È stata presentata ufficialmente Microwave Innovation for Resource Activation – M.I.R.A. s.r.l., il nuovo spin-off dell’Università degli Studi di Brescia nato per sviluppare tecnologie innovative dedicate al recupero delle materie prime critiche – tra cui litio, nichel e cobalto – e alla valorizzazione dei materiali provenienti dai processi di economia circolare, con particolare attenzione alle batterie esauste. L’annuncio è arrivato in occasione del convegno “Batterie e Materie Prime Critiche – Sfide e opportunità dell’economia circolare“, evento conclusivo del progetto Tech4Lib, coordinato dall’Università degli Studi di Brescia e finanziato da Fondazione Cariplo. All’iniziativa hanno preso parte anche il Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM) e la Scuola Superiore Sant’Anna.
L’incontro ha riunito ricercatori, imprese e rappresentanti delle istituzioni per fare il punto sui più recenti risultati della ricerca nel recupero sostenibile di litio, nichel, cobalto e manganese dalle batterie a fine vita e per confrontarsi sulle prospettive di una filiera europea sempre più circolare, resiliente e competitiva. A coordinare gli interventi è stato Daniele Invernizzi, presidente di eV-Now e vicepresidente e fondatore di Tesla Owners Italia.
La nascita di M.I.R.A. rappresenta un passo concreto nel percorso di trasferimento tecnologico delle innovazioni sviluppate nei laboratori universitari verso il sistema produttivo. La società si propone infatti di trasformare i risultati della ricerca in soluzioni industriali, contribuendo allo sviluppo di una filiera nazionale ed europea per il recupero delle materie prime critiche, risorse strategiche per sostenere la transizione energetica e digitale.
Tra i soci fondatori figurano le docenti dell’Università degli Studi di Brescia Elza Bontempi, Laura E. Depero, Maria Antonietta Vincenti e Alberto Mannu, insieme all’imprenditore Cristian Fracassi, da anni impegnato nello sviluppo di tecnologie innovative, che ricoprirà il ruolo di Chief Executive Officer della nuova società.
“La nascita di M.I.R.A. rappresenta un passaggio fondamentale del percorso di ricerca sviluppato negli ultimi anni”, spiegano i soci dello spin-off. “L’obiettivo è trasformare la ricerca in soluzioni concrete, capaci di rispondere alle sfide della sostenibilità, della sicurezza nell’approvvigionamento delle materie prime e della competitività del sistema industriale”.
“Ogni tecnologia che arriva al mercato nasce prima di tutto dalla ricerca di base, dalla comprensione dei materiali, dei processi e dei fenomeni che li governano”, ha sottolineato Laura E. Depero. “La sfida, per l’università, è riuscire a custodire questa dimensione fondamentale della conoscenza e, al tempo stesso, creare le condizioni perché i risultati scientifici possano diventare innovazione concreta, generare valore per il territorio, sostenere la competitività delle imprese e contribuire alla transizione ecologica”.
M.I.R.A. vuole valorizzare i risultati maturati nell’ambito dei progetti di ricerca Tech4Lib e CARAMEL, orientati allo sviluppo di processi innovativi per il recupero sostenibile delle materie prime critiche dalle batterie esauste. Lo spin-off consolida questo percorso e rafforza il ruolo dell’Università degli Studi di Brescia come riferimento scientifico e tecnologico nei settori dei materiali, dell’economia circolare e delle tecnologie per la transizione energetica.
Come evidenziato da Alberto Mannu, le tecnologie sviluppate da M.I.R.A. potranno essere applicate anche oltre il settore delle batterie, aprendo nuove prospettive per il recupero di materie prime strategiche da matrici complesse. Un esempio è il recupero del fosforo dalle ceneri dei fanghi di depurazione, ambito di crescente interesse per l’economia circolare e la valorizzazione dei residui.
Con M.I.R.A., l’Università di Brescia rafforza il proprio impegno nella valorizzazione della ricerca e nel trasferimento delle conoscenze verso il sistema produttivo, contribuendo allo sviluppo di tecnologie e competenze in un settore strategico per la competitività, la sostenibilità e l’autonomia industriale dell’Europa.


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