La goccia fredda che nei due giorni scorsi ha provocato maltempo devastante e distruttivo, danni enormi e fenomeni meteo estremi prima al Nord e poi al Centro Italia, questa mattina è arrivata anche al profondo Sud, in Calabria e Sicilia, puntuale come un orologio svizzero rispetto alle previsioni meteo di MeteoWeb. L’arrivo dell’aria fredda ha innescato violentissimi temporali sulla Sardegna sud/orientale, in Sicilia e in Calabria. I più forti stanno colpendo lo Stretto di Messina, in risalita da sud/ovest verso nord/est, e sono ben visibili dalle immagini del meteo nowcasting di MeteoWeb: i satelliti meteo animati, le fulminazioni in diretta, i radar in tempo reale.
In Sicilia sono già caduti, nel messinese, 41mm a Roccafiorita, 34mm a Pace del Mela, 28mm a Letojanni, 25mm a Leni (Salina, isole Eolie), 24mm a Casalvecchio Siculo e a Forza d’Agrò, ma i dati sono in rapida crescita e molte stazioni meteorologiche sono in blackout perchè è saltata la linea elettrica. A Reggio Calabria sta diluviando con regimi pluviometrici monsonici: oltre 100mm/h. Se continuerà così a lungo sarà un disastro. In città la temperatura è già crollata a +20°C. Il temporale è violentissimo con saette che si abbattono a raffica, in continuazione, sul centro abitato. E dalle immagini satellitari si nota un rarissimo overshooting-top, che testimonia l’eccezionalità dell’evento meteorologico in corso.
Il soffitto di cristallo dell’atmosfera: che cos’è l’overshooting-top
Immagina di trovarti a bordo di un satellite meteorologico in orbita geostazionaria, sospeso a migliaia di chilometri sopra la Terra. Guardando verso il basso in un caldo pomeriggio estivo, la tua attenzione viene catturata da una struttura nuvolosa colossale e maestosa: un cumulonimbus, il re incontrastato dei temporali. Dallo spazio, la maggior parte di questi giganti dell’aria mostra una forma molto regolare, simile a un’enorme tavola bianca o a un’incudine levigata. Questo accade perché il temporale, nella sua crescita verticale, incontra a un certo punto un vero e proprio soffitto invisibile chiamato tropopausa. In questa fascia dell’atmosfera, l’aria smette di raffreddarsi man mano che si sale e la spinta galleggiante della nube si esaurisce. Non potendo più salire, l’aria calda e umida è costretta a espandersi orizzontalmente, creando quella distesa piatta e liscia che i meteorologi chiamano, per l’appunto, incudine temporalesca.
Quando la tempesta rompe il soffitto
A volte, però, la fisica dell’atmosfera decide di mettere in scena uno spettacolo di pura potenza. Se la corrente ascensionale che alimenta il temporale – l’updraft – è eccezionalmente violenta, l’aria non si ferma docilmente contro il soffitto della tropopausa. Al contrario, possiede una quantità di moto e un’energia tali da comportarsi come un proiettile inarrestabile: sfonda la barriera invisibile e penetra direttamente nella stratosfera, lo strato d’aria superiore che di norma è precluso alle nubi. È esattamente in questo istante che prende vita l’overshooting top. Dallo spazio, questo fenomeno si manifesta come una vera e propria cupola o una bolla testurizzata che svetta prepotentemente al di sopra della superficie altrimenti piatta dell’incudine. È il segno tangibile che il temporale ha superato i propri limiti naturali, trasformandosi in una tempesta di eccezionale intensità.
La firma della tempesta vista dal satellite
Per un meteorologo che analizza le immagini dallo spazio, l’overshooting top è una firma tridimensionale affascinante e inquietante. Se si osservano i dati del satellite attraverso il canale visibile, ovvero catturando la luce del sole esattamente come farebbe l’occhio umano, la cupola diventa evidente soprattutto nel tardo pomeriggio. Quando il sole si abbassa verso l’orizzonte, i suoi raggi radenti colpiscono la bolla stratosferica, la quale proietta un’ombra netta e scura sulla distesa liscia dell’incudine retrostante. Questo gioco di luci e ombre rivela istantaneamente la formidabile altezza della struttura.
Se invece si passa agli “occhi” termici del satellite, cioè ai canali infrarossi, l’overshooting top si svela attraverso la temperatura. Poiché quella cupola di ghiaccio è riuscita a spingersi ancora più in alto rispetto al resto della nube, ha raggiunto quote dove l’aria è incredibilmente gelida. Sulle mappe satellitari a colori, questo si traduce in un piccolo nucleo termico estremamente freddo, spesso inferiore ai meno sessanta o settanta gradi Celsius, che spicca come un bottone isolato nel mezzo dell’incudine.
Un campanello d’allarme per chi sta a terra
Individuare e monitorare un overshooting top non è solo un esercizio di osservazione scientifica, ma uno strumento fondamentale per la salvaguardia delle vite umane. Quella cupola che pulsa e resiste nel tempo è un chiaro segnale d’allarme. Racconta a chi la guarda dall’alto che la colonna d’aria all’interno del temporale sta viaggiando a velocità vertiginose, e che il sistema è alimentato da un’energia immensa. Un temporale capace di generare e mantenere un overshooting top non porterà quasi mai una pioggia benefica o passeggera. È il sintomo tipico delle supercelle o dei sistemi temporaleschi severi, capaci di scaricare al suolo grandine di grosse dimensioni, fulminazioni incessanti, violentissime raffiche di vento lineare o, nelle condizioni più estreme, di dare origine a devastanti tornado. Per questo motivo, i meteorologi non staccano mai gli occhi da quelle piccole bolle bianche visibili dal satellite: sono le spie luminose della furia della natura.
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