Molti lettori ci chiedono spesso come leggere correttamente il famoso grafico “a spaghetti” attraverso il metodo Ensemble e anche questa volta la curiosità è arrivata nei commenti del video meteo quotidiano. Sono comunemente noti con il nome di spaghetti quei grafici apparentemente “complicati” che vengono utilizzati e propagandati come i più affidabili per la previsione meteo a lungo termine. Il metodo Ensemble, che poi ci propone i grafici a spaghetti, nasce proprio dalla esigenza di minimizzare i piccoli errori dei dati iniziali di pressione, temperatura e umidità.
Nel grafico a “spaghetti” ogni linea colorata rappresenta uno scenario di previsione diverso prodotto dallo stesso modello, pensato per mostrare quanto è incerta, o solida, la tendenza meteo nei giorni successivi. Le sigle P1-P30 indicano i membri perturbati dell’ensemble: sono trentacinque corse del modello che partono da condizioni iniziali leggermente diverse, così da simulare diversi possibili futuri dell’atmosfera e misurare quanto può cambiare la situazione con piccole variazioni iniziali. Quando queste linee restano compatte e corrono quasi sovrapposte, la previsione è più affidabile; quando invece si aprono come un ventaglio, aumenta l’incertezza per ciò che riguarda temperature e piogge.

La linea “Control” è una corsa speciale dell’ensemble che usa le stesse condizioni iniziali della previsione principale, ma con risoluzione più bassa e senza “perturbazioni”: è il riferimento interno del sistema, utile per capire se l’ensemble sta seguendo una traiettoria coerente o se c’è forte sensibilità alle condizioni di partenza. “Oper” invece è la corsa operativa, quella ad alta risoluzione che troviamo nelle mappe deterministiche: nel grafico ci mostra cosa prevede il modello “ufficiale” rispetto al ventaglio di scenari dell’ensemble. Se la linea operativa resta immersa nel grappolo degli spaghetti, il segnale è più robusto; se spicca isolata, indica uno scenario più rischioso e meno probabile.
Infine la “Ens. mean”, spesso tracciata in bianco più evidente, è la media di tutti i membri dell’ensemble, ossia il baricentro del ventaglio di previsioni. Non è una verità assoluta, ma una sintesi di ciò che, in media, il modello ritiene più probabile: è ideale per visualizzare la tendenza generale della temperatura a 850 hPa e il segnale medio di precipitazione, da confrontare con la corsa operativa e con l’ampiezza dello spaghetti per valutare quanto possa essere affidabile la previsione. Ricordatevi sempre che, al di là di tutti i modelli possibili ed immaginabili, incluso questo appena spiegato, l’osservazione “in situ” rimane sempre al primo posto per una previsione meteorologica affidabile. I modelli da soli non sono assoluti e col passare dei giorni divengono sempre più incerti.


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