Marte, nuova scoperta per Curiosity: trovato un immenso “mare” di fratture poligonali nella Valle Grande

Lo spettacolo del "mare di poligoni": il rover Curiosity della NASA svela un panorama mozzafiato su Marte

Mentre il rover Curiosity della NASA iniziava a scalare una valle marziana soprannominata “Valle Grande” su Marte, ha inviato immagini di uno spettacolo familiare agli scienziati della missione: strutture simili a un nido d’ape, chiamate fratture poligonali, ciascuna di circa 4-8 centimetri di diametro. La missione aveva già individuato piccole aree di queste forme geometriche diverse volte, ma nulla di queste dimensioni scoperto nella Valle Grande. In un panorama a 360 gradi catturato dal rover il 19 e 20 giugno, rispettivamente il 4930° e il 4931° giorno marziano (sol) della missione, le forme poligonali si estendono in tutte le direzioni a perdita d’occhio. Avvolgono persino i fianchi di una vicina collina soprannominata “Miraflores“, alta 6 metri e sormontata da uno spesso strato di sabbia.

Abbiamo visto molti paesaggi affascinanti attraverso gli occhi di Curiosity, ma questo mare di poligoni ci ha lasciato senza fiato”, ha affermato Ashwin Vasavada, scienziato responsabile del progetto della missione presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA in California meridionale. “Abbiamo misurato attentamente la loro forma e composizione chimica e speriamo che i dati contengano indizi su come si siano formate queste formazioni”.

Alcuni dei poligoni individuati in passato dalla missione si sono chiaramente formati come crepe nel fango, sebbene diversi processi possano contribuire alla loro struttura a nido d’ape, tra cui cicli di temperature calde e fredde o la compressione che ha espulso l’acqua dal sedimento quando la superficie è stata sepolta.

fratture poligonali marte
Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS
Miraflores marte
Il rover Curiosity della NASA ha immortalato questa collina ricoperta di sabbia, soprannominata “Miraflores”, alta circa 6 metri, l’11 giugno 2026. L’area circostante comprende una vasta distesa di terreno ricoperta da formazioni superficiali chiamate poligoni. Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Le scoperte di Curiosity su Marte

Questi poligoni appena scoperti sono tra le tante sorprese che Curiosity ha incontrato da quando è atterrato su Marte 14 anni fa, il 5 agosto 2012. Oltre a cristalli di zolfo, meteoriti lucenti e altre interessanti formazioni geologiche, il rover ha fatto importanti scoperte sull’antico ambiente marziano, la più importante delle quali è la presenza di acqua, sostanze chimiche e nutrienti sufficienti a sostenere la vita microbica.

Miliardi di anni fa, laghi e corsi d’acqua punteggiavano le pendici inferiori del Monte Sharp, una montagna alta 5 chilometri che Curiosity sta scalando dal 2014. Il rover ha già scoperto tracce chimiche risalenti all’antica presenza di acqua su Marte, tra cui molecole a base di carbonio che si ritiene siano i precursori dell’RNA e del DNA, due acidi nucleici che trasportano le informazioni genetiche. Gli scienziati non hanno modo di sapere se queste molecole organiche siano state create da processi biologici o geologici – entrambe le ipotesi sono possibili – ma la loro scoperta ha riconfermato che l’antico Marte possedeva la chimica adatta a sostenere la vita.