Il pomeriggio di oggi sarà ricordato a lungo dai residenti del Teramano. Una cellula temporalesca di eccezionale potenza ha attraversato il territorio, concentrando la sua furia tra Roseto degli Abruzzi e Bellante. I fenomeni sono stati improvvisi e devastanti: una violenta grandinata si è abbattuta con una forza inaudita. Le segnalazioni arrivate fin dai primi minuti sono state impressionanti, confermate successivamente da drammatiche testimonianze visive. Alcuni residenti hanno raccolto e fotografato chicchi di grandine con un diametro compreso tra i 12 e i 15cm. Queste misure, confermate da svariate immagini circolate sul web e pubblicate dai cittadini relative a Roseto degli Abruzzi, descrivono proiettili di ghiaccio dalle dimensioni simili a grossi frutti, capaci di causare danni catastrofici. Anche a Bellante la situazione è stata analoga a causa del passaggio di una poderosa supercella, con la caduta di grandine di grosse dimensioni. L’evento ha generato il panico tra la popolazione, che si è trovata improvvisamente sotto un bombardamento di ghiaccio.
Devastazione e danni ingenti tra veicoli, infrastrutture e tetti in Abruzzo
Le conseguenze della tempesta di grandine sono state immediate e pesanti. Come documentato dalle immagini a corredo dell’articolo, l’impatto di questi giganteschi chicchi è stato distruttivo. Le immagini mostrano parabrezza di auto completamente frantumati, sfondati e resi inservibili, oltre a cofani e carrozzerie profondamente ammaccati. La zona più colpita per quanto riguarda i danni ai mezzi di trasporto sembra essere quella compresa tra Bellante e San Nicolò, dove si contano decine di automobili colpite. Oltre ai danni ai veicoli, l’allarme riguarda anche le abitazioni e le strutture civili. Sono pervenute numerose segnalazioni di tetti danneggiati o sfondati, infissi distrutti e danni a infrastrutture esterne, sia a Roseto degli Abruzzi che a Bellante. La stima dei danni è ancora in corso, ma si preannuncia enorme, con centinaia di segnalazioni alle compagnie assicurative e ai Vigili del Fuoco. La circolazione stradale ha subito forti rallentamenti a causa della visibilità ridotta durante il culmine del temporale e per la necessità dei conducenti di cercare riparo.
Il maltempo sferza le Marche: danni alle casette SAE nel maceratese e litorale flagellato
Non solo l’Abruzzo è stato colpito da questa ondata di maltempo. Anche le Marche sono state pesantemente sferzate da violenti nubifragi, grandine e vento forte. L’ANSA riporta che i Vigili del Fuoco hanno effettuato circa 160 interventi in tutta la regione, principalmente lungo la fascia costiera. Le province più colpite sono state Pesaro Urbino, Ancona e Macerata. In quest’ultima, la situazione è particolarmente delicata. Una violenta grandinata con chicchi “grossi come albicocche” ha colpito Pieve Torina e altre località dell’entroterra maceratese già provate dal sisma, come Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera. Il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, ha descritto la situazione come “mai vista“, segnalando diversi danni alle Soluzioni abitative d’emergenza (Sae). La grandine ha causato tetti sfondati e guarnizioni forate, con la conseguente precipitazione d’acqua all’interno delle abitazioni temporanee. Oltre alle Sae, la grandine ha rovistato auto, vetri, tavolini e falciato rami e foglie, creando pericoli sulle strade. Lungo la costa, ad Ancona e Fano, le forti raffiche di vento (fino a 60 km/h) e la pioggia battente hanno allagato sottopassi, scoperchiato alcuni tetti e causato la caduta di alberi, mettendo a soqquadro anche diversi chalet balneari.
L’Emilia Romagna colpita in modo durissimo: il Ferrarese in ginocchio per grandine e vento, agricoltura devastata
La perturbazione ha flagellato anche l’Emilia-Romagna, colpendo con particolare intensità il Ferrarese. Violenti fenomeni di pioggia, grandine e vento hanno interessato le frazioni e l’area sud della città di Ferrara. Le conseguenze sono state pesanti sia per le infrastrutture che per il settore primario. La grandine, con chicchi fino a tre centimetri di diametro, ha danneggiato finestre, infissi e pannelli solari nella zona di Torre Fossa. Le raffiche di vento hanno abbattuto numerosi alberi, provocando la chiusura di strade e, soprattutto, danneggiando una condotta idrica a San Martino, lasciando la frazione senza acqua, mentre altre zone sono rimaste senza luce. Il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, dopo un sopralluogo, ha sottolineato come i danni siano “ingenti anche per tutto il mondo agricolo“. La Cia Ferrara ha tracciato un bilancio drammatico, definendolo da “film catastrofico”, con frutteti devastati e campi di orticole, soia, sorgo, mais, riso e girasole irrimediabilmente danneggiati. Secondo l’associazione agricola, nessuna area della provincia si è salvata, e il settore è decisamente arrivato al punto di non ritorno. Anche in questa regione era attiva un’allerta arancione emessa dalla Protezione Civile.
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