Una petroliera Suezmax noleggiata per il carico di petrolio presso il terminal del Consorzio dell’Oleodotto del Caspio (CPC), al largo della costa russa del Mar Nero, è stata attaccata e danneggiata nella giornata odierna da due droni. L’episodio coinvolge la Nordic Zenith, nave che secondo alcune fonti citate dall’agenzia Reuters sarebbe stata noleggiata da ExxonMobil, e rappresenta un nuovo segnale dell’escalation delle operazioni militari contro infrastrutture e traffici energetici nella regione. L’attacco alla nave cisterna arriva dopo una settimana caratterizzata da una forte intensificazione delle azioni di Russia e Ucraina contro le imbarcazioni nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, in quella che appare come una nuova fase del conflitto. Finora la guerra si è concentrata soprattutto sui combattimenti terrestri e sugli attacchi aerei, ma gli episodi più recenti mostrano un crescente coinvolgimento delle rotte marittime strategiche e delle infrastrutture legate all’energia.
Incendio a bordo della Nordic Zenith dopo l’attacco dei droni
Il Consorzio dell’Oleodotto del Caspio (CPC) ha confermato che sulla Nordic Zenith è scoppiato un incendio dopo l’attacco, precisando che le fiamme sono state successivamente domate. L’organizzazione ha inoltre comunicato che alcune navi del CPC presenti nelle vicinanze hanno proceduto all’evacuazione di parte dell’equipaggio. Secondo quanto riferito dal consorzio, 13 membri dell’equipaggio sono stati evacuati, mentre altri 9 hanno scelto di rimanere a bordo della petroliera per assistere nelle operazioni successive all’incidente. Il CPC ha dichiarato: “la petroliera è stata rimossa dal programma di carico e non è idonea all’attracco o alle operazioni di carico presso il terminale CPC”, ha scritto il consorzio sul suo canale Telegram. La nave è stata quindi esclusa dalle attività operative previste presso il terminal petrolifero, impedendo il normale svolgimento delle procedure di carico del greggio destinato ai mercati internazionali.
Nessuna responsabilità attribuita per l’attacco al terminal petrolifero russo
Il CPC non ha identificato alcun responsabile per l’attacco contro la Nordic Zenith. Al momento non è stata fornita una rivendicazione ufficiale dell’azione né sono stati attribuiti pubblicamente i droni a una delle parti coinvolte nel conflitto. L’episodio si inserisce però in un contesto di crescente pressione sulle infrastrutture energetiche collegate al Corridoio petrolifero del Caspio, una delle principali vie di esportazione del greggio kazako verso i mercati globali. Il terminal del CPC si trova nei pressi di Novorossiysk, importante porto russo sul Mar Nero, da cui il petrolio viene trasferito sulle navi cisterna per essere poi trasportato verso i clienti internazionali.
Il ruolo strategico del Consorzio dell’Oleodotto del Caspio nelle esportazioni di petrolio
Il Consorzio dell’Oleodotto del Caspio (CPC) gestisce un oleodotto lungo 1.510 chilometri che collega i giacimenti petroliferi del Kazakistan sul Mar Caspio con il porto russo di Novorossiysk. L’infrastruttura riveste un’importanza centrale per il settore energetico kazako: il CPC rappresenta circa l’80% delle esportazioni di petrolio del Kazakistan, rendendo il terminal e le strutture collegate un nodo fondamentale per il commercio internazionale del greggio. Il petrolio trasportato attraverso l’oleodotto viene caricato sulle petroliere a Novorossiysk e successivamente inviato via mare verso i mercati mondiali. Qualsiasi interruzione delle attività del terminal può quindi avere ripercussioni sulla catena di approvvigionamento energetico e sui flussi commerciali internazionali.
Le precedenti interruzioni delle attività del CPC durante la guerra
Le operazioni del CPC sono già state interrotte in diversi momenti dall’inizio della guerra a causa di attacchi contro infrastrutture strategiche in territorio russo. Tra gli episodi segnalati figurano gli attacchi ucraini contro alcune stazioni di pompaggio in Russia e gli attacchi condotti con droni contro il terminal di carico del CPC vicino a Novorossiysk. L’attacco alla Nordic Zenith aggiunge quindi un nuovo elemento alla crescente vulnerabilità delle infrastrutture energetiche e delle rotte marittime del Mar Nero, dove negli ultimi giorni si è registrata una significativa escalation delle operazioni militari.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?