Oggi è l’Earth Overshoot Day 2026: abbiamo già divorato tutte le risorse della Terra

Le risorse naturali per quest'anno sono terminate. Il Global Footprint Network lancia un monito severo: consumiamo 1,73 pianeti. L'Italia in profondo rosso già dal mese di maggio

Scatta oggi, 30 luglio, l’Earth Overshoot Day 2026, la fatidica data in cui l’umanità ha ufficialmente esaurito l’intero budget annuale di risorse e i servizi ecologici messi a disposizione dalla natura. Calcolato puntualmente dal Global Footprint Network, la nota organizzazione internazionale per la sostenibilità ambientale, questo momento segna un vero e proprio punto di non ritorno per i 12 mesi in corso. I consumi globali superano infatti in maniera vertiginosa la capacità rigenerativa dei nostri ecosistemi terrestri e marini. A partire da questo esatto istante e fino al 31 dicembre, la popolazione mondiale vivrà a debito, intaccando inesorabilmente le riserve fondamentali della Terra. Il continuo esaurimento del capitale naturale comporta gravi e tangibili conseguenze, ben visibili attraverso la deforestazione diffusa, la grave erosione del suolo e la perdita di preziosa biodiversità, fattori che inaspriscono la crisi climatica e l’accumulo di anidride carbonica.

Come si calcola la data del sovrasfruttamento

L’Earth Overshoot Day viene determinato misurando il rapporto tra la biocapacità del pianeta, ovvero la quantità di risorse ecologiche che la natura può generare in un singolo anno, e l’impronta ecologica dell’umanità, che rappresenta la domanda totale nei 12 mesi. Entrambi i valori sono calcolati in ettari globali e moltiplicati per i 365 giorni dell’anno. Per il 2026 la data è stata fissata al 30 luglio utilizzando i dati più recenti elaborati dalla York University per FoDaFo. Rispetto alla stima del 2025, si registra uno spostamento in avanti di 8 giorni, spinto in parte da una revisione al rialzo della capacità degli oceani di assorbire carbonio. A questo si aggiunge un anticipo di 2 giorni legato all’aumento reale della nostra impronta ecologica, portando il risultato netto a un ritardo di 6 giorni rispetto all’anno precedente.

I dati e il debito ecologico

Nonostante i piccoli aggiustamenti nel calcolo, la situazione appare grave e le nuove dinamiche di consumo peggiorano il quadro generale. Il Global Footprint Network sottolinea che attualmente l’umanità sta utilizzando la natura il 73% più velocemente di quanto gli ecosistemi terrestri siano in grado di rigenerarsi, un sovrasfruttamento che equivale a utilizzare 1,73 pianeti. Si tratta del livello più alto nella storia dell’umanità, una minaccia diretta alla sicurezza a lungo termine che porta a un calo della produzione alimentare globale. La Giornata di superamento dei limiti è rimasta relativamente stabile nell’ultimo decennio, ma cade ancora dopo meno di 7 mesi. A pesare è l’enorme fardello del passato: dai primi anni 1970 i deficit annuali hanno generato un debito ecologico pari a 20,6 anni di piena produttività biologica. Anche se il fenomeno fosse magicamente reversibile, servirebbero 20,6 anni di rigenerazione totale della Terra per ripristinare l’equilibrio perduto.

La grave situazione in Italia e la classifica globale

L’analisi non si limita ai dati mondiali, calcolando anche il Country Overshoot Day per i singoli Paesi, una metrica essenziale per svelare quando finirebbero le risorse se tutti adottassero lo stile di vita di una specifica nazione. L’Italia versa in una condizione critica, avendo maturato il proprio debito già il 3 maggio, dopo appena 123 giorni dall’inizio dell’anno. Per sostenere i consumi degli italiani occorrerebbero infatti ben 3 pianeti. Il nostro Paese aveva inoltre varcato il proprio Giorno di Deficit il 19 marzo, momento esatto in cui la domanda nazionale ha superato la reale biocapacità interna. Guardando al contesto internazionale, la mappa mostra in testa il Qatar con le disponibilità esaurite già il 4 febbraio, seguito dal Lussemburgo il 17 febbraio e da Singapore il 23 febbraio. Gli Stati Uniti si posizionano al 9° posto con il traguardo fissato al 14 marzo, mentre l’Unione Europea a 27 stabilisce il proprio record nello stesso giorno dell’Italia, il 3 maggio.