Meta si allea con BlackRock per realizzare negli Stati Uniti una delle infrastrutture digitali più rilevanti della nuova corsa globale all’intelligenza artificiale. Il colosso americano che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp ha annunciato martedì un accordo con il maggiore gestore di asset al mondo per finanziare un grande data center a El Paso, in Texas, dal valore stimato di circa 14 miliardi di dollari. L’operazione prevede la costituzione di una joint venture incaricata di sviluppare e possedere il nuovo campus tecnologico. Il progetto era stato annunciato da Meta nel 2025 ed è già entrato nella fase di costruzione. La messa in servizio è prevista per il 2028, quando l’infrastruttura dovrebbe raggiungere una potenza di calcolo di un gigawatt. La dimensione dell’investimento e la capacità prevista mostrano la portata della strategia avviata da Meta per rafforzare la propria posizione nel settore dell’AI. L’azienda punta infatti a dotarsi della capacità computazionale necessaria per addestrare, perfezionare e utilizzare modelli sempre più complessi, riducendo il divario accumulato nei confronti di gruppi come Google, OpenAI e Anthropic.
Una joint venture per il campus Meta di El Paso
L’accordo tra Meta e BlackRock ruota attorno alla creazione di una società comune finalizzata a “sviluppare e possedere un campus di data center a El Paso, in Texas”. La struttura proprietaria della joint venture assegnerà un ruolo predominante a BlackRock. Una volta completata l’operazione, il fondo deterrà infatti l’80% della nuova società, mentre Meta controllerà il restante 20%. Nonostante la quota di minoranza, Meta sarà il principale soggetto industriale interessato alla capacità tecnologica del campus. Il data center dovrà supportare direttamente la crescita delle attività del gruppo nel campo dell’intelligenza artificiale, diventando una componente strategica dell’infrastruttura necessaria per sviluppare i futuri servizi digitali dell’azienda. Il campus texano rappresenta così un punto di incontro tra le esigenze tecnologiche di Meta e la capacità finanziaria di BlackRock. L’alleanza permette di suddividere i costi di un investimento particolarmente oneroso e di accelerare la realizzazione di un’infrastruttura destinata a richiedere ingenti risorse economiche, energetiche e industriali.
Un investimento da 14 miliardi di dollari
Le due aziende hanno definito anche la ripartizione degli impegni finanziari necessari per completare il progetto. “Le parti si sono impegnate a finanziare le rispettive quote dei costi di sviluppo, per un importo complessivo di circa 14 miliardi di dollari, destinati agli edifici e alle infrastrutture sostenibili per l’alimentazione elettrica, il raffreddamento e la connettività del campus”, hanno precisato le aziende. I 14 miliardi di dollari non saranno quindi destinati esclusivamente alla costruzione degli edifici che ospiteranno i sistemi informatici. Una parte consistente delle risorse servirà a realizzare tutte le infrastrutture indispensabili per il funzionamento del campus, a partire dall’alimentazione elettrica necessaria per sostenere una capacità di calcolo così elevata. Il finanziamento riguarderà inoltre i sistemi di raffreddamento, essenziali per mantenere operative le apparecchiature informatiche, e le reti di connettività attraverso le quali il data center dovrà comunicare con le altre infrastrutture digitali di Meta. La realizzazione di questi impianti costituisce una delle componenti più complesse dei nuovi campus dedicati all’AI. I modelli di intelligenza artificiale richiedono infatti grandi quantità di potenza computazionale, concentrata all’interno di strutture che devono funzionare in modo continuativo e garantire collegamenti ad alta velocità.
Il data center da un gigawatt operativo nel 2028
Il nuovo data center di El Paso dovrebbe essere completato e messo in servizio nel 2028. Al momento della piena operatività, il campus raggiungerà una potenza di calcolo pari a un gigawatt, un dato che evidenzia la scala del progetto e il ruolo che Meta intende assegnare alla struttura. Secondo quanto indicato dalle aziende, questa infrastruttura “svolgerà un ruolo essenziale per dare vita alle tecnologie di AI di Meta” e per “accelerare i progressi sui modelli di AI”. La capacità del campus sarà dunque impiegata per sostenere lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale del gruppo. L’obiettivo è disporre di una potenza di calcolo sufficiente per addestrare nuovi modelli, migliorare quelli esistenti e integrarli progressivamente nei prodotti e nei servizi controllati dall’azienda americana. L’infrastruttura texana diventerà uno dei pilastri della strategia con cui Meta sta cercando di trasformare la propria attività. Il gruppo, nato e cresciuto attraverso i social network e le piattaforme di messaggistica, sta infatti concentrando una parte sempre maggiore delle proprie risorse sull’AI e sulle tecnologie necessarie per sostenerne l’espansione.
La corsa globale ai grandi data center per l’intelligenza artificiale
Negli ultimi anni si sono moltiplicati i progetti dedicati alla costruzione di grandi data center, strutture ormai centrali nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. L’addestramento e l’utilizzo dei modelli di AI richiedono infatti un’elevata potenza di calcolo, che può essere garantita soltanto attraverso infrastrutture dotate di numerosi sistemi informatici e di una consistente disponibilità energetica. La crescita della domanda di capacità computazionale ha spinto le principali aziende tecnologiche ad avviare investimenti sempre più rilevanti. I data center non rappresentano più soltanto luoghi destinati alla conservazione delle informazioni o alla gestione dei servizi online, ma stanno diventando il cuore industriale dell’economia dell’intelligenza artificiale. Meta ha accelerato a tappe forzate la propria transizione verso questo settore, avviando investimenti massicci con l’obiettivo di recuperare il ritardo nei confronti di Google, OpenAI e Anthropic. Il progetto di El Paso si inserisce direttamente in questa strategia e testimonia la volontà del gruppo di costruire una capacità tecnologica adeguata alla competizione internazionale.
Meta prevede investimenti fino a 145 miliardi nel 2026
Il campus texano rappresenta soltanto una parte del più ampio piano di investimenti predisposto dalla società. Meta prevede infatti di destinare fino a 145 miliardi di dollari nel 2026, una cifra quasi doppia rispetto a quella investita nell’anno precedente. Una quota particolarmente rilevante di queste risorse sarà indirizzata proprio al comparto dei data center, considerato indispensabile per alimentare la crescita dei prodotti e dei modelli di intelligenza artificiale del gruppo. La costruzione di nuove infrastrutture richiede capitali molto elevati e tempi di realizzazione pluriennali. Per questa ragione, la collaborazione con BlackRock consente a Meta di sostenere lo sviluppo del progetto di El Paso attraverso una struttura finanziaria condivisa, senza assumere direttamente l’intero costo dell’intervento. L’alleanza evidenzia anche il crescente interesse dei grandi operatori finanziari nei confronti delle infrastrutture digitali. La diffusione dell’AI sta trasformando i data center in asset strategici, caratterizzati da una domanda crescente e dalla necessità di investimenti di lungo periodo.
Dopo il Texas, il progetto da 9 miliardi in Canada
L’espansione infrastrutturale di Meta non riguarda esclusivamente gli Stati Uniti. A inizio luglio, l’azienda aveva annunciato anche un nuovo progetto per la realizzazione di un data center in Canada, dal valore stimato di 9 miliardi di dollari. I due interventi confermano la dimensione internazionale della strategia del gruppo. Meta sta cercando di costruire una rete di infrastrutture capace di sostenere l’evoluzione delle proprie tecnologie di AI, distribuendo gli investimenti tra diversi territori e ampliando progressivamente la capacità di calcolo disponibile. Il progetto canadese e quello di El Paso si collocano all’interno di un piano particolarmente ambizioso, nel quale la realizzazione dei data center diventa una delle principali voci di investimento. La disponibilità di infrastrutture proprietarie o controllate attraverso partnership finanziarie è infatti considerata fondamentale per evitare limitazioni nella fase di addestramento e utilizzo dei modelli.
Consumi energetici e idrici, cresce l’opposizione ai data center
Alla crescita degli investimenti si accompagna però una crescente opposizione nei confronti della realizzazione dei grandi campus tecnologici. Lo sviluppo di queste infrastrutture sta sollevando diverse critiche, soprattutto per l’elevato consumo di elettricità e per il massiccio fabbisogno idrico necessario a sostenere i sistemi di raffreddamento. I data center destinati all’intelligenza artificiale devono operare senza interruzioni e ospitano apparecchiature che producono grandi quantità di calore. Il loro funzionamento richiede quindi sistemi energetici e di climatizzazione particolarmente potenti, con conseguenze sull’impiego delle risorse disponibili nei territori interessati. Tra le criticità segnalate figurano anche l’inquinamento acustico prodotto dagli impianti e il numero relativamente basso di posti di lavoro generati una volta terminata la fase di costruzione. La presenza di investimenti miliardari non si traduce necessariamente in un’occupazione stabile proporzionata alle dimensioni economiche e fisiche delle strutture. L’accordo tra Meta e BlackRock prevede investimenti in infrastrutture definite sostenibili per l’alimentazione elettrica, il raffreddamento e la connettività del campus. Resta tuttavia centrale il tema dell’impatto complessivo che un impianto da un gigawatt potrà esercitare sul territorio e sulle risorse necessarie al suo funzionamento.
Il progetto di El Paso al centro della strategia AI di Meta
Con l’investimento da 14 miliardi di dollari, Meta e BlackRock danno vita a una delle principali operazioni finanziarie legate alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Il campus di El Paso sarà già in costruzione, dovrà entrare in funzione nel 2028 e avrà il compito di sostenere lo sviluppo dei futuri modelli AI del gruppo americano. La partecipazione di BlackRock con una quota dell’80% consente di affiancare alla strategia industriale di Meta la capacità di investimento del maggiore gestore di asset al mondo. Meta, pur mantenendo il 20% della joint venture, potrà utilizzare il campus come infrastruttura essenziale per accelerare la propria trasformazione tecnologica. Il progetto rappresenta allo stesso tempo un nuovo capitolo della competizione globale sull’AI e un esempio delle difficoltà legate alla sua espansione. Alla necessità di costruire data center sempre più potenti si affiancano infatti interrogativi sul consumo di energia, sull’utilizzo dell’acqua, sull’impatto acustico e sulle ricadute occupazionali. La sfida per Meta sarà quindi non soltanto aumentare la propria capacità di calcolo, ma riuscire a sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale attraverso infrastrutture compatibili con le esigenze energetiche, ambientali e sociali dei territori nei quali verranno realizzate.


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