L’imponente struttura di alta pressione di matrice subtropicale, che per giorni ha tenuto in ostaggio gran parte dell’Italia centro-meridionale sotto una cupola di calore opprimente, sta finalmente cedendo il passo. L’irruzione di un fronte freddo scandinavo, il cui arrivo era stato ampiamente preannunciato nei precedenti bollettini meteo, sta determinando un profondo e repentino mutamento della circolazione atmosferica. Questo cambiamento, atteso come una liberazione da molti, si sta manifestando in queste ore serali con particolare evidenza proprio sulla Puglia, regione che si trova attualmente a cavallo tra due masse d’aria dalle caratteristiche diametralmente opposte, diventando teatro di un marcato divario termico e di fenomeni visivi di straordinaria suggestione.
Il crollo termico: l’aria fredda conquista il nord della Puglia
Come previsto con estrema precisione dalle analisi modellistiche, l’aria fresca di origine nord-europea ha fatto il suo ingresso nel bacino del Mediterraneo, scivolando lungo il versante adriatico e iniziando a far sentire i suoi effetti rinfrescanti sul settore centro-settentrionale della Puglia. Il calo termico è drastico e quantificabile in circa dieci gradi rispetto alla serata precedente. Alle ore 21:00, le stazioni meteorologiche registrano valori decisamente più gradevoli, tipici di una fresca serata di fine estate o inizio autunno, piuttosto che dell’apice della canicola. Ad Altamura la colonnina di mercurio si è assestata sui +23°C, mentre a Barletta, Terlizzi e Bitonto si registrano +24°C. Leggermente più alti, ma comunque espressione di un evidente refrigerio, i valori di +25°C rilevati a Bari, Bisceglie, Molfetta, Conversano, Putignano e Alberobello. Questa diminuzione sensibile delle temperature, pur non essendo accompagnata da precipitazioni degne di nota in queste specifiche aree, segna inequivocabilmente l’arrivo della massa d’aria più fresca e instabile che scalzerà gradualmente l’afa stagnante.
Il contatto tra due mondi: il Sud e il Salento ancora nella morsa del caldo
Tuttavia, la transizione non è ancora completa. Mentre le province settentrionali e centrali della regione godono del benefico calo termico, il fronte freddo non è ancora riuscito a sfondare nei settori più meridionali. Il Sud della Puglia, e in particolar modo la penisola salentina, si trovano ancora temporaneamente intrappolati in quella che potremmo definire l’ultima sacca di resistenza dell’ondata di calore. L’aria rovente preesistente fatica ad essere scalzata immediatamente, dando vita a un notevole gradiente termico latitudinale all’interno della stessa regione. Le rilevazioni delle ore 21:00 testimoniano un clima ancora nettamente estivo e afoso in queste zone: Brindisi e Taranto registrano ben +31°C, mentre Lecce si distingue con un ancora più opprimente valore di +33°C. Si tratta di una situazione temporanea, destinata a risolversi nelle prossime ore, man mano che il fronte freddo proseguirà la sua rapida e inesorabile marcia verso Sud, portando infine sollievo anche su questi territori e sancendo la definitiva fine della fase acuta dell’ondata di caldo che ha interessato tutto il Meridione italiano.
La dinamica atmosferica: scontro tra masse d’aria e formazione di celle temporalesche
La netta linea di demarcazione tra l’aria calda e umida preesistente, stazionante nei bassi strati atmosferici, e l’aria più fredda e secca in scorrimento in quota in seno al fronte scandinavo, costituisce il motore perfetto per l’innesco di vigorosi moti convettivi. L’aria calda, più leggera, viene forzata a sollevarsi rapidamente e violentemente al di sopra del cuneo di aria fredda avanzante. Questo rapido sollevamento, unito all’elevato quantitativo di vapore acqueo disponibile fornito dalle calde acque dell’Adriatico, innesca intensi processi di condensazione, dando vita a nubi a sviluppo verticale di imponenti dimensioni. È proprio questo l’ambiente termodinamico ideale per lo sviluppo di sistemi temporaleschi organizzati e severi. Sebbene al momento la terraferma pugliese sia stata in gran parte risparmiata dai fenomeni più intensi, il mare aperto è diventato il palcoscenico di un evento meteorologico di grande fascino e potenza, visibile a decine di chilometri di distanza.
Lo spettacolo in Adriatico: l’anatomia di una Supercella
A testimonianza della violenza dei contrasti termici in gioco, al largo delle coste abruzzesi, molisane e del Gargano, si è generata un’imponente supercella temporalesca. Questa complessa struttura nuvolosa, visibile anche dalle spiagge pugliesi, lambisce la regione regalando uno spettacolo visivo straordinario, enfatizzato dalla particolare illuminazione offerta dal crepuscolo.
L’osservazione del sistema rivela un’estesa incudine (l’incus del cumulonembo) che si espande orizzontalmente ad altissima quota, formata dai cristalli di ghiaccio che vengono spinti ai limiti della troposfera dalle violente correnti ascensionali. L’incudine, dai contorni sfilacciati e fibrosi, sovrasta un’ampia porzione di cielo, creando un suggestivo contrasto cromatico con le luci calde del tramonto. Più in basso, si intravedono le porzioni più turbolente del sistema, dove si originano i probabili rovesci di pioggia o grandine, nascosti dalla caligine o dalla pioggia stessa, creando una zona d’ombra densa e compatta a contatto con l’orizzonte marino.
In un’altra fase dell’evoluzione del sistema temporalesco, emerge con prepotenza la componente più attiva e spettacolare della cella: l’updraft, ovvero l’intensa colonna d’aria ascendente che alimenta il temporale. L’imponente torre cumuliforme (il cumulonimbus calvus o capillatus, a seconda della fase di sviluppo) si erge maestosa contro il cielo più scuro, assumendo connotati quasi solidi. Le luci rosate del crepuscolo o del sole basso sull’orizzonte colpiscono la sommità della nube, esaltando la struttura “a cavolfiore” tipica delle forti correnti convettive e creando un gioco di luci e ombre che conferisce tridimensionalità e drammaticità all’intera formazione. La compattezza di questa struttura nuvolosa testimonia l’intensità delle correnti ascensionali al suo interno, capaci di sostenere ingenti quantità di acqua liquida e ghiaccio, tipiche dei sistemi temporaleschi più violenti e organizzati, quali appunto le supercelle, che spesso sono portatrici di fenomeni meteorologici estremi come grandinate di grosse dimensioni e, in casi specifici, trombe marine.
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