Il mese di luglio entra ufficialmente nella sua fase più calda e lo fa con una prepotenza meteorologica che lascerà il segno nei database climatologici del nostro Paese. In questo primo pomeriggio di martedì 14 luglio, l’Italia sta iniziando a fare i conti con quella che si preannuncia come la più importante ondata di caldo dell’anno. Si tratta di un evento meteorologico straordinario non solo per l’intensità dei picchi termici previsti, ma anche per la sua enorme estensione geografica e per la sua durata complessiva.
Molti osservatori e cittadini stanno sottovalutando la portata di questo evento, convinti che si tratti della solita e passeggera calura estiva a cui siamo abituati. La realtà dei modelli fisici, invece, delinea uno scenario ben diverso: nei prossimi giorni saranno seriamente a rischio numerosi record storici di temperatura, con valori che in alcune aree d’Italia potrebbero raggiungere vette mai registrate da quando esistono le rilevazioni moderne. O comunque sfiorarle. L’aria calda di matrice subtropicale continentale ha appena iniziato a varcare i confini italiani, ma gli effetti al suolo sono già evidenti e localmente drammatici dal punto di vista termico.
Temperature record in Sardegna: l’aria brucia già nel primo pomeriggio di oggi
Il termometro della nostra Penisola ha iniziato a impennarsi in modo vertiginoso a partire dalle prime ore del mattino, trovando nella Sardegna il suo principale epicentro di fuoco. Alle ore 15:00, le stazioni di rilevamento dell’isola registravano già delle massime parziali eccezionali, destinate a salire ulteriormente nelle ore successive. Di seguito vengono riportate le temperature più elevate registrate sul territorio sardo in questo primissimo scorcio pomeridiano:
- +44,7°C a Coghinas (Sassari)
- +44,1°C ad Ardara (Sassari)
- +43,6°C a Santadi (Carbonia-Iglesias)
- +43,4°C a Fraigas (Sassari)
- +43,2°C a Bauladu (Oristano)
- +42,7°C a Villa Verde (Oristano)
- +42,5°C a Flumentepido (Carbonia-Iglesias)
- +41,8°C a Barumini (Medio Campidano)
- +41,5°C a Pozzomaggiore (Oristano)
- +41,3°C ad Oristano
- +41,2°C a Ossi (Sassari)
- +41,2°C a Pozzomaggiore (Sassari)
- +41,1°C a Martis (Sassari)
- +40,7°C ad Iglesias
- +40,7°C a Badesi (Gallura)
- +40,5°C a Putzuidu (Oristano)
- +40,4°C a Campanasissa (Cagliari)
- +40,2°C a Macomer (Nuoro)
- +40,0°C a Villanova Monteleone (Sassari)
- +40,0°C a Tempio Pausania (Gallura)
- +39,9°C a Torralba (Sassari)
- +39,8°C a Porto Pino (Carbonia-Iglesias)
Siamo dunque già a ridosso dei +45°C in molte località dell’entroterra sardo. Nel corso delle prossime ore pomeridiane, la colonnina di mercurio sfonderà per la prima volta in questa stagione la fatidica soglia dei +45°C, confermando pienamente le tendenze e gli allarmi lanciati nei giorni scorsi dalle previsioni di MeteoWeb. Queste ore segnano l’inizio ufficiale di giorni letteralmente infuocati per il nostro territorio.
Il caldo morde il resto d’Italia: i dati infuocati da Nord a Sud
Mentre la Sardegna sperimenta le temperature più estreme, il resto della Penisola non rimane certo a guardare. L’ondata di calore sta iniziando a fare sul serio anche su tutte le altre regioni italiane, con valori che crescono di ora in ora. Nel Mezzogiorno, la Sicilia e la Calabria stanno già registrando picchi notevoli, come i +39°C toccati a Francofonte, nel siracusano, e a Torano Castello, nella provincia di Cosenza. Con l’ulteriore riscaldamento diurno del pomeriggio, è ormai certo che la soglia dei +40°C verrà superata in numerose stazioni meteorologiche di queste due regioni meridionali.
Il caldo opprimente non risparmia nemmeno il Centro-Nord e le aree adriatiche. Spostandoci lungo la Penisola, spiccano con forza i +38°C registrati in grandi città di pianura e piccoli centri collinari come Firenze, Foggia, Faenza, Jesi e Filottrano. Il termometro si assesta invece sui +37°C in località interne e lontane dal mare quali Cosenza, Caltanissetta e Guidonia, mentre un lunghissimo elenco di città segna attualmente +36°C, tra cui la capitale Roma, Taranto, Caserta, Macerata, Urbino, Frosinone, Latina, Tivoli, Chieti e Benevento. L’unico elemento che accomuna tutte queste località, è appunto la distanza dal mare. Questa diffusa distribuzione di temperature diffusamente superiori ai +35°C dimostra la vastità di un promontorio anticiclonico che sta letteralmente avvolgendo l’Italia intera.
L’isoterma record di +31°C a 850hPa e i radiosondaggi storici
Quello che stiamo vivendo oggi è soltanto l’antipasto di una dinamica meteorologica imponente che ci accompagnerà per tutta la settimana. Il motore immobile di questa calura è l’anticiclone africano subtropicale, una struttura di alta pressione che si sta adagiando lungo i paralleli, estendendosi dal Maghreb e dall’Algeria direttamente verso la Sardegna e la Sicilia. Questa precisa traiettoria favorisce il trasporto di masse d’aria sahariane estremamente surriscaldate e secche nei bassi strati, ma caldissime anche in quota.
La vera eccezionalità dell’evento si paleserà questa sera, quando sui settori meridionali e insulari italiani farà il suo ingresso la mostruosa isoterma di +31°C ad 850hPa (circa 1500 metri di altitudine in libera atmosfera). Si tratta di un valore termico in quota che rappresenta un vero e proprio record per la climatologia italiana ed europea. Analizzando l’archivio dei radiosondaggi storici delle stazioni di Decimomannu in Sardegna e di Trapani-Birgi o Sigonella in Sicilia, emerge chiaramente come una simile isoterma si collochi oltre i limiti massimi mai registrati. Solitamente, le più intense ondate di caldo del passato, comprese quelle storiche del 1983, del 2003 e del luglio 2023, hanno visto picchi in quota raramente superiori ai +29°C o +30°C. L’arrivo di una +31°C a 850hPa mette quindi in serio pericolo i record assoluti di temperatura della libera atmosfera, ponendo le basi per una compressione adiabatica al suolo senza precedenti.
Il picco estremo del weekend: verso i +45°C diffusi
Gli amanti del fresco dovranno armarsi di grande pazienza, poiché la fase culminante di questa eccezionale ondata di caldo deve ancora compiersi. I giorni peggiori e più critici per la salute pubblica saranno senza dubbio venerdì 17 e sabato 18 luglio, quando l’asse del promontorio subtropicale si stabilizzerà sul cuore del Mediterraneo centrale. In queste quarantotto ore, molte località delle regioni centro-meridionali e delle isole maggiori abbatteranno con facilità la barriera dei +45°C.
La differenza rispetto alle pur caldissime giornate attuali sarà l’estensione del caldo estremo: se oggi la soglia dei +35°C è ampiamente diffusa sul territorio nazionale, nel fine settimana sarà la soglia dei +40°C a diventare la normalità su quasi tutte le pianure e le valli del Centro-Sud. Assisteremo a un incremento generalizzato delle temperature di circa 5°C in più rispetto ai valori già elevatissimi registrati oggi. Sulle isole maggiori, in particolare nelle aree interne della Sardegna e della Sicilia, l’agonia del caldo estremo si protrarrà anche per tutta la giornata di domenica 19 luglio, rendendo l’aria irrespirabile e surriscaldando l’ambiente urbano anche durante le ore notturne.
Meteo e clima a confronto: la storia e la geografia delle anomalie europee
Davanti a scenari termici così estremi, è fondamentale mantenere un approccio scientifico e distaccato, evitando facili allarmismi. Ondate di caldo di questa magnitudo hanno sempre fatto parte della storia climatica del Mediterraneo, un’area geografica da sempre soggetta a repentine e violente risalite d’aria calda dal deserto del Sahara. Non siamo di fronte a eventi senza precedenti storici; la climatologia ci insegna che il nostro passato è ricco di estati caratterizzate da picchi termici eccezionali, ben prima dell’industrializzazione moderna.
Questo eccezionale evento meteorologico richiede inoltre una netta distinzione concettuale tra meteo e clima, due termini troppo spesso confusi nel dibattito pubblico. Il meteo descrive lo stato istantaneo e a breve termine dell’atmosfera in un dato luogo, mentre il clima rappresenta la media statistica di queste condizioni su periodi di tempo molto lunghi, solitamente di almeno trent’anni. Un singolo evento di caldo estremo, per quanto intenso, appartiene alla sfera del meteo e non può essere semplicisticamente imputato al cambiamento climatico.
A dimostrazione di ciò, basta osservare l’attuale quadro sinottico del continente europeo. Se è vero che quest’estate l’Europa occidentale, con la Francia in prima linea, sta sperimentando anomalie termiche positive eccezionali e temperature roventi, la situazione cambia radicalmente se spostiamo lo sguardo verso l’Europa orientale. Dalla Finlandia fino alla Grecia, si registra in queste stesse settimane un’ondata di freddo fuori stagione estremamente intensa, con temperature sensibilmente al di sotto delle medie del periodo. Questa configurazione a “onda” mostra come l’atmosfera compensi costantemente le sue anomalie: a una vistosa risalita calda in un settore corrisponde un’altrettanto vigorosa discesa fredda nel settore adiacente, mantenendo un sostanziale equilibrio termico su scala globale.
La svolta rinfrescante: il crollo termico e l’arrivo della goccia fredda
Nonostante la severità dell’attuale ondata di caldo sull’Italia, i modelli matematici a medio termine termine confermano oggi quella luce in fondo al tunnel di cui abbiamo già parlato ieri, delineando una vera e propria svolta stagionale proprio a ridosso dell’inizio della prossima settimana. Dopo il picco infuocato di venerdì e sabato sulle regioni centro/meridionali, la configurazione barica europea subirà un mutamento radicale. Il possente anticiclone africano sarà costretto a ripiegare verso i propri territori d’origine sotto la spinta di correnti più fredde e instabili.
La rottura di questa opprimente cupola di calore avverrà grazie all’ingresso di una goccia fredda proveniente dai quadranti orientali. Questa massa d’aria instabile e decisamente più fresca scalzerà violentemente l’aria calda preesistente già nel corso del weekend (sabato al nord, domenica al centro), provocando un vero e proprio crollo termico nell’ordine di oltre dieci o quindici gradi nei valori massimi. Lunedì 20 le temperature crolleranno anche al Sud. Al seguito di questa rinfrescata, che potrebbe essere accompagnata da fenomeni temporaleschi localmente intensi, l’Italia entrerà in un lungo periodo caratterizzato da temperature gradevoli, ventilazione settentrionale e tassi di umidità molto bassi. Sarà il ritorno a una classica e piacevole estate mediterranea nel cuore della stagione, un meritato refrigerio dopo giorni di vera e propria passione meteorologica.
Tutti i dettagli dal video con l’ultimo bollettino meteo completo dal Canale YouTube di MeteoWeb:
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