Preparatevi a vivere la giornata più rapida di quest’anno, anche se difficilmente riuscirete ad accorgervene senza avere un precisissimo orologio atomico a portata di mano. Domani, domenica 26 luglio, la Terra registrerà il suo giorno più corto del 2026, completando la sua rotazione quotidiana in un tempo inferiore rispetto alle canoniche 24 ore. Tuttavia, i nuovi dati forniti dall’International Earth Rotation and Reference Systems Service indicano una tendenza ben chiara e suggeriscono che il periodo di rotazione insolitamente veloce del nostro pianeta ha ormai raggiunto il suo picco massimo. Dopo svariati anni caratterizzati da giornate da record in termini di brevità, la velocità terrestre sta nuovamente diminuendo in modo inesorabile. Questa impercettibile variazione cronometrica rappresenta un segnale fondamentale per gli scienziati che monitorano costantemente le complesse dinamiche del nostro mondo all’interno dello Spazio.
I record di rotazione della Terra
Negli ultimi anni gli scienziati sono stati colti di sorpresa da un’accelerazione inaspettata. Il trend è diventato evidente nel 2020, quando sono stati registrati i 28 giorni più corti dell’era degli orologi atomici. Altri record impressionanti sono seguiti nel 2022 e successivamente nel 2025. Il primato assoluto spetta al 10 luglio 2025, con un tempo di rotazione di 1,37 millisecondi inferiore rispetto ai classici 86.400 secondi necessari per completare un intero giro. Per domani, le previsioni suggeriscono una giornata più corta di circa 0.65 millisecondi rispetto allo standard. Leonid Zotov, specialista presso la Moscow State University, ha confermato a TimeAndDate.com che il minimo più profondo del decennio è ormai stato ampiamente superato. Il pianeta ha oltrepassato la sua velocità massima e ha iniziato la sua fase di decelerazione.
Il ruolo della Luna e del clima
Il movimento terrestre subisce costantemente micro variazioni per diverse ragioni fisiche e astronomiche. La gravità esercitata dalla Luna influisce in modo diretto su questo affascinante fenomeno. Il pianeta gira più lentamente quando il nostro satellite si trova posizionato in modo perpendicolare sopra l’equatore, mentre subisce una decisa accelerazione quando quest’ultimo si sposta a Nord o a Sud rispetto alla linea equatoriale. A queste dinamiche si aggiungono le forze di marea, che frenano la rotazione nel corso dei secoli, e i movimenti ancora difficilmente prevedibili del nucleo liquido, degli oceani e dell’atmosfera. Recenti studi accademici hanno inoltre evidenziato come anche il cambiamento climatico stia giocando un ruolo: lo scioglimento accelerato dei ghiacciai polari sta ridistribuendo enormi masse d’acqua in tutto il globo, alterando l’equilibrio e allungando in modo sottile ma costante le nostre giornate.


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