Quella appena trascorsa nel capoluogo siciliano non è stata una semplice notte estiva, ma un vero e proprio incubo meteorologico che entrerà di diritto negli annali della climatologia siciliana. Nel pieno del centro cittadino di Palermo, tra le ore 23:00 di ieri sera e le 04:00 del mattino, la temperatura della notte si è bloccata sull’incredibile valore di +40°C, mantenendo la città in una morsa infuocata per ben cinque ore consecutive. Il responsabile di questo scenario da girone dantesco è stato un micidiale effetto favonio, azionato dai venti di Caduta che, scavalcando i rilievi della Conca d’Oro, si sono compressi e riscaldati ulteriormente lungo i pendii, surriscaldando l’intera Sicilia occidentale. L’umidità relativa è crollata fino al valore estremo del 10%, trasformando l’aria in un soffio secco e rovente che ha reso l’aria quasi irrespirabile.
Cosa significa vivere il fuoco torrido in una metropoli da 630mila abitanti
Sperimentare +40°C di notte è un’esperienza destabilizzante in un territorio disabitato, ma assume contorni drammatici se accade in una metropoli di oltre 630 mila abitanti, la quinta città più grande d’Italia e uno dei centri più popolosi del Mediterraneo. L’impatto sulla popolazione e sulle infrastrutture è stato devastante: la richiesta spasmodica di refrigerio ha mandando in tilt la rete elettrica con prolungati blackout elettrici, mentre devastanti incendi nell’hinterland hanno cinto d’assedio i quartieri periferici e le colline circostanti, regalando alla popolazione una vera e propria notte di fuoco alimentata da fumo e cenere.
Fa sorridere, o forse storcere il naso, il sarcasmo di chi alle prime folate estive parla a sproposito di notti tropicali, lamentandosi non appena le temperature minime faticano a scendere sotto la soglia dei +20°C. In Italia, durante i mesi di luglio e agosto, registrare temperature notturne minime comprese tra +23°C e +25°C rientra nella piena norma climatica di quelle che andrebbero correttamente definite notti mediterranee. La reale e spaventosa anomalia termica si verifica quando il termometro rifiuta di scendere sotto i +30°C, come sta accadendo per il quinto giorno consecutivo a Reggio Calabria, o quando una metropoli come Palermo rimane bloccata a +40°C nel cuore della notte.
Dalla minima di +34°C al pomeriggio a +36°C
L’andamento termico delle ultime ventiquattro ore mostra una sequenza di dati straordinari. Soltanto alle 07:00 del mattino, con la temporanea attenuazione del vento favonico, la temperatura ha registrato il suo punto più basso raggiungendo una temperatura minima di +34°C. Con il sorgere del sole e il forte irraggiamento, le colonnine di mercurio sono rapidamente risalite fino a toccare una temperatura massima di +39°C nella tarda mattinata. Intorno alle 15:00 del pomeriggio il termometro si attesta sui +36°C: la situazione rimane segnata da un caldo intenso, sebbene i picchi più spaventosi della notte siano fortunatamente alle spalle.
Le previsioni meteo: tregua imminente e l’impatto del fronte scandinavo
Le previsioni meteo per le prossime ore indicano tuttavia una svolta rassicurante. Un calo delle temperature più deciso inizierà a manifestarsi stasera subito dopo il tramonto, garantendo un graduale ricambio d’aria. La giornata di domani si preannuncia come una giornata estiva normale, caratterizzata da un classico caldo di fine luglio senza particolari eccessi: per Palermo ciò si tradurrà in valori minimi compresi tra +26°C e +27°C e massime gradevoli tra +33°C e +34°C. Dopodomani, nella giornata di venerdì, un maggior calo termico si farà strada su tutto il Sud Italia. Va specificato che sulla città di Palermo non giungerà direttamente il fronte scandinavo che in queste ore sta provocando temporali distruttivi lungo il versante adriatico e che venerdì colpirà la Calabria e la Sicilia orientale. Il capoluogo palermitano risentirà principalmente del benefico calo delle temperature e del ritorno dei venti dai quadranti settentrionali, senza subire fenomeni di marcata instabilità.
Contesto climatologico storico: i record di Palermo tra passato e presente
Per comprendere appieno l’evento odierno è fondamentale analizzare il contesto climatologico storico fornito dalle stazioni meteorologiche ufficiali della rete Aeronautica Militare e INAF, come Palermo Boccadifalco, Palermo Punta Raisi e l’Osservatorio Astronomico Giuseppe Vaiana. Sebbene la calura notturna sia stata eccezionale, i record storici di temperatura della città testimoniano che la combinazione tra scirocco e favonio ha toccato vertici ancora più estremi in passato.
Il primato per la temperatura massima assoluta a Palermo appartiene alla giornata del 24 luglio 2023, quando la stazione dell’Osservatorio Astronomico registrò il valore strabiliante di +47,0°C, superando i precedenti record storici di +45,2°C a Palermo Boccadifalco nell’agosto 1999 e i +44,0°C del giugno 2007. Anche per quanto riguarda le temperature minime più alte, la storia climatologica della fascia tirrenica siciliana vanta precedenti in cui forti episodi di favonio notturno hanno impedito al termometro di scendere al di sotto dei +35°C. L’evento di oggi si colloca dunque tra le manifestazioni più intense dell’estate contemporanea, confermando la peculiarità microclimatica di una città da sempre abituata a confrontarsi con la furia del vento dal deserto.
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