balcani occidentali costituiscono un importante bacino per le filiere industriali italiane, con una presenza consolidata nei comparti automotive, metallurgico, tessile, agroalimentare, della componentistica e della manifattura avanzata. La Serbia rappresenta una piattaforma produttiva particolarmente rilevante per l’industria automobilistica italiana ed europea, grazie alla presenza di Stellantis e di una rete di fornitori collegati alla filiera. La disponibilità di una base industriale articolata, la vicinanza geografica ai mercati dell’Unione europea e il progressivo miglioramento delle infrastrutture regionali contribuiscono a rafforzare il ruolo dei Balcani come area di produzione, trasformazione e approvvigionamento per le imprese italiane.
Fondo 394/81, deliberati 154 finanziamenti per 56,1 milioni di euro
Sul fronte del sostegno finanziario all’internazionalizzazione, dal 2023 a maggio 2026 sono stati deliberati 154 finanziamenti agevolati a valere sulle risorse del Fondo 394/81, destinati a progetti di internazionalizzazione di aziende italiane. L’importo complessivo dei finanziamenti deliberati è pari a 56,1 milioni di euro. Le risorse hanno sostenuto programmi di espansione commerciale, investimenti produttivi e iniziative finalizzate a rafforzare la presenza delle imprese italiane nei mercati dei Balcani occidentali. Il Fondo 394/81 rappresenta uno dei principali strumenti a disposizione delle aziende italiane impegnate nei processi di crescita internazionale, soprattutto in aree considerate strategiche per le filiere produttive nazionali.
Misura Balcani SIMEST, utilizzati 343 milioni di euro per 678 operazioni
La Misura Balcani di SIMEST, approvata nel 2023 con una riserva iniziale di 200 milioni di euro e rinnovata nel 2024 con ulteriori 200 milioni, è stata istituita con l’obiettivo di favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Serbia, Kosovo, Bosnia-Erzegovina, Albania, Montenegro e Macedonia del Nord-Fyrom. Al 15 giugno 2026, le risorse destinate alla Misura Balcani risultano utilizzate per circa 343 milioni di euro, corrispondenti a 678 operazioni. A queste si aggiungono operazioni ancora in istruttoria per un valore complessivo di circa 46 milioni di euro. L’elevato livello di utilizzo delle risorse conferma l’interesse delle imprese italiane verso una regione considerata strategica per l’espansione internazionale, la diversificazione delle catene di fornitura e lo sviluppo di nuovi investimenti produttivi.
Nuovi 50 milioni in vista di Expo Belgrado 2027
Tenuto conto della strategicità dell’area per il sistema produttivo italiano e in vista di Expo Belgrado 2027, è stato approvato il rinnovo della Misura Balcani per ulteriori 50 milioni di euro. Il rifinanziamento punta a garantire continuità agli interventi destinati alle imprese italiane che intendono investire nei Balcani occidentali, rafforzando la propria presenza commerciale o produttiva e partecipando ai grandi progetti energetici, infrastrutturali e industriali previsti nella regione. Expo Belgrado 2027 rappresenta un ulteriore fattore di accelerazione per gli investimenti e per le opportunità di collaborazione, in particolare nei settori delle infrastrutture, dei trasporti, dell’energia, della tecnologia, dei servizi e della rigenerazione urbana. La crescita dell’interscambio tra Italia e Balcani, l’aumento delle operazioni sostenute da SIMEST e la presenza di centinaia di imprese italiane delineano un rapporto economico sempre più strutturato. Una collaborazione che si estende dal commercio agli investimenti produttivi, fino ai grandi progetti destinati a trasformare la connettività energetica, digitale e infrastrutturale dell’intera regione.


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