Il presidente Donald Trump ha dato ufficialmente il via alle imponenti celebrazioni per lo storico traguardo degli Stati Uniti d’America, firmando un proclama in virtù dell’autorità conferitagli da Costituzione e leggi, che istituisce formalmente “il 4 luglio 2026 quale 250° anniversario dell’adozione della Dichiarazione d’Indipendenza“. L’evento commemorativo ha raggiunto il suo apice in South Dakota, dove l’Air Force One presidenziale ha solcato i cieli regalando alla folla immagini spettacolari. Un account su X riconducibile alla Casa Bianca, noto come Rapid Response 47, ha diffuso una clip video del volo accompagnata dal messaggio: il velivolo “sorvola il Mount Rushmore: si dà il via ai festeggiamenti per il 250° compleanno dell’America!“. In piena notte italiana, sotto l’iconico monumento che ritrae i volti giganti di 4 leggendari presidenti, Trump ha esortato l’intera nazione “a celebrare con orgoglio questa giornata, con tutte le cerimonie del caso, per onorare la gloriosa eredità, la storia e i risultati della nostra amata Repubblica“.
Il destino della nazione e il trionfo della libertà
Prima della partenza, il tycoon ha ricordato le radici del Paese, sottolineando come “250 anni fa, i Padri Fondatori della nostra grande Repubblica si riunirono a Philadelphia per compiere un destino voluto da Dio: la libertà e l’Indipendenza degli Stati Uniti d’America. 56 uomini – in rappresentanza di schiere di patrioti amanti della libertà sparsi tra le 13 Colonie – impegnarono la propria vita, i propri beni e il proprio sacro onore per firmare un leggendario documento di libertà e proclamare la promessa dell’America: che tutti gli uomini sono creati uguali e possiedono il diritto sovrano alla Vita, alla Libertà e al perseguimento della Felicità“. La Dichiarazione d’Indipendenza, ha proseguito il leader, include “una serie di verità sacre che trascendono il tempo e lo spazio, creando la più grande forza di virtù, pace, prosperità e grandezza sulla faccia della Terra“.
I sacrifici per preservare la repubblica americana
Il presidente ha poi ripercorso i momenti più bui affrontati dal popolo americano. Per 8 lunghi e sanguinosi anni, i patrioti guidati dal generale George Washington imbracciarono le armi “per difendere questo credo, affrontando sofferenze brutali e sacrifici immensi affinché la fiamma della libertà potesse continuare ad ardere“. È grazie a quella fondamentale vittoria che nacque “la Repubblica più forte e ricca della storia umana“. Nemmeno le tensioni interne hanno fermato la crescita del Paese: quando la guerra civile minacciò la Nazione, “gli americani combatterono e versarono il proprio sangue per preservare l’Unione, spezzando le catene della schiavitù per milioni di persone, ricongiungendo il Paese“. All’indomani di quella terribile lotta, si legge nel proclama, “i nostri antenati forgiarono un nuovo Paese nel fuoco dell’industria“. Anche nel secolo scorso, gli Stati Uniti d’America sono riusciti “a uscire vittoriosi da 2 guerre mondiali, sconfiggendo le forze del male in ogni occasione e liberando milioni di persone in tutto il mondo dalle tirannie più crudeli che l’umanità abbia mai dovuto affrontare“.
L’omaggio ai presidenti scolpiti nella roccia
Raggiunto il South Dakota per i festeggiamenti, Donald Trump ha aperto il suo discorso esaltando l’identità nazionale: “Abbiamo la Costituzione più giusta e duratura della terra. Siamo il Paese più forte e potente della terra e, per grazia di Dio, gli Stati Uniti sono la nazione di maggior successo, dai risultati più straordinari e più apprezzati che siano mai esistiti nella storia dell’umanità. Ed è un onore essere vostro presidente“. Ha inoltre affermato che “le parole della nostra Dichiarazione hanno scatenato un terremoto: hanno avviato una rivoluzione che non si è mai conclusa e che continua ancora oggi“.
Davanti allo scenario suggestivo del monumento, il presidente ha espresso la sua profonda emozione: “Ci troviamo su questa splendida montagna, ed è meraviglioso esprimere la nostra gratitudine a coloro che l’hanno resa possibile, a cominciare dai 4 uomini che più di ogni altro hanno contribuito al raggiungimento di questo traguardo“. Ha infine elencato i nomi scolpiti sul Mount Rushmore: “Rendiamo omaggio al padre della patria, George Washington, all’autore della Dichiarazione d’Indipendenza, Thomas Jefferson, al grande emancipatore e salvatore della nostra Unione, Abraham Lincoln, e all’uomo che ha trasformato l’America in una superpotenza mondiale, Theodore Roosevelt. Questi sono gli uomini che hanno proclamato la libertà, conquistato la nostra libertà, salvato la nostra libertà e garantito la nostra libertà. Erano uomini d’azione, uomini ambiziosi, uomini audaci, uomini del destino e uomini di grande intelligenza“. La cerimonia si è infine conclusa con uno spettacolo pirotecnico.


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