L’Italia si ritrova ad affrontare una storica ondata di caldo che sta mettendo a dura prova l’intero territorio nazionale, concentrando i suoi effetti più devastanti sulle regioni del Centro e del Sud. Il responsabile di questa fase climatica estrema è il possente anticiclone africano, un’autentica bolla di aria calda proveniente dal Sahara che sta letteralmente infuocando l’atmosfera. L’ondata di caldo è iniziata martedì, esattamente quattro giorni fa, ma è proprio oggi, venerdì 17 luglio, che prende il via la vera fase clou dell’emergenza meteorologica. Questa ondata di proporzioni storiche per intensità, durata ed estensione territoriale manterrà la Penisola in una morsa asfissiante per altri quattro giorni, protraendosi almeno fino a lunedì 20 luglio. Nelle prossime ore e durante i prossimi giorni, gli esperti si attendono picchi drammatici di +48°C, valori che in Sardegna e Sicilia potrebbero far crollare definitivamente svariati record storici assoluti di temperatura.
Sardegna arroventata: temperature oltre i 46°C e disagio estremo
La situazione è particolarmente critica sulle due Isole Maggiori, che in queste ore stanno sperimentando condizioni termiche a dir poco estreme. Alle ore 15:00 di questo pomeriggio bollente, le stazioni meteorologiche sarde hanno già restituito valori eccezionali che destano forte preoccupazione. Le termiche parziali vedono la Sardegna in prima linea con i ben +46,5°C registrati a Castiadas, tallonata dai +46,1°C di San Vito e dai +45,6°C di Tertenia. Il caldo estremo non risparmia altre località, portando i termometri a segnare +44,1°C ad Assemini, +44,0°C a Cagliari, +43,9°C a Nuraminis, per proseguire con i +43,5°C rilevati sia a Iglesias che a Flumentepido nel territorio di Carbonia. Le rilevazioni continuano con i roventi +43,0°C di Sanluri, seguiti dai +42,2°C di Villasor e dai +41,9°C di Villaputzu. Si tratta di misurazioni provvisorie che testimoniano la potenza inaudita di questo fenomeno atmosferico, un evento calamitoso purtroppo destinato ad aggravarsi ulteriormente.
Cagliari e la caduta del record storico assoluto
Il dato più clamoroso di questa giornata campale appartiene senza dubbio al capoluogo sardo. I +44,0°C registrati a Cagliari Elmas (stazione meteo storica dell’Aeronautica Militare) rappresentano una soglia critica, specialmente considerando che stiamo parlando di un capoluogo di Regione e di una Città Metropolitana abitata da quasi 150 mila persone, attualmente costrette a vivere in condizioni urbane di disagio estremo. È ormai pienamente confermato: questa temperatura misurata non solo è straordinaria, ma ha ufficialmente superato il record storico assoluto di +43,6°C stabilito il 22 luglio 1983 – ben 43 anni fa – dalla stessa stazione meteorologica ufficiale dell’Aeronautica Militare di Cagliari Elmas durante un’eccezionale ondata di caldo di cui abbiamo di recente parlato su MeteoWeb. È fondamentale sottolineare che il superamento di questo primato epocale avviene in una misurazione ancora parziale, in quanto la temperatura sta aumentando ancora e, secondo l’evoluzione dei moti convettivi e dell’irraggiamento solare, aumenterà ancora nel corso del pomeriggio. La combinazione letale tra l’isola di calore urbana e la poderosa avvezione sahariana sta trasformando l’intero agglomerato cittadino in una vera e propria fornace a cielo aperto.
Il forno della Sicilia: massime estreme e il caso incredibile di Pantelleria
Anche in Sicilia la situazione è allarmante e fa caldissimo ovunque, con massime provvisorie in forte aumento che dipingono un quadro di severa canicola. Le stazioni locali stanno registrando valori impressionanti, tra cui spiccano i +45°C raggiunti a Casteltermini e a Calderari. Scendendo di pochissimo, troviamo i +43°C che affliggono i comuni di Partinico, Leonforte, Valguarnera Caropepe, Carcarazza e Ramilia. Una temperatura di +42°C stringe in una morsa rovente Caltanissetta, Calatafimi, Mussomeli, Mazzarino e Sutera. Le coste e l’entroterra non mostrano differenze sostanziali nel patire la calura, con i +41°C misurati a Trapani, Riesi e Bisacquino, e i +40°C che opprimono Comiso, Nissoria, Raffadali e Serradifalco. Attenzione alla costa tirrenica messinese: nel primo pomeriggio siamo arrivati improvvisamente a +41°C a Rometta e +40°C a Gioiosa Marea, Sinagra e Sant’Angelo di Brolo dopo una rotazione delle correnti dai quadranti meridionali.
Tra queste rilevazioni, risulta notevolissima la massima odierna in costante aggiornamento di +39°C appena raggiunti a Pantelleria, un’isola situata nel cuore del Canale di Sicilia dove queste temperature sono rarissime, poiché solitamente il mare mitiga il clima insulare con le sue fresche brezze. Sebbene questo valore provvisorio pantesco sia eccezionale, esso rimane ad oggi ancora al di sotto del record storico ufficiale registrato dalla stazione meteo dell’Aeronautica Militare di Pantelleria. Il primato assoluto risale infatti al 10 agosto del 1999 con l’impressionante cifra di +41,8°C. Attualmente, la misurazione odierna si sta avvicinando pericolosamente a quel limite inossidabile distando ormai meno di tre gradi, e l’evoluzione termica delle prossime ore richiede un monitoraggio meteorologico costante per comprendere se anche questo avamposto marittimo cederà al calore storico.
Il caldo torrido colpisce anche l’Italia peninsulare: Centro e Sud nella fornace
La feroce morsa dell’anticiclone africano si fa sentire pesantemente anche nel resto d’Italia peninsulare, dove il clima rovente non concede alcuna tregua rinfrescante. Nel Centro e nel Sud, le stazioni meteorologiche hanno infranto la soglia psicologica dei +40°C in città come Firenze, Frosinone, Cosenza, Foligno e Castrovillari. Poco più in basso nei termometri, il caldo comunque estremo si manifesta con i +39°C registrati a Foggia e Gioia Tauro, mentre si segnano +38°C in località come Campobasso, Benevento, Gualdo Tadino e Fabriano. Anche in queste regioni le temperature sono in forte aumento e si prevede che aumenteranno ovunque di almeno 3 o 4 gradi nel pomeriggio, in netta concomitanza con la temuta impennata termica che viene regolarmente attesa tra le 15:00 e le 18:00 del pomeriggio.
Ecco la situazione ad 850hPa prevista per il pomeriggio odierno:
Previsioni per i prossimi giorni: il clou del calore fino a lunedì
Il quadro meteorologico generale offre prospettive purtroppo ancor più estreme per l’immediato futuro. La possente e stabile massa d’aria rovente continuerà a consolidarsi, garantendo che farà ancora più caldo nella giornata di domani, sabato 18 luglio. Questo eccezionale e persistente picco termico insisterà spietatamente sulle regioni del Sud e sulle Isole Maggiori anche nei due giorni successivi di domenica e lunedì, prolungando le già critiche condizioni di emergenza sanitaria e ambientale. L’Italia si appresta dunque a vivere le giornate più ardue di questa estate rovente, un periodo che entrerà senza dubbio negli annali della meteorologia nazionale per la brutale violenza dei suoi eccessi climatici indotti dall’implacabile fiammata nordafricana.
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