Mondiali 2026, otto calciatori con tracce di clenbuterolo: sospetta contaminazione da carne

La disastrosa campagna della Tunisia ai Mondiali è stata scossa da un caso legato ai test antidoping: diversi giocatori della nazionale nordafricana, compresi alcuni che militano nel Regno Unito, hanno fatto registrare tracce di clenbuterolo

La Tunisia ha vissuto un torneo estremamente negativo, segnato da pesanti sconfitte e da una decisione storica in panchina. La nazionale nordafricana ha perso 5-1 contro la Svezia, 4-0 contro il Giappone il 21 giugno e 3-1 contro l’Olanda il 26 giugno. A rendere ancora più complessa la situazione sono stati i risultati dei controlli antidoping, arrivati nel corso del torneo. Secondo quanto appreso da Daily Mail Sport, non meno di otto calciatori tunisini hanno restituito risultati atipici per clenbuterolo, un farmaco che rilassa le vie aeree nei polmoni e che figura nella lista delle sostanze proibite dalla WADA.

Clenbuterolo nei test: otto giocatori con risultati atipici

Il caso riguarda un numero significativo di calciatori della Tunisia, tra cui alcuni tesserati con club del Regno Unito. I test hanno evidenziato tracce di clenbuterolo, sostanza nota anche per il suo utilizzo nel bodybuilding, dove viene impiegata per ridurre il grasso mantenendo la massa muscolare magra. Tuttavia, gli accertamenti successivi hanno portato gli ufficiali a ritenere che la presenza del farmaco fosse più probabilmente dovuta a contaminazione alimentare piuttosto che a motivi legati al miglioramento della performance sportiva.

La pista della carne contaminata nella base in Messico

La spiegazione ritenuta più probabile riguarda la carne consumata dalla squadra nella propria base in Messico. In alcuni Paesi, tra cui proprio il Messico, il clenbuterolo viene utilizzato come promotore della crescita negli animali da allevamento, in particolare per aumentare la massa dei bovini. Per questo motivo, la presenza della sostanza nei campioni dei calciatori tunisini sarebbe stata collegata alla possibile ingestione involontaria di carne contaminata. I club dei giocatori coinvolti sono stati informati della situazione, ma è altamente improbabile che i calciatori vadano incontro a ulteriori provvedimenti.

Precedenti in Messico: Gold Cup 2011 e Mondiale Under 17

Il Messico è già stato al centro di casi simili nel calcio internazionale. Alla Gold Cup 2011, cinque calciatori del Messico risultarono positivi al clenbuterolo e furono immediatamente esclusi. Dopo un’indagine, la Federazione calcistica messicana e la WADA accettarono che la causa fosse la contaminazione alimentare e tutti i calciatori vennero scagionati da ogni accusa. Sempre nel 2011, durante il Mondiale Under 17 disputato in Messico, ben 109 giocatori risultarono positivi al clenbuterolo. Anche in quel caso, sia la FIFA sia la WADA decisero di non procedere con alcuna azione disciplinare, poiché il peso delle prove indicava la contaminazione come spiegazione più plausibile. Il Messico, che vinse quel torneo, venne dichiarato pulito ai test perché aveva adottato una dieta a base di pesce e verdure prima dell’inizio della competizione.

La regola WADA sui livelli inferiori a 5 ng/mL

Nel 2022 la WADA ha pubblicato una lettera tecnica nella quale ha stabilito che la rilevazione di clenbuterolo in quantità inferiori a 5 ng/mL nelle urine viene riportata come Atypical Finding, cioè risultato atipico, e non immediatamente come Adverse Analytical Finding, la categoria più grave. In questi casi viene aperta un’indagine per determinare se la presenza della sostanza sia dovuta a carne contaminata. Se questa spiegazione viene confermata, non viene intrapresa alcuna ulteriore azione disciplinare.

FIFA e Federazione tunisina: nessun commento

La FIFA ha rifiutato di commentare la vicenda. La Federazione calcistica tunisina non ha risposto alle richieste di commento. Resta il dato centrale: la Tunisia ha visto la propria già difficile esperienza mondiale aggravarsi con otto risultati atipici al clenbuterolo, ma gli elementi emersi indicano come spiegazione più probabile la contaminazione da carne nella base messicana della squadra, con ulteriori azioni disciplinari ritenute altamente improbabili.