L’8 luglio 2015 il Tornado di Dolo: 11 anni fa il “mostro” F4 devastava il Veneto

Sono trascorsi 11 anni esatti da quel tragico 8 luglio 2015, quando la furia devastante della natura spazzò via case e storia nella Riviera del Brenta con venti fino a 300 km/h

Undici anni fa, l’8 luglio 2015, il cielo sopra la Riviera del Brenta si oscurò all’improvviso, dando vita a un vortice che avrebbe cambiato per sempre il volto di numerose località venete. Una supercella innescata dallo scontro tra aria fresca e correnti roventi in risalita da Sud/Est generò un tornado F4. Il mostro d’aria e detriti percorse 11 km tra i Comuni di Pianiga, Dolo e Mira, sprigionando una potenza inaudita. Questa catastrofe ha impresso una profonda ferita nel territorio, lasciando dietro di sé una scia di distruzione che i residenti non potranno mai dimenticare.

La furia del vortice e i danni sul territorio

La violenza del fenomeno fu impressionante. I venti, stimati attorno ai 300 km/h, rasero al suolo abitazioni, abbatterono tralicci e sradicarono oltre 2mila alberi in pochissimo tempo. Il bilancio finale fu drammatico: 1 morto, 72 feriti e danni materiali per quasi 100 milioni di euro. Nel territorio di Mira, la forza del vortice annientò completamente la storica Villa Fini, sbriciolandone le pareti fino alle fondamenta in pochissimi secondi e cancellando un pezzo inestimabile di architettura locale. Il percorso del sistema temporalesco ebbe una larghezza media di 700 metri, toccando punte massime di 1 km lungo la sua traiettoria distruttiva.

Il contesto meteorologico e l’eredità di quel giorno

Le condizioni atmosferiche di quel pomeriggio di mezza estate erano particolarmente esplosive, con temperature al suolo vicine ai +33°C sotto un Sole cocente prima dell’arrivo della tempesta. Una massa di aria calda proveniente dal mare Adriatico aveva caricato l’atmosfera di incredibile energia potenziale, mentre in quota premeva aria più instabile proveniente da Nord/Ovest. Questo mix termico innescò possenti correnti ascensionali che iniziarono a ruotare a grandissima velocità fino a toccare terra.