Un enorme e devastante ciclone si è abbattuto sui territori statunitensi nel Pacifico occidentale, portando con sé una scia di distruzione e terrore che ha paralizzato intere comunità. Il super tifone Bavi ha colpito duramente le Isole Marianne Settentrionali e l’isola di Guam nelle scorse ore, scatenando la furia di venti catastrofici che hanno spinto il National Weather Service a diramare un allarme per un pericolo di vita imminente per tutti i residenti. L’occhio del ciclone è passato esattamente sopra la piccola isola di Rota durante le prime ore del mattino locale, sfogando tutta la sua potenza prima di proseguire la sua lenta marcia a una velocità di 14 km/h verso Ovest, in direzione delle Filippine. Le condizioni di tempesta tropicale estrema, caratterizzate da precipitazioni torrenziali e raffiche spaventose, continueranno a flagellare inesorabilmente l’intera regione almeno fino alle ore notturne, costringendo la popolazione a rimanere rigorosamente barricata all’interno dei rifugi. Questo nuovo e terribile incubo meteorologico si abbatte su una zona ancora in ginocchio, materializzandosi a pochi mesi di distanza da un altro gigantesco super tifone che aveva già devastato e distrutto questi stessi territori nel mese di aprile.
La furia di un mostro di 5ª categoria
La violenza di Bavi si è manifestata con numeri impressionanti, confermando la sua classificazione come super tifone di 5ª categoria, il livello massimo di allerta. I dati diffusi dal meteorologo Edwin Montvila indicano che i venti sostenuti hanno raggiunto i 290 km/h, con raffiche improvvise e letali capaci di toccare il picco impressionante di 346 km/h. Sull’isola di Rota i venti hanno superato i 241 km/h, mentre sull’isola di Saipan l’aeroporto internazionale ha registrato oltre 161 km/h. Oltre all’allarme tifone, sono in vigore allerte per alluvioni lampo e tempeste tropicali su svariate isole dell’arcipelago. Gli esperti prevedono che la perturbazione riverserà al suolo almeno 51 cm di pioggia prima di allontanarsi definitivamente dalla regione. Uscire all’aperto in queste condizioni significa andare incontro alla morte a causa dei detriti scagliati in aria ad altissima velocità, con un grave pericolo che viene ulteriormente aggravato dal crollo inevitabile di pali della luce e di intere linee elettriche.
Un territorio ancora segnato dai disastri precedenti
Le conseguenze del passaggio di Bavi si sommano drammaticamente a una situazione infrastrutturale già ampiamente compromessa in tutta l’area del Pacifico. La regione stava faticosamente cercando di riprendersi dai danni causati dal super tifone Sinlaku in aprile, e molti residenti tra Saipan e Tinian si trovavano senza energia elettrica già da prima del nuovo e violentissimo impatto. Il governatore di Guam, Lou Leon Guerrero, ha diffuso un video sui social media per esortare tutti i cittadini a restare nelle proprie case o nei rifugi sicuri, ricordando l’importanza della preparazione di fronte a questi eventi meteorologici estremi e l’impegno costante nella protezione civile. La popolazione locale è tristemente abituata ad affrontare la forza devastante della natura e sa perfettamente come prepararsi, eppure la violenza di questa specifica tempesta richiederà tempo e un lento miglioramento delle condizioni atmosferiche prima di poter uscire e avviare la conta definitiva dei danni.


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